Dalla formazione al turismo online: intervista a Marco Volpe

Dalla formazione al turismo online: intervista a Marco Volpe

Marco Volpe

Speaker, Consulente e Coach esperto di Digital Marketing. Socio e fondatore di Edita, agenzia italiana di digital marketing specializzata nella promozione e nel digital branding delle aziende turistiche. Nato a Riccione lavoro a stretto contatto con aziende locali ed internazionali per aiutarle a sviluppare visibilità online e promuovere l'eccellenza italiana nell'ospitalità in tutto il mondo. Ho cominciato a parlare in pubblica nel 1993, prima stimolando imprese e persone a comprendere ed ottenere di più attraverso l'informatica e poi attraverso internet. Dal 2016 sono docente presso il master di Marketing Turistico della Bologna Business School. Sono sempre aggiornato sulle tendenze del Digital Marketing partecipando ai principali eventi del settore in tutto il mondo (spesso in veste di relatore).

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Il mondo del turismo online: chi lo conosce sa bene che il web si intreccia a pieno titolo con questo universo. Il motivo è semplice: attraverso gli strumenti del marketing digitale – penso allo storytelling, alla SEO, all’email marketing – puoi ottenere risultati concreti. Ovvero prenotazioni.

Ma non è così facile. Per vendere turismo online devi avere competenze concrete. Competenze che devi saper spiegare e mettere in pratica. Oggi abbiamo intervistato una persona competente e con esperienza sia sul campo quotidiano che in quello della formazione: Marco Volpe.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Marco Volpe, un appassionato delle persone, adoro correre e condividere idee bevendo birra. Da 23 anni mi occupo di formazione all’uso consapevole delle tecnologie digitali e negli ultimi 3 anni ho cominciato a raccontare che la mia occupazione principale è “liberare il tempo delle persone”.

Vivo diviso tra gli aeroporti e le stazioni (102 voli nel 2016 e qualche Frecciarossa in più), sto facendo crescere i miei figli a Malta perché abbiano una cultura multilingue e multietnica come riferimento.

Oltre alle mie certificazioni come Google Adwords Professional, Google Analytics IQ and Bing Accredited Professional, ho studiato ed ottenuto le certificazioni come Master practitioner in Programmazione Neuro Linguistica, Business Coach, Team Coach.

Sto completando il percorso di certificazione per la gestione di progetti secondo il manifesto Agile. Questo per estrarre gli obiettivi reali dei clienti, i limiti e le loro necessità per ottenere risultati straordinari.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Avevo 18 anni (nel 1993). Inizia a diffondersi la consapevolezza che i computer prima e poi internet sarebbero stati una necessità. Io invece di usarli per giocare avevo già iniziato a programmare, così sono stato coinvolto nella prima alfabetizzazione informatica di Rimini e Riccione.

 

È stato divertente e una grande opportunità conoscere migliaia di persone nelle aule e nei convegni. Quando poi ho capito che sapevo le cose ma non le riuscivo spiegare, ho iniziato ad investire le retribuzioni in libri e corsi in tutta Italia per imparare ad insegnare.

Sapere, saper fare, saper insegnare sono gli stadi dell’apprendimento (come scriveva Seneca, mentre insegni impari) e l’aula è stata per me una palestra incredibile, soprattutto nelle scuole superiori.

Quando hai deciso di aprire un’azienda?

In Romagna se sai stare in piedi qualcuno ti mette a lavorare. Dopo l’esperienza di lavoro stagionale durante gli anni di Ragioneria, ho deciso di lasciare l’esperienza dell’università così ho subito cominciato a lavorare con i computer e internet. In uno dei primi internet provider della provincia di Rimini.

Fare qualcosa che mi piaceva, essere pagato bene, incontrare tante persone stimolanti (anche tante ragazze da bravo romagnolo) mi ha fatto crescere professionalmente molto in fretta. Tanto da sentire il bisogno di confrontarmi con i colleghi stranieri.

La lingua inglese mi ha aiutato tanto e l’ho imparata più dalle serie TV – ho sempre cercato di guardarle in versione originale – che attraverso il lavoro o le relazioni per cui spesso mi trovo contestati gli accenti.

Riccione, turismo, web: come si legano questi elementi?

Quando ho cominciato a lavorare con internet era il 1995. Proporre un sito internet a un hotel era fantascienza, mandavo i fax con le email che arrivavano agli hotel. Diversi imprenditori della zona avevano intuito il potenziale e sono stati ripagati dalle opportunità enormi che internet offriva. Anche se poi, in tanti casi, non si sono aggiornati con la velocità che il mercato richiedeva.

Riccione ha avuto per oltre 40 anni un pubblico composto principalmente da tedeschi, francesi, belgi e svizzeri. Che però negli ultimi 10 anni sono diventati sempre più rari. Quello che mi chiede la maggior parte dei clienti (come consulente, come agenzia e come docente) è sempre più spesso come tornare a intercettare flussi di stranieri e quali strategie risultano più efficaci sui vari mercati.

Vendere turismo online, cosa significa?

L’ordine delle parole è fondamentale. Vendere è una competenza sempre più importante che in tantissimi casi nell’hotellerie è stata ignorata. Dico spesso nelle aule delle associazioni turistiche che se i presenti sapessero vendere non farebbero gli albergatori. Quando si raggiunge un buon livello di competenza nella vendita ci sono molti settori che sono più stimolanti e remunerativi del turismo.

Per cui chi lo fa in realtà è più per amore che per ritorno. Il turismo è sempre più frammentato. Troppo spesso chi lo vende pensa che interessino i mq della stanza o il numero di varianti del menu a cena. Quando in molti casi quello che si cerca è una relazione umana. Un sorriso (anche al telefono) conta molto di più della qualità della connessione WI-FI e gli operatori continuano a dimenticarlo

Farlo online diventa complesso (oggi poi che i profili di specializzazione ICT sono 25) e la tuttologia di tanti operatori del turismo genera effetti boomerang devastanti che poi richiedono interventi invasivi. In alcuni casi anche il cambio del nome della struttura.

Come si inserisce la formazione in questo percorso?

Oggi fare formazione agli operatori del turismo vuol dire nella maggior parte dei casi far riscoprire una consapevolezza di valore degli esseri umani. È possibile solo in aula. Non esiste webinar o blog post che possa trasmettere il valore di uno scambio di sguardi o di parole.

Poi si passa agli strumenti tecnici ed alla focalizzazione al risultato. Tre anni fa ho coniato il termine #euromarketing per cercare di spostare l’attenzione degli operatori della rete dai tanti strumenti e processi – come email marketing, web marketing, social media marketing, seo, digital advertising – al risultato (paghi euro per cui devi chiedere euro in cambio).

In aula questo diventa la base di ogni attività. Occhi fissi sul risultato atteso e costruzione di un processo che lo persegue senza scuse. Ecco che l’educazione all’uso consapevole degli strumenti di comunicazione digitale diventa risorsa e genera miglioramenti dello stile di vita dei partecipanti.

Cosa deve fare un hotel per aumentare le prenotazioni?

Di sicuro usare immagini capaci di stimolare il bisogno dell’utente mostrando persone che sorridono all’interno dell’hotel. Oggi quasi tutti le foto usate su siti e canali di promozioni sono scatti che sembrano mostrare l’Overlook Hotel di Shining.

Far raccontare l’hotel agli ospiti attraverso video recensioni spontanee e sicuramente ascoltare di più le parole che i clienti (anche potenziali) usano quando comunicano con la struttura.

Meglio un consulente esterno o un marketer interno?

Le competenze necessarie per un uso corretto di internet per una struttura turistica oggi sono troppe. In agenzia siamo quasi 50 persone con oltre 20 diverse specializzazioni. Per cui trovare una figura interna in grado di gestire tutto mi sembra assurdo. E se qualcuno la trova lo assumo subito io.

 

Serve una visione oggettiva capace di mettere a confronto cosa offre il mercato e cosa cercano i visitatori. Servono competenze specifiche. Molti dei miei clienti, dopo anni di consulenza, possono gestire internamente almeno il 50% del lavoro necessario. Nessuno però se la sente di seguire da solo campagne PPC su Google, Facebook e Bing: sono strumenti che cambiano in continuazione.

Il tesoro di ogni hotel resta la gestione corretta della posta elettronica. Inizio a vedere strutture capaci di sfruttare segmentazione e marketing automation, ma ancora oggi troppi cadono nei filtri anti spam e nelle violazione delle norme sulla privacy. Il miglior compromesso è far dialogare una figura commerciale interna con un’agenzia capace di proporre consulenza e attività operative in tempi ragionevoli.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Il vero valore di qualsiasi corso di formazione è la relazione tra i partecipanti. Gli stimoli, le strategie, gli strumenti offerti dal docente sono importanti. Il ritorno sull’investimento formativo si ha comunque quando il docente riesce a far dialogare tra loro i partecipanti del corso.

Questo aiuta a rendere meno personale un disagio e più possibile ogni proposta che suggerisce mostrando come qualcuno che ha esperienze simili la sta già utilizzando. Fare formazione è quasi sempre una situazione che coinvolge sia il docente che i partecipanti: sia umanamente che professionalmente.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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