Tra SEO e grandi eventi: intervista a Massimo Fattoretto

Tra SEO e grandi eventi: intervista a Massimo Fattoretto

Massimo Fattoretto

Consulente SEO e web marketing. Massimo Fattoretto è laureato in Informatica Gestionale all’Università Cà Foscari di Venezia. Nel 2014, dopo diverse esperienze in agenzie di web marketing, è diventato un freelance. Tra i suoi clienti: BNP Paribas, Goodyear, Best Western

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Oggi la SEO è un argomento centrale. O meglio, è sempre stato un tema decisivo ma con il passare degli anni la materia si è evoluta. Si è, come dire… raffinata. Le competenze necessarie per gestire una campagna SEO sono difficili da mettere in pratica per chi non ha la giusta esperienza. Detto in altre parole, oggi non c’è spazio per l’improvvisazione.

Questo è il motivo che mi spinge a puntare l’attenzione sui SEO specialist, sulle persone che si occupano ogni giorno di ottimizzazione per i motori di ricerca. Ho intervistato Francesco Margherita, Benedetto Motisi, Ivano Di Biasi, Dario Ciracì ed Emanuele Vaccari. E oggi voglio dare un tassello in più a questo mosaico con il contributo di Massimo Fattoretto.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Massimo Fattoretto e ad oggi mi occupo principalmente di SEO. Nel mio sito www.massimofattoretto.com troverete una mia introduzione ai valori che reputo fondamentali per far bene il proprio lavoro.

Lavoro nel web dal 2002, prima come programmatore poi come SEO e Web Marketing Specialist. Sono docente e formatore SEO presso diverse Web Agency del nord Italia. In passato ho lavorato per 5 agenzie di digital marketing, prima di fondare nel febbraio 2014 la mia società.

Nel 2015 sono diventato co-founder del WM Expo – Le migliori eccellenze italiane del Web Marketing. Da questo mese sono anche co-founder di DMX che si occupa di coaching e formazione verticale su SEO ed Analytics.

Sì, non sto mai fermo. Come dice il Pánta rêi, tutto è in continua evoluzione. Come vedi il passato di filosofia alla scuola di geometra mi ha segnato.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Gli inizi sono stati tremendi. Studiavo all’università Cà Foscari di Venezia Scienze Informatiche, ma allo stesso tempo lavoravo. Quindi non era molto facile dopo il lavoro immergersi nei libri per studiare e passare gli esami, fortunatamente quel pezzo di carta è arrivato 😉

Nasco come frontendista, poi backendista (PHP e MySql) per poi passare alla SEO, dove fin da subito ha colto il mio interesse.

Ne ho capito le potenzialità e così per anni, dopo le 8 ore da dipendente, tornavo a casa e facevo test su test per capire quali corde toccare per dar valore e portare in evidenza i miei progetti su Google. Nonostante avessi una formazione tecnica ho fatto anche il copy per circa 7 anni, ma sempre per i miei siti personali.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Sono due esperienze che consiglio di fare. Ovviamente prima in azienda e poi da freelance.
Le esperienze in azienda (sì, non reputo basti un’esperienza) sono importanti perché consentono di vivere differenti metodi di lavoro e cambiare approccio mentale al tuo di metodo. Per questo motivo in 10 anni ho cambiato 5 agenzie digital prima di iniziare l’avventura più bella e stimolante della mia vita.

Mi ero imposto come obiettivo il limite massimo di 2 anni per azienda, e così è stato. In realtà quasi tutte le volte mi veniva in automatico dopo 2 anni di cambiare per cercare nuovi stimoli. Ho così trascorso 10 anni della mia vita fra Padova, Venezia e Treviso, ed ora sono in pianta stabile in provincia di Venezia, in quel di Camponogara.

Come inizia la tua giornata?

La giornata inizia con le mail, selezionando quelle prioritarie, ma prima di rispondere c’è il controllo sulla Search Console e Google Analytics.

Uno sguardo sulle notizie del settore e successivamente l’apertura di Skype dove, fra clienti ed ex colleghi, ci sono sempre diverse richieste o consigli. Sono fortunato perché molti dei miei clienti sono più bravi di me, anche lato SEO.

Perché la SEO è importante per un’azienda?

Facile, la SEO ti consente di trovare nuovi clienti – se fatta come si deve – senza aver bisogno di immettere un continuo flusso di denaro nei diversi canali a pagamento.

La SEO, inoltre, consente al cliente di riorganizzare al meglio il proprio sito mettendo in evidenza i servizi più interessanti da rivendere ai clienti. L’esempio che porto sempre ai prospect: “I tuoi competitor X e Y al momento stanno prendendo i tuoi clienti perché con queste keyword sono posizionati, tu che vuoi fare?”.

SEO e contenuti: parlaci di questa sintesi

Facile, rispondo con questa frase: Non puoi esserci SEO senza contenuti di valore. Ancor oggi il contenuto è la parte più importante per posizionarsi con il sito web. Ovviamente ci sono tutti gli altri fattori (dai backlink, alla semantica, all’interlinking), ma il cuore è ancora il contenuto.
E qui torniamo alla solita frase storica: Content is king.

Native advertising e branded content. E l’autenticità del web?

Inizio a rispondere a questa domanda con un vecchio detto: “non puoi avere la moglie ubriaca e la botte piena”. Anche nel content marketing vale questa regola, e bisogna trovare dei compromessi. Se ci pensiamo poi così bene non è detto siano il male assoluto!

Inizio dal distinguere branded content e native advertising. Il branded content potrebbe fare pure bene al sito e all’utente in quanto vi si trovano punti di vista differenti all’interno del portale e differenti metodi di approccio alla scrittura.

A mio avviso aiutano anche all’aumento del trust di un portale web, solitamente infatti attirano sempre backlink gratuiti o citazioni per questo motivo sta all’editore richiedere dei contenuti di qualità anche se generati da altri e fornire delle linee guida per la generazione degli stessi.

Vale lo stesso per il Native Advertising. Se pensiamo a quei portali informativi dove al suo interno troviamo integrati dei banner AdSense che si integrano perfettamente con il contenuto della pagina, in questo caso il valore aggiunto dato all’utente finale non è di poco conto.

Pensiamo, ancora, a quei portali informativi sui presiti o sulle detrazioni fiscali che con questi banner offrono occasioni ed offerte inerenti al tema. Io amo alla follia il Native Advertising, e a mio modo consente agli editori di scrivere contenuti di maggior qualità da offrire al proprio pubblico.

Il progetto di maggior successo?

La costruzione del mio progetto di vita, di tutto quello che sta per arrivare e che ci ruota attorno: dal WM Expo, dove ormai lo possiamo confermare ci saranno sia Google che Facebook, al DMX che promette grandi cose e che sarà presentato per la prima volta all’eMetrics (2 luglio a Milano) in due speech diversi.

Senza dimenticare una serie di progetti personali (oramai più di 50) fra portali verticali su finance ed ecommerce. Essere indipendenti e poter scegliersi i clienti non è da tutti, questo penso sia il punto più importante, ovviamente dopo il fare della propria passione un lavoro.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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