Tra digital, storytelling e travel: intervista a Daniel Mazza

Tra digital, storytelling e travel: intervista a Daniel Mazza

Daniel Mazza

Dal 2010 cerco di “far volare” sul web la mia passione per i viaggi. Ho creato Mondo Aeroporto come uno splendido passatempo, come una pagina web dove raccogliere tutti gli aneddoti più strani e comici che mi capitavano in aeroporto. Quattro anni dopo (nel 2014) ne è nato un libro (che trovi qui) che ha divertito molte persone e che mi ha portato su tv, radio e giornali. Oggi sono ancora qui, a divertirmi e a condividere la mia voglia di scoprire ogni angolo di questo mondo attraverso i miei viaggi.

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Il digitale sarà la leva per risollevare l’economia Italiana. Non è uno slogan politico, ma è una dichiarazione chiara: le aziende hanno bisogno degli strumenti digitali per ottenere visibilità, per fare in modo che la propria attività o i propri prodotti riescano a cogliere gli interessi dei propri clienti.

Diego Mulfari ne è la prova evidente con il progetto Imbianchino Digitale, e lo stesso vale per Nicola Esposito. Noi di MediaBuzz amiamo le storie di chi riesce a trasformare la propria attività in un successo grazie al web. E oggi abbiamo intervistato un altro protagonista di questo percorso: Daniel Mazza.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Daniel Mazza e mi occupo di Mondo Aeroporto, un portale che parla di aviazione, turismo e viaggi. È nato come raccoglitore di aneddoti aeroportuali, trasformandosi poi in un libro ed evolvendosi poi in una piattaforma in grado di accogliere viaggiatori da ogni angolo del mondo.

Mondo Aeroporto sui social raccoglie più di 220 mila contatti, offre assistenza gratuita ai passeggeri per ritardi e cancellazioni sui voli e bagagli smarriti, collabora con due agenzie di viaggi e studentesche che operano sul territorio australiano e americano, ha uno store online che raccoglie accessori da viaggio ed è una continua vetrina su quello che succede nell’ambito del turismo, dei viaggi e dell’aviazione.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Ho iniziato nel 2010. Facebook in Italia era ancora sconosciuto ai più e sono stato tra le prime “new entry” a confrontarsi con i giganti nel mondo del turismo e dei viaggi, a stretto contatto con la nicchia della quale io andavo a occuparmi, quella aeroportuale.

Ho iniziato a usare Facebook per quello che è: una piattaforma sociale. Così, da lì a poco il passaparola è stato virale, ha letteralmente preso il volo (un termine che in questo ambito è più che azzeccato). Mondo Aeroporto è diventato la bacheca virtuale di chi in aeroporto ci lavorava o di chi vi era solo di passaggio, in Italia e nel mondo.

Il web ha influenzato il turismo: chi ha vinto e chi ha perso?

Il web ha reso raggiungibili mete che prima conoscevamo solo tramite cataloghi o i racconti di chi ci era già stato. Un cliente del settore turistico ha diversi canali da sfruttare prima di scegliere una destinazione.

Partendo dai molteplici social dove possiamo catturare foto, video ed esperienze di chi quel posto l’ha vissuto, passando per i vari siti che rilasciano recensioni, prima di partire possiamo già conoscere nella media le caratteristiche della nostra meta attraverso le esperienze di chi già l’ha vissuta in precedenza.

Chi ha vinto e chi ha perso? Dipende. Per me è una vittoria generale, perché il cliente non parte più al buio e l’agente di viaggi attraverso l’esperienza social non può far altro che aumentare la propria esperienza lavorativa, fornendo al cliente un’assistenza sempre migliore.

Diverso è il discorso se invece vogliamo pensare che grazie al boom del turismo via web, ci sia stata la crescita del cliente fai da te, che però non sempre si rivela un esperto conoscitore dei labirinti intricati del turismo online.

Perché un imprenditore dovrebbe investire nel digital marketing?

Perché è diventata ormai la nostra vetrina quotidiana sul mondo. Oggi giorno abbiamo sempre più gli occhi incollati allo schermo di un pc o di uno smartphone, per qualsiasi ragione, anche minima. Una controllata ai social, alle mail, una ricerca rapida su Google. Tutto ci porta a essere sempre più digitalizzati e meno paper-addicted.

Visual storytelling: cosa significa per un travel blogger?

È la parte che preferisco. Quando racconto un viaggio non lo faccio per me, ma lo faccio per trasmettere agli altri le stesse sensazioni che sto provando io in quel momento, attraverso un tramonto, il sorriso di un bambino, lo sguardo del venditore sconosciuto a sedici ore d’aereo da casa tua. È tutto un parallelismi di viaggi concatenati: mi piace il visual storytelling perché nello stesso tempo puoi raccontare un luogo attraverso una foto e una semplice didascalia.

A volte ci sono posti che fanno parlare il cuore e le didascalie diventano righe infinite degne di un romanzo. È per questo che sono felice quando alla fine di ogni mio viaggio le persone mi confessano che quella sarà la loro prossima meta.

Perché una foto è d’impatto, ma ciò che smuove la coscienza sono le parole che sgusciano attorno a questa, creando emozioni difficili da dimenticare. E’ quello che provo a fare in ogni mia esperienza, in ogni luogo che vado a raccontare.

Qual è la strategia di comunicazione nel turismo online?

Motivare. Incuriosire. È in questa maniera che attiri l’attenzione dei più. In molti si animano per motivazione: perché lui sì e io no? In tanti si incuriosiscono. Tutto parte da una foto, da un titolo, da uno scatto, da una frase, da un video.

Da un input che poi dà il via alla ricerca e al passaparola. Non è un segreto, la geografia per molti non è un asso nella manica e questo non può far altro che far bene al turismo. Ogni giorno, con la scoperta di posti e luoghi fino a oggi sconosciuti, aumenta la curiosità e di conseguenza la richiesta.

L’economia digitale può aiutare i nostri imprenditori a emergere?

Deve. L’economia digitale è il futuro. Forse in Italia siamo ancora un pochino indietro rispetto ad altre realtà, ma dobbiamo capire che la facilità di comunicazione e di evoluzione. Quindi la possibilità di emergere, è collegata alla funzionalità delle nostre connessioni, alla conoscenza del web e anche all’abilità nell’usufruire di quelle scorciatoie che il web offre tutti i giorni.

Ad esempio rispetto al resto del mondo noto ancora una certa difficoltà per l’utente medio quando deve fare un semplice acquisto su una qualsiasi piattaforma web. Siamo in un imbarazzante ritardo se parliamo di commercio online dato che secondo alcuni sondaggi, rispetto al 70 e 80% di un utente britannico o tedesco, soltanto il 20% degli italiani dichiara di essere in grado di ordinare un bene o un servizio online.

Scrivere un libro su carta vuol dire tradire il digitale?

No. Il bello di avere scelta tra carta e digitale è proprio il fatto che l’utente possa destreggiarsi come meglio creda. Conosco un sacco di gente che sceglie entrambi, la carta per quel gusto vintage che dà e il digitale per la comodità. In tanti hanno la copia dello stesso libro sia nella libreria in salotto che sul lettore digitale dentro al borsa 24 ore. Non parlerei di tradimento né di “scappatella”, in questo caso sarebbe come chiedere se vuoi più bene al papà o alla mamma.

Un consiglio ai futuri imprenditori digitali?

Siate imprenditori, ma siate anche pieni di entusiasmo.Continuate ad alimentare i vostri sogni con passione, istruzione e voglia di imparare. Non sentitevi mai arrivati, condividete sia ambizioni che debolezze. Scegliete la direzione da seguire, motivate e coinvolgete ma soprattutto, siate sempre voi stessi. Nessuno ha bisogno della copia di qualcun altro.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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