Tra blogging e web design: intervista a Simone Bennati

Tra blogging e web design: intervista a Simone Bennati

Simone Bennati

Grafico, web designer e blogger di Roma. Mock-up e HTML sono il mio pane, ma è solo attraverso la scrittura che riesco ad esprimere veramente me stesso. I social network sono il mio habitat e attraverso di essi do sfogo alla mia passione per lo studio del comportamento umano e delle dinamiche relazionali.

Ci sono progetti che nascono dal niente, così… un po’ per gioco e un po’ per perdere tempo. Poi cosa succede? Diventano parte centrale di un progetto ampio, capace di trascinare potenziali clienti verso il tuo business. Questa è la storia di Bennaker.com, il blog di Simone Bennati. Ecco, chi è Simone.

Un web designer, uno che lavora con immagini, colori, codice, forme, immagini, creatività, fantasie. Ed esigenze del cliente. Esigenze sempre più difficili da trasformare in realtà. Ci vuole competenza, esperienza. E a Simone tutto questo non manca, anche se come blogger non se la cava male. Ecco la sua intervista per MediaBuzz.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Simone Bennati, ho 32 anni e mi occupo di grafica e web design per un’azienda di Roma. Il mio lavoro consiste nel curare l’aspetto grafico dei progetti che mi vengono via via sottoposti, la maggior parte dei quali è rappresentata da siti internet.

Gran parte del mio tempo libero lo dedico alla scrittura online e in particolare alla realizzazione di articoli per bennaker.com, ovvero il mio blog. All’interno di esso mi piace parlare di social media, blogging, online tools e di tutto ciò che ritengo possa suscitare l’interesse degli “smanettoni” del web come me.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Il mio interesse per la grafica e il web design nasce intorno al 2003, ovvero quando, dopo una breve e deludente esperienza all’interno dell’ambiente universitario, decisi di mettermi alla ricerca di corsi di formazione che mi fornissero le basi utili ad intraprendere la professione di web designer.

Fu entusiasmante imparare i software di grafica, così come lo fu vedere cos’era possibile fare attraverso HTML e CSS. Il web, allora, mi appariva come il più affascinante tra i mondi da esplorare e l’idea che, una volta terminati gli studi, avrei potuto dare anche io il mio contributo mi elettrizzava.

Da lì in poi non ho fatto altro che macinare codice e realizzare opere grafiche, cosa che faccio tutt’ora, intervallando il tutto con la scrittura.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

La mia esperienza di freelance è durata circa 2 anni. E’ stato un periodo importante, nel corso del quale ho imparato cosa significa avere a che fare con le persone. Lì ho capito che il contatto diretto con il cliente non è il mio forte ed è anche per questo che, negli anni a venire, ho sempre preferito collocarmi all’interno di realtà aziendali.

Dopo circa 10 anni di lavoro, non so ancora dire se sia meglio essere un web designer freelance o fare parte di un team di sviluppo: entrambe le situazioni hanno i loro vantaggi, così come hanno i loro svantaggi. Se dovessi però formulare un giudizio basandomi su quello che è il mio stato d’animo attuale e dare un consiglio ad un aspirante web designer, di certo gli direi di fare il freelance, ma non in Italia.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata inizia come quella di molti altri romani, i quali si alzano al mattino presto al fine di recarsi in ufficio. Avendo il terrore della guida, mi sposto a piedi o servendomi dei mezzi pubblici, e questo fa sì che il tempo medio di percorrenza dei miei viaggi sia piuttosto elevato. Due caffè, un numero imprecisato di sigarette e la musica a tutto volume sparata in cuffia completano il quadro.

Il web design è così importante per un’azienda?

Un’azienda che vuole approdare sul web ha bisogno innanzitutto di un sito internet che la rispecchi e che sia in grado di renderla affascinante agli occhi dell’utenza, ovvero dei potenziali clienti.

Presentarsi online con un sito brutto o mal funzionante è un imperdonabile autogol. Una leggerezza che, in termini di immagine, finisce con l’essere pagata molto cara e spesso, quando si decide di porre rimedio, è ormai troppo tardi.

Ecco perché per un’azienda è importante affidarsi sin da subito ad un professionista del web design: ne va della sua immagine e di conseguenza del suo business.

Ti occupi spesso di blogging: perché hai iniziato?

Tirai su il mio primo blog intorno al 2002/2003. Allora lo feci per dare sfogo alle mie elucubrazioni, nonché per rimorchiare le tipe online, e mai avrei immaginato che 10 anni più tardi sarei stato ancora qui a scrivere.

Bennaker.com è arrivato nel 2014 ed è figlio del mio desiderio di “voler salire di livello”, ovvero di arrivare ad utilizzare la scrittura per fini divulgativi e non solo come mero strumento di autoanalisi.

Ad oggi bennaker.com, pur essendo un semplice blog personale, è a tutti gli effetti il progetto nel quale trovo maggiore soddisfazione.

Come si integra la tua professione in una web marketing strategy?

Come ho già detto, il grafico/web designer è colui che si occupa dell’aspetto estetico di un progetto e questo rende il suo ruolo cruciale.

Il mio compito è quello di riuscire a dare forma a quella che è la visione del cliente, ovvero far sì che il suo sguardo, una volta poggiatosi sul risultato da me prodotto, si senta appagato da ciò che osserva.

Ma un progetto non è fatto di sola estetica e diventa dunque necessario curare la coordinazione tra le mie esigenze e quelle degli altri membri del team di sviluppo: l’aspetto grafico, quello funzionale e quello contenutistico devono riuscire a muoversi armoniosamente, un po’ come farebbero degli immaginari danzatori professionisti chiamati a ballare un bizzarro, ma quanto mai sontuoso, valzer a tre.

Se si riesce ad ottenere questo, il grosso del lavoro è fatto.

Native advertising e branded content. E l’autenticità del web?

Non credo che tecniche come il native advertising e il branded content possano intaccare l’autenticità del web perché il web non è un oggetto dalla forma definita ed immutabile, ma il vivace insieme di una serie di espressioni e dinamiche che, per loro stessa natura, sono mutevoli e cambiano forma in base alle necessità del momento, talvolta con una velocità disarmante.

La vastità del web, unita a quella che è la libertà di scelta dell’utente, fa sì che, osservando questo groviglio fatto di informazioni più o meno genuine, di messaggi più o meno manipolati e di contesti più o meno affidabili, non sia possibile sostenere che esso abbia perso o stia perdendo la sua autenticità, semplicemente perché non c’è l’ha mai avuta.

Qual è stato il progetto di maggior successo fino ad oggi?

Tempo fa, all’interno di questo post, provai a spiegare cos’è per me il successo. In estrema sintesi: per me il successo è sapere che, grazie alla mia attività, qualcuno ha superato un ostacolo, risolto un problema o ragionato su qualcosa che prima non aveva mai preso in considerazione, ovvero aperto la sua mente ed esteso gli orizzonti della sua consapevolezza.

Ecco, se dovessi basarmi su questa forma di successo, di certo il progetto meglio riuscito è proprio il mio blog.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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