6 modi per spiare il tuo pubblico e creare contenuti di qualità

6 modi per spiare il tuo pubblico e creare contenuti di qualità

Ci sono passaggi che hanno bisogno di una vera e propria attività di monitoraggio per creare contenuti di qualità. Pensaci bene, cosa determina il successo di un articolo, di un video, di un’infografica o di qualsiasi attività di content marketing? Te lo dico subito: il pubblico. Per ottenere il favore della tua audience, e raggiungere gli obiettivi necessari, hai bisogno però di conoscere le sue intenzioni. E le sue necessità. Per questo parlo di una vera e propria attività di spionaggio: devi conoscere le dinamiche del pubblico, e lo devi fare andando nel dettaglio. Rovistando nella tua analisi keyword. Questo è un punto essenziale anche per l’attività di inbound marketing, ma non basta. A volte ci sono delle sfumature che non si possono intuire con i tool. Devi andare oltre, devi studiare i grandi archivi. Gli archivi di informazioni che si trovano online. Il web ospita una serie di progetti che racchiudono informazioni. Informazioni che ogni giorno vengono consultate dal pubblico. Lasciando una traccia evidente. E se scopri cosa vogliono le persone da questi archivi puoi proporre la tua soluzione. Un contenuto di qualità, capace di andare oltre la tua semplice opinione. Allora, quali sono queste fonti? Da leggere: quanto investire nell’influencer marketing Le ricerche di Google La prima fonte di notizie per migliorare i tuoi contenuti con il lavoro di analisi del target. Con Google puoi ottenere una marea di dati con una semplice ricerca. Non devi fare altro, basta digitare una query per ottenere una serie di suggerimenti su cosa vogliono le persone. Sembra un caso ma tutto questo fa capo proprio alla funzione Suggest: basta scrivere...
Piattaforme influencer marketing: 4 strumenti per trovare i publisher

Piattaforme influencer marketing: 4 strumenti per trovare i publisher

Hai iniziato a lavorare con le piattaforme di influencer marketing? Mi sembra un buon punto di partenza, questo settore ha delle potenzialità interessanti per chi decide di investire tempo e risorse. D’altro canto il mondo degli influencer rientra nella sfera dell’inbound marketing, del processo che ti consente di farti trovare nel momento in cui le […]

Hai iniziato a lavorare con le piattaforme di influencer marketing? Mi sembra un buon punto di partenza, questo settore ha delle potenzialità interessanti per chi decide di investire tempo e risorse. D’altro canto il mondo degli influencer rientra nella sfera dell’inbound marketing, del processo che ti consente di farti trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Spesso, erroneamente, si riduce tutto al blog aziendale. Il content marketing diventa un surrogato dei post che pubblichi sul diario online, e lo stesso vale per l’idea stessa di inbound. Questo è vero fino a un certo punto, ma poi devi prendere in considerazione altre strade. Soprattutto quando devi superare competitor agguerriti in un settore competitivo. Gli influencer sono una soluzione. Le aziende possono contattare blogger, instagrammer, youtuber o altre figure per promuovere prodotti o servizi. Questo equilibrio è delicato, basta un attimo per perdere la fiducia del pubblico e ritrovarsi come un semplice venditore di banner e recensioni poco credibili. Questo è il punto finale della tua professione di blogger.   Piattaforme di influencer marketing Le agenzie conoscono le necessità e le esigenze delle imprese: l’idea è quella di individuare i blogger ferrati nel settore di riferimento, con una community attiva e vivace, lineari con il brand e credibili nel momento in cui sponsorizzano il contenuto. Sembra un lavoro complesso, vero? Non a caso ci sono molte piattaforme di influencer marketing che possono aiutarti a ottenere i risultati sperati. Vuoi approfondire? Ecco una serie di soluzioni interessanti. Curioso di vedere esempi del nostro lavoro? Come fare marketing con gli influencer. Buzzoole Una delle realtà più ferrate e importanti nel...
Content Marketing Tool: gli strumenti per creare grandi contenuti

Content Marketing Tool: gli strumenti per creare grandi contenuti

Creare una lista con i migliori content marketing tool è un’impresa difficile da sviluppare. Il motivo è semplice: come puoi arrivare a una conclusione definitiva? Come puoi selezionare con certezza i migliori strumenti per creare e distribuire contenuti? Non è possibile scrivere la migliore lista in assoluto. Ma posso dare quella che è la mia opinione, […]

Creare una lista con i migliori content marketing tool è un’impresa difficile da sviluppare. Il motivo è semplice: come puoi arrivare a una conclusione definitiva? Come puoi selezionare con certezza i migliori strumenti per creare e distribuire contenuti? Non è possibile scrivere la migliore lista in assoluto. Ma posso dare quella che è la mia opinione, la mia esperienza personale. Ci sono content marketing tool che mi permettono, ogni giorno, di portare a termine il lavoro. E che uso con grande soddisfazione, registrando risultati nel processo di inbound marketing. Perché questa è la connessione più interessante: grazie ai contenuti puoi spingere le tue risposte e farti trovare dai potenziali clienti. Questo processo è valido nel B2C e nel B2B. Tutto dipende dagli obiettivi, dalle realtà in cui ti trovi e devi operare. Insomma, in un mondo ideale ogni azienda avrebbe un content marketing team adatto alle proprie esigenze. Ma molti risultati si possono ottenere lavorando sodo con gli strumenti adeguati: quali sono? Io ho la mia cartella dei preferiti dedicata solo ai content marketing tool. Tool per il content marketing: sono necessari? Prima di iniziare lancio una riflessione: è indispensabile ragionare intorno ai content marketing tool? O meglio, basta questo per ottenere buoni risultati? È sufficiente elencare link e riempire liste per raggiungere gli obiettivi? No, il primo strumento per fare content marketing è la strategia. Senza una pianificazione delle azioni non si va avanti. E si rischia il fallimento. Voglio sottolineare con forza questo punto. Molte aziende si lanciano nel mondo del content marketing confondendolo con la scrittura, con il blogging. Ignorando che alla base di tutto c’è un processo che comprende...
I migliori add-on Google Chrome per fare Digital PR

I migliori add-on Google Chrome per fare Digital PR

Quando decidi di lavorare con le Digital PR hai già messo a fuoco l’importanza delle relazioni con il mondo che ti circonda. Questo è il punto fondamentale della tua strategia: creare rapporti. Il content marketing è la base, l’attività fondamentale che ti permette di avere a disposizione il materiale utile. Materiale che deve essere distribuito, deve […]

Quando decidi di lavorare con le Digital PR hai già messo a fuoco l’importanza delle relazioni con il mondo che ti circonda. Questo è il punto fondamentale della tua strategia: creare rapporti. Il content marketing è la base, l’attività fondamentale che ti permette di avere a disposizione il materiale utile. Materiale che deve essere distribuito, deve raggiungere il pubblico giusto. Ovvero i potenziali clienti, o le persone che in qualche modo possono essere interessate alla tua attività. E quindi a diffondere all’interno della propria community il tuo lavoro. Esatto, sto parlando degli influencer. Che non devono essere per forza dei personaggi irraggiungibili: anche noi siamo influencer nella nostra cerchia di amici. Il ruolo di chi fa Digital PR è questo: individuare le persone adatte a un determinato progetto e creare delle relazioni per fare in modo che si generino conversazioni, si crei interesse, si migliori la reputazione di un brand. Questi sono gli obiettivi di una buona attività di Digital PR, ma di cosa stiamo parlando esattamente? Per trovare una definizione possiamo usare un vecchio articolo di MediaBuzz: Le Digital PR sono un insieme di tecniche per alimentare le relazioni online, per fare in modo che si parli di un bene o di un servizio. O ancora, di un brand. Detto in altre parole, potrebbe essere la naturale evoluzione del passaparola. Appare chiaro, quindi, il legame tra Digital PR e blogger outreach, il lavoro che ti permette di individuare i publisher in linea con le tue esigenze. Come detto prima, non è solo una questione di numeri: devi capire se quel profilo è capace di influenzare la nicchia che ti...
Alla scoperta di PostPickr: intervista a Maurizio Lotito

Alla scoperta di PostPickr: intervista a Maurizio Lotito

Cosa significa per te fare social media marketing? Provo a dare una definizione: sfruttare gli strumenti messi a disposizione dal web 2.0 (quindi legati a un’attività interattiva) per raggiungere risultati utili alla propria realtà. Detto in altre parole, devi sfruttare i social per generare vendite dirette o indirette. Mi sono avvicinato? Sono andato lontano? Difficile […]

Cosa significa per te fare social media marketing? Provo a dare una definizione: sfruttare gli strumenti messi a disposizione dal web 2.0 (quindi legati a un’attività interattiva) per raggiungere risultati utili alla propria realtà. Detto in altre parole, devi sfruttare i social per generare vendite dirette o indirette. Mi sono avvicinato? Sono andato lontano? Difficile dare una definizione netta, ma un punto mi è chiaro: c’è bisogno di professionalità. Improvvisare vuol dire creare i presupposti per errori più o meno gravi. In qualche caso rischi il social media fail. Ma oltre alle figure professionali, sono indispensabili gli strumenti per gestire aggiornamenti e interazioni. Ecco perché nelle eccellenze digitali italiane oggi troviamo Maurizio Lotito, cofondatore di PostPickr. Ovvero uno dei tool Made In Italy più interessanti per la gestione dei social. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Maurizio Lotito, ho 45 anni, vivo e lavoro ad Andria, mia città natale. Sono responsabile comunicazione, marketing e product design per la startup PostPickr, che ho cofondato insieme ad Antonello Fratepietro e Maria Miracapillo. Il mio motto: sono qui per evolvere, in particolare se per “qui” intendiamo il mondo digitale. Racconta ai lettori come hai iniziato Presto, nel 1989, subito dopo il diploma di maturità in Informatica. In cerca di prima occupazione, aiutavo alcuni miei amici titolari di una serigrafia, stampando magliette, gadget e merchandising vario. Il mondo delle arti grafiche mi è piaciuto subito: ho cominciato dalla stampa e ho fatto tutto il percorso all’indietro. Il telaio, l’incisione, la camera oscura, il tavolo da montaggio, i trasferibili… Poi spuntò il desktop publishing. Il mio diploma di informatica mi facilitò il salto dall’altra parte, alle...