Dalla SEO alla scrittura: intervista a Ilario Gobbi

Dalla SEO alla scrittura: intervista a Ilario Gobbi

L’universo SEO è ampio e variegato. Proprio perché questa materia si è evoluta nel tempo. O meglio, Google ha migliorato i termini necessari per posizionarsi e ha concentrato l’attenzione su un punto essenziale: la qualità. Ricordi come si lavorava in passato? Io ho qualche rimembranza e posso dirti che oggi è tutto più affascinante. Sì perché non si ragiona più attraverso compartimenti stagni. La SEO è collegata a tutto il resto e per ottenere risultati interessanti devi avere una visione ampia del progetto. Usabilità, accessibilità, qualità del codice e dei contenuti. A proposito di contenuti: bastano testi mediocri per ottenere buoni risultati? No, infatti ci sono molti SEO expert che puntano l’attenzione sulla buona scrittura. Senza dimenticare lo storytelling. Ecco, oggi vogliamo intervistare Ilario Gobbi. Chi sei e di cosa ti occupi? Mille grazie per questa opportunità! Mi chiamo Ilario Gobbi (ilariogobbi.it), sono un web writer con formazione SEO che si occupa di realizzare testi per siti web ottimizzati per motori di ricerca. E di individuare gli aspetti su cui incidere per migliorare il posizionamento di siti aziendali, blog e vetrine commerciali. Più in generale, la mia passione è la scrittura per il web. Cerco di comprendere l’evoluzione del significato della parola rispetto ai motori di ricerca e alle novità che sono state e che verranno introdotte. RankBrain, ricerche vocali, navigazione da mobile: sono alcuni degli aspetti che ci spingeranno a ridefinire il modo con cui ci poniamo verso i nostri utenti e in cui rispondiamo alle loro esigenze. Racconta ai lettori come hai iniziato Mentre frequentavo l’università, decisi di impegnarmi anche nello studio del web e dei social network che promettevano – e...
Il mondo raccontato: intervista ad Alessio Sartore

Il mondo raccontato: intervista ad Alessio Sartore

Cosa significa fare Storytelling? Quante volte ho parlato di storytelling in questo blog? Quante volte ho raccolto le informazioni e i contributi delle persone legate a questo mondo? Andrea Fontana, ad esempio, ha lasciato un’ottima intervista su MediaBuzz, e ho ripreso il suo nome anche quando ho elencato i principi essenziali del corporate storytelling. Perché […]

Cosa significa fare Storytelling? Quante volte ho parlato di storytelling in questo blog? Quante volte ho raccolto le informazioni e i contributi delle persone legate a questo mondo? Andrea Fontana, ad esempio, ha lasciato un’ottima intervista su MediaBuzz, e ho ripreso il suo nome anche quando ho elencato i principi essenziali del corporate storytelling. Perché tutta quest’attenzione? La risposta è semplice: le persone assimilano concetti, valori e contenuti grazie alla narrazione. Ovvero un codice che abbiamo sempre utilizzato, fin dall’antichità. Gli uomini comunicano attraverso le storie, veicolano significati culturalmente condivisi e indispensabili per tramandare il sapere. Raccontare una bella storia e fare storytelling, però, sono due lavori differenti. Troppo spesso accomunati con risultati non proprio eclatanti. Ecco perché non puoi fare altrimenti: per lavorare bene devi affidarti a professionisti che conoscono la materia. Proprio come Alessio Sartore. Chi sei e di cosa ti occupi? Mi chiamo Alessio Sartore, tengo un corso di storytelling all’Università Cattolica di Milano e lavoro come consulente per GSO Company, un’azienda di consulenza di direzione per grandi imprese. Sono sempre stato affascinato dalle narrazioni, dalla loro potenza e dalla loro capacità di far vivere esperienze. Credo che utilizzarle all’interno della comunicazione aziendale sia utile sia per l’azienda sia per il cliente: entrambi possono far partire un processo di costruzione del significato e in questo modo capirsi, avvicinarsi, interagire. Racconta ai lettori come hai iniziato Ho lavorato in azienda per 3 anni e da 6 anni sono freelance. 3 anni fa ho dato vita ad un sito, dove raccolgo interviste a persone che si sono inventate un lavoro all’interno delle industrie creative in Italia. Siamo arrivati ora a...
7 consigli per fare storytelling secondo Kurt Vonnegut

7 consigli per fare storytelling secondo Kurt Vonnegut

Lo storytelling è un’arte, ma soprattutto è una strategia di comunicazione che ha ormai fatto breccia nel nostro piano di marketing. Le persone evitano come la peste le pubblicità che interrompono il messaggio, ma condividono con piacere i contenuti che toccano le emozioni, che riescono a lavorare sul piano dell’empatia. Questo è il senso dell’inbound […]

Lo storytelling è un’arte, ma soprattutto è una strategia di comunicazione che ha ormai fatto breccia nel nostro piano di marketing. Le persone evitano come la peste le pubblicità che interrompono il messaggio, ma condividono con piacere i contenuti che toccano le emozioni, che riescono a lavorare sul piano dell’empatia. Questo è il senso dell’inbound marketing: farti trovare da persone che stanno cercando un determinato contenuto. Ma in qualche caso lo storytelling può diventare una scienza. O comunque può ritrovare dei punti che permettono al narratore di organizzare le informazioni seguendo dei punti fissi. Dei punti organizzati in base a degli assi cartesiani, proprio come fa Kurt Vonnegut in questo vecchio video. Scrittore poliedrico, Kurt Vonnegut ha dimostrato che ogni storia, a prescindere dal medium, può essere affrontata in modo scientifico. Come? Definendo una linea temporale, assenza o presenza di fortuna, dei plot che identificano dei momenti cruciali della storia. Tipo possesso o perdita di un bene o di una persona. O l’arrivo di un momento preciso. Prendi come esempio la storia di Cenerentola, in alto hai lo schema (fonte immagine): un’alternanza di eventi sfortunati, poi il ballo e l’arrivo della mezzanotte. Il lieto fine, però è assicurato dal punto di massima fortuna. Fare storytelling aziendale non è semplice, per questo hai bisogno di un professionista che ti aiuti a individuare i valori da veicolare attraverso le emozioni. Per questo hai bisogno di qualcuno in grado di trasformare in contenuto quello che vuoi comunicare. Sembra difficile, vero? Per questo puoi sfruttare i consigli di Kurt Vonnegut per raccontare una grande storia. Consigli per fare storytelling di Kurt Vonnegut Prenditi cura di un...
Tra social e storytelling: intervista a Marina Pitzoi

Tra social e storytelling: intervista a Marina Pitzoi

Quando affronti l’argomento web marketing, nella maggior parte dei casi, l’attenzione cade sulle strategie più comuni e affermate. Tipo email marketing, SEO, Facebook Advertising, e Google AdWors. Sono settori che hanno una grande bibliografia, e possono contare su un aspetto decisivo: presentano dati misurabili. Facili da presentare in un report. Ma il web marketing non è […]

Quando affronti l’argomento web marketing, nella maggior parte dei casi, l’attenzione cade sulle strategie più comuni e affermate. Tipo email marketing, SEO, Facebook Advertising, e Google AdWors. Sono settori che hanno una grande bibliografia, e possono contare su un aspetto decisivo: presentano dati misurabili. Facili da presentare in un report. Ma il web marketing non è fatto solo di numeri. Il social media marketing ce lo insegna. Posso calcolare con precisione il vantaggio che mi porta una risposta efficace su Facebook? E una buona attività di customer care svolta su Twitter? Pensa allo storytelling: puoi misurare tutto? No,va volte il coinvolgimento e la fidelizzazione del potenziale cliente sono più importanti. Vogliamo approfondire? Oggi vogliamo intervistare una persona che sta lavorando molto in questo settore: Marina Pitzoi. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Marina Pitzoi, Social Media Manager, Community Manager e Blogger. Aiuto le piccole e medie imprese a costruire e sviluppare una presenza online attraverso i social media con tecniche di visual content e social advertising, in base agli obiettivi da raggiungere. Il mio obiettivo verso i clienti, è quello di raggiungere insieme a loro, risultati concreti e utili per i loro obiettivi aziendali. Racconta come hai iniziato Ho iniziato il mio percorso online, già quando ero universitaria, collaborando per una startup italiana, una piattaforma di eventi online, come Digital Pr e Web Writer, che mi ha permesso di sviluppare competenze nell’organizzazione in Team, brainstorming e pianificazione dei contenuti editoriali social, blogging e contenuti per il sito web. Dopo la laurea in Economia e Management del Turismo, ho lavorato presso un’azienda per diversi mesi, fino ad arrivare alla scelta di...
La persuasione passa dallo storytelling

La persuasione passa dallo storytelling

Passa attraverso una serie di tecniche che permettono di trasformare degli obiettivi in un linguaggio che gli esseri umani conoscono bene: la narrazione. Affrontare il tema dello storytelling vuol dire lasciare spazio a un’attività che conosciamo bene, perché siamo narratori provetti. Abbiamo sempre comunicato attraverso storie. Ora parliamo di storytelling come qualcosa di nuovo, di affascinante. […]

Passa attraverso una serie di tecniche che permettono di trasformare degli obiettivi in un linguaggio che gli esseri umani conoscono bene: la narrazione. Affrontare il tema dello storytelling vuol dire lasciare spazio a un’attività che conosciamo bene, perché siamo narratori provetti. Abbiamo sempre comunicato attraverso storie. Ora parliamo di storytelling come qualcosa di nuovo, di affascinante. Come un paradigma rivoluzionario per chi intende fare marketing. In realtà non c’è niente di nuovo, se non una presa di coscienza definitiva: lo storytelling è un’arma decisiva per chi fa content marketing. E più in generale per puntare sul tema inbound marketing. L’esempio che faccio è quello di Generale Electric, forse l’ho già indicato in qualche articolo di MediaBuzz ma è così illuminante che devo citarlo: The Boy Who Beeps. Il video racconta la storia di un ragazzo che si esprime solo attraverso dei segnali elettronici, affronta un’infanzia particolare ma tutto sommato tranquilla: il ragazzo si fa apprezzare per le sue doti. Sa risolvere i problemi delle persone comuni. Quindi, quali significati puoi trovare? Il ragazzino in realtà è l’incarnazione dell’azienda che è potente, può dare energia al mondo intero. Ma tutto sommato è umana, al servizio di chi ne ha bisogno. Sai qual è il vero punto di forza della storia? La capacità di nascondere il significato reale – il messaggio pubblicitario per intenderci – all’interno di codici con due caratteristiche sostanziali: Riconoscibili. Stimolanti. Attraverso lo storytelling il messaggio viene trasformato in emozioni facili da riconoscere: odio, amore, simpatia, antipatia. E lo svolgimento della narrazione segue dei canoni chiari, ben precisi. Anche se c’è il colpo di scena, anche se all’improvviso la storia prende una direzione inaspettata...