Add on Firefox per valutare backlink: ecco le estensioni che non devi perdere

Add on Firefox per valutare backlink: ecco le estensioni che non devi perdere

Quali sono i migliori add-on Firefox per backlink? Questa è una delle domande tipiche quando inizi a fare un buon lavoro di link earning, hai bisogno di strumenti validi per ottenere informazioni sui link per guadagnare buone posizioni su Google. Perché questo è l’obiettivo da mettere in pratica: ottimizzazione On-Page e Off-Page. Quest’ultimo aspetto si riduce, in sostanza, all’acquisizione di link e menzioni. Google impone delle regole, devi muoverti in modo che questi collegamenti ipertestuali arrivino in modo naturale. Per i tuoi meriti. Devi concentrarti sui contenuti e sulle relazioni, oppure devi usare l’attributo nofollow che estromette i vantaggi in termini SEO. Tutto vero, le strategie di link earning fanno la differenza. Ma quali sono i migliori strumenti per mettere in pratica questo lavoro? C’è chi suggerisce Majestic, chi si muove con Ahrefs e con Screaming Frog. Senza dimenticare le informazioni che possono arrivare dai sempre validi Semrush e Seozoom. In più ci sono una serie di add-on Firefox per backlink che devi mantenere nei preferiti e installare all’occorrenza. Ecco tutto quello che devi sapere. Da leggere: I migliori add-on Google Chrome per fare Digital PR Mozbar, add-on imprescindibile Firefox è un browser decisivo per chi si occupa di SEO e per tutti i web master. È una soluzione tecnica che offre diversi strumenti di sviluppo, ma per rendere il tutto più completo hai bisogno della MozBar, il plugin che completa i risultati con una serie di ricerche che puoi sfruttare per la tua attività.   Il motivo che mi spinge a valorizzare questo tool è semplice. Con questo add-on Firefox per backlink puoi ottenere delle metriche importanti (come la Zoom...
A cosa servono i link nofollow e perché non li devi ignorare nella tua strategia

A cosa servono i link nofollow e perché non li devi ignorare nella tua strategia

In una strategia SEO c’è un punto fermo che non può essere ignorato: la link popularity è fondamentale per il posizionamento di un sito web. Questo vuol dire che i collegamenti ipertestuali in ingresso aiutano a conquistare buone posizioni su Google. Ma questo vale nel caso dei link nofollow? La comunità SEO è d’accordo su […]

In una strategia SEO c’è un punto fermo che non può essere ignorato: la link popularity è fondamentale per il posizionamento di un sito web. Questo vuol dire che i collegamenti ipertestuali in ingresso aiutano a conquistare buone posizioni su Google. Ma questo vale nel caso dei link nofollow? La comunità SEO è d’accordo su questo punto: i link con attributo nofollow non hanno potere dal punto di vista della strategia off-page. Mentre i backlink sono una fonte importante per aiutare la tua opera di posizionamento, e restano un fattore di ranking importante, i link nofollow non destano attenzione. Giusto? Sbagliato? Chiaro, in una strategia SEO i backlink attirano gran parte dell’attenzione e si mettono in pratica le principali tecniche di content marketing e digital PR per ottenere menzioni naturali. Si parla di link earning in questi casi, e non è detto che ci siano dei collegamenti con attributo nofollow. È un danno o un’occasione mancata? Non direi, ecco perché questi link sono utili. Per approfondire: come fare link building con il blog Cos’è un link nofollow: definizione Prima di dare qualche indicazione sui link nofollow è giusto puntare su una spiegazione: si definiscono così quei collegamenti che hanno un attributo nel codice HTML che suggerisce al motore di ricerca di non seguirlo. Quindi di non dare valore SEO. Infatti, Google considera i collegamenti ipertestuali come criterio per valutare la qualità di una risorsa su una query. Ecco una definizione ufficiale: Il nofollow consente ai webmaster di inviare ai motori di ricerca l’istruzione “Non seguire i link presenti in questa pagina” o “Non seguire questo link“. Rispetto alla possibilità...
Come fare link earning con le immagini

Come fare link earning con le immagini

Una delle soluzioni più importanti per chi decide di investire nel web marketing: cercare di ottenere buoni collegamenti in ingresso. Questo punto è decisivo per ottenere posizionamenti in prima pagina su Google, e una delle tecniche più utilizzate in questi casi è quella della link earning con le immagini. Nel content marketing il visual rappresenta […]

Una delle soluzioni più importanti per chi decide di investire nel web marketing: cercare di ottenere buoni collegamenti in ingresso. Questo punto è decisivo per ottenere posizionamenti in prima pagina su Google, e una delle tecniche più utilizzate in questi casi è quella della link earning con le immagini. Nel content marketing il visual rappresenta una carta imprescindibile quando vuoi ottenere buoni risultati e punti verso obiettivi concreti. La regola secondo Google: non puoi giocare sporco con i backlink. Come disse Matt Cutts, i tuoi collegamenti non devono sembrare naturali ma devono essere naturali. Niente di più e niente di meno. Secondo le linee guida ufficiali, non puoi manipolare l’attività di link building. Meglio creare contenuti di qualità per spingere blogger e webmaster a linkare le tue pagine. Non sempre è facile, per questo un buon content marketing team deve studiare la soluzione giusta. Che spesso si ritrova nel visual. Allora, come fare link earning con le immagini? Ecco qualche idea per organizzare la tua strategia digitale. Per approfondire: Studia qualcosa di unico per il pubblico Questo è il primo passo se vuoi guadagnare link in ingresso con foto e immagini. Se vuoi ottenere i risultati sperati devi soddisfare un’esigenza specifica, un bisogno concreto. Che nella maggior parte dei casi si riassumono in due aspetti decisivi della comunicazione online: informazione ed emozione. Devi creare dei lavori in grado di comunicare con il tuo target. In questa fase è fondamentale rispettare la regola dell’unicità: devi fare in modo che la tua opera sia unica, non duplicata, non rintracciabile su altre fonti. Detto in altre parole, devi investire. Qualche esempio: Sintesi...
Link building: come valutare i link della tua campagna

Link building: come valutare i link della tua campagna

Uno dei fattori più importanti per avere successo online: puntare sulla link building. Ovvero sulla capacità di un sito web di acquisire delle menzioni attraverso collegamenti ipertestuali. Questi collegamenti sono la base del documento web, rappresentano il cuore stesso della rete come la intendiamo oggi. E i motori di ricerca valutano questi elementi come delle […]

Uno dei fattori più importanti per avere successo online: puntare sulla link building. Ovvero sulla capacità di un sito web di acquisire delle menzioni attraverso collegamenti ipertestuali. Questi collegamenti sono la base del documento web, rappresentano il cuore stesso della rete come la intendiamo oggi. E i motori di ricerca valutano questi elementi come delle valutazioni positive. Almeno in linea teorica. Perché è chiaro un punto: se la link building può aiutare un progetto web a migliorare la propria posizione nella serp, Google deve garantire l’imparzialità dei risultati. Quindi c’è un passaggio nelle regole generali: non si comprano link. Non puoi e non devi farlo, altrimenti rischi una penalizzazione manuale. Senza dimenticare gli aggiornamenti dell’algoritmo che cercano sempre di migliorare i risultati. Tutto questo si basa su un principio: devi valutare con cura i link che devi acquisire con la tua strategia. Altrimenti rischi di fare dei danni difficili da recuperare. Vuoi approfondire questo tema? Ecco i punti. Perché devo fare link building? Perché i backlink sono necessari per ottenere una buona posizione della serp. Non tutti però, o meglio: anche in questi casi devi valutare con cura da chi ottenere i link in ingresso. Il sito che ti linka è attinente? Parla dello stesso argomento tuo? In che posizione si trova? Quale anchor text è stato utilizzato? Qual è l’autorevolezza del sito che ti ha citato? Tutto questo può essere decisivo per aiutarti a migliorare il tuo profilo link. Quali sono i benefici delle aziende che investono nei link? I passaggi sono semplici: possono ottenere buoni posizionamenti sulle pagine di Google, ma possono anche ricevere traffico da parte...
Implied link: cosa sono, perché usarli per il tuo brand

Implied link: cosa sono, perché usarli per il tuo brand

Una delle caratteristiche che mi hanno sempre affascinato della SEO (un blogger deve conoscere la SEO): il suo carattere mutevole. La SEO non e rimane ferma ma si evolve, cambia di settimana in settimana, e segue le evoluzioni dei motori di ricerca. Motori di ricerca che hanno un obiettivo: restituire il miglior risultato agli occhi degli […]

Una delle caratteristiche che mi hanno sempre affascinato della SEO (un blogger deve conoscere la SEO): il suo carattere mutevole. La SEO non e rimane ferma ma si evolve, cambia di settimana in settimana, e segue le evoluzioni dei motori di ricerca. Motori di ricerca che hanno un obiettivo: restituire il miglior risultato agli occhi degli utenti. E per svolgere questa funzione di miglioramento costante Google rilascia degli aggiornamenti dell’algoritmo. Ovvero delle migliorie, delle modifiche che permettono all’algoritmo di perfezionare i risultati, di restituire delle serp qualitativamente superiori. E qual è l’elemento che negli ultimi tempi è stato preso di mira da questi aggiornamenti? Il caro, vecchio, link. Perché proprio i link? Per ottimizzare una pagina web puoi migliorare una serie di fattori interni, ma i link in entrata rimangono uno dei fattori più influenti per determinare il posizionamento. Matt Cutts, in uno dei suoi ultimi video, ha sottolineato che nel tempo le cose potrebbero cambiare, ma per ora è così. Parola di Moz (fonte immagine): Top SEOs believe that external links are the most important source of ranking power. Questa attenzione nei confronti dei link ha portato ad eccessi di varia natura da parte dei blogger e dei webmaster. Molti aggiornamenti sono stati attuati proprio per ripulire le serp dai siti che, in un modo o in un altro, avevano utilizzato i link in modo innaturale. L’aggiornamento Penguin si concentra proprio sul webspam, su tutte quelle tecniche utilizzare per influenzare il posizionamento. Tra queste, come suggerisce anche Giorgiotave, troviamo il link spammimg. Ovvero l’inserimento di link decontestualizzati, forzati. A completare lo scenario è arrivato il solito Matt Cutts che ha decretato la fine di un certo tipo...