La buona scrittura diventa video: intervista a Fiorella Atzori

La buona scrittura diventa video: intervista a Fiorella Atzori

Cosa è per te un influencer? Una persona che catalizza l’attenzione di tanti follower? Tutto si definisce intorno al concetto di numero? La massa è l’unico parametro per misurare la sua efficacia in una strategia di influencer marketing? Lo sai, non funziona così: ci sono diversi punti da rispettare per scegliere le persone giuste. Uno di questi è la capacità di guadagnarsi il rispetto e la credibilità di una community. Di una nicchia precisa, con delle esigenze chiare. Proprio quello che ho pensato quando ho incrociato il lavoro di Fiorella Atzori con Sgrammaticando. Ovvero il perno intorno al quale ruota una tribù chiara: gli appassionati della buona scrittura. Allora, facciamo qualche domanda a Fiorella? Chi sei e di cosa ti occupi? Salve a tutti! Mi chiamo Fiorella Atzori, ho 27 anni e sono una sarda ormai adottiva toscana. Dopo il liceo classico, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione a Cagliari e da qualche anno mi dedico a Sgrammaticando, un progetto che ha come sede principale la nota piattaforma YouTube. Si tratta di un canale contenente ormai centinaia di video dedicati alla grammatica e alla lingua italiana, un numero in crescita continua dato che l’upload non si ferma mai. Un po’ di numeri? Ho superato da poco i 20.000 iscritti e i 2 milioni di visualizzazioni totali. 
Racconta ai lettori come hai iniziato. Ho iniziato praticamente per gioco, ma andiamo per gradi. Nel 2008 ero già un’assidua frequentatrice di YouTube, una piattaforma super innovativa di cui parlavano tutti e nella quale era possibile trovare qualsivoglia tipologia di video. Passavo proprio le ore, spesso assieme alle mie coinquiline (meravigliosa vita universitaria!),...
Influencer marketing: meglio degli amici e delle celebrità?

Influencer marketing: meglio degli amici e delle celebrità?

È l’equilibrio tra quantità e qualità che fa la differenza. Ed è il numero di potenziali spettatori a colpire l’attenzione. Non è facile dirigere gli investimenti nel verso giusto, hai lavorato bene con il content marketing ma adesso vuoi farti conoscere in una determinata nicchia. Vuoi sfruttare il nome di persone famose per portare il tuo […]

È l’equilibrio tra quantità e qualità che fa la differenza. Ed è il numero di potenziali spettatori a colpire l’attenzione. Non è facile dirigere gli investimenti nel verso giusto, hai lavorato bene con il content marketing ma adesso vuoi farti conoscere in una determinata nicchia. Vuoi sfruttare il nome di persone famose per portare il tuo brand in alto. Preferisci investire su un influencer o celebrità? Qui iniziano i problemi. Cosa significa tutto questo? Come puoi conquistare un pubblico senza forzare la mano? L’influencer marketing serve a questo, a fare in modo che le persone conoscano il tuo nome grazie alla testimonianza da una persona credibile. Con autorevolezza. La fiducia è tutto in questo settore del marketing, per questo devi scegliere con cura gli influencer. Quali sono gli aspetti indispensabili di quest’attività? Cosa valutare quando scegli un influencer? Numero di persone che può raggiungere in linea teorica, coerenza con il tuo argomento, canale usato per comunicare, capacità di creare discussioni nella community, coinvolgimento, menzioni e link. Ma l’attenzione, a volte, cade su parametri differenti. Il fascino della celebrity Infatti. Non è difficile incontrare aziende che preferiscono investire sulle celebrity, sui testimonial che si legano ai media tradizionali e vengono riconosciuti solo per la loro presenza sotto ai riflettori. Le differenze tra influencer e celebrity sono chiare, le ho esposte in un articolo di MediaBuzz (puntare sull’influencer o sulla celebrity) ma le riassumo qui: Influencer: ha conoscenze specifiche, non è costruito, nasce sul web, è credibile nella community. Celebrity: vicino ai mass media, non sempre ha competenze specifiche e credibilità nel settore. Insomma, il distacco tra queste figure è chiaro. Spesso è...
4 micro obiettivi dell’influencer marketing

4 micro obiettivi dell’influencer marketing

In questo periodo l’attenzione è tutta per l’influencer marketing e per tutte le operazioni che ti permettono di scegliere i nomi migliori per i tuoi obiettivi. Ecco, quali sono? La risposta è semplice: ogni azione di web marketing è protesa verso un aumento del fatturato. Se investi pretendi un ritorno, questo è un processo chiaro […]

In questo periodo l’attenzione è tutta per l’influencer marketing e per tutte le operazioni che ti permettono di scegliere i nomi migliori per i tuoi obiettivi. Ecco, quali sono? La risposta è semplice: ogni azione di web marketing è protesa verso un aumento del fatturato. Se investi pretendi un ritorno, questo è un processo chiaro e cristallino. Quando lavori con gli influencer il meccanismo è simile. Scegli i nomi che fanno comodo al tuo progetto, costruisci una strategia per seguire l’attività svolta da queste persone. Ad esempio se hai un blog puoi chiedere di scrivere una recensione o un articolo, inserendo il link verso la landing page. Qui hai delle metriche da osservare: l’acquisizione dei lead o le vendite, dipende dal tipo di prodotto o servizio. Lascia un link tracciato al blogger e inizia a registrare le evoluzioni dei click. In questo modo puoi capire cosa arriva da quella risorsa, quante persone raggiungono il macro obiettivo. Lo sai che l’influencer marketing punta anche verso micro obiettivi? Ci sono degli step da raggiungere che non si trasformano in fatturato nel breve periodo. Ma contribuiscono a costruire il successo della tua realtà aziendale. Te ne suggerisco quattro, con relativi strumenti per seguire i risultati. Presenza nella serp Spesso hai bisogno solo del click, della visita. Ma non è sempre così. E l’obiettivo non è solo massimizzare i ricavi ma anche minimizzare i problemi, i danni legati ad altre condizioni. Magari ai risvolti legali che continuano a tormentarti, oppure alle recensioni immeritevoli pubblicate su portali con un grande rilievo. Ecco, hai bisogno di ripulire la serp. Se non è possibile devi scalzare i risultati che rovinano la reputazione con...
Blogger outreach: 9 elementi per scegliere un blog

Blogger outreach: 9 elementi per scegliere un blog

Hai una strategia di digital marketing, hai un’idea ben precisa per dare un vantaggio al tuo bene o servizio. Il web è un valido alleato solo e riesci a sfruttare gli strumenti che mette a disposizione. Non devi scegliere solo per moda o perché credi di poter trarre benefici: devi valutare con cura ogni passo. Questo […]

Hai una strategia di digital marketing, hai un’idea ben precisa per dare un vantaggio al tuo bene o servizio. Il web è un valido alleato solo e riesci a sfruttare gli strumenti che mette a disposizione. Non devi scegliere solo per moda o perché credi di poter trarre benefici: devi valutare con cura ogni passo. Questo vale anche in una strategia di blogger outreach. Definire i nomi adatti al progetto non è facile, devi lavorare sodo con gli strumenti per analizzare ogni angolo del web. Ma alla ricerca di cosa? Delle persone che hanno credito in una determinata nicchia e usano il blog per comunicare con il proprio pubblico. Come li chiamo questi individui? Influencer! L’influencer marketing si basa su pilastri chiari, in particolar modo sulla scelta di contatti capaci di condensare la propria autorevolezza. C’è chi punta agli youtuber, chi agli instagrammer: tu hai bisogno di blogger, persone che scrivono e pubblicano articoli che sintetizzano diversi contenuti. Perché hai degli obiettivi precisi, devi raggiungere il tuo pubblico. La tua attività di blogger outreach ha bisogno di regole per valutare il profilo delle persone che vuoi contattare. C’è un’arte dietro alla cernita dei contatti, così come ci sono dei passaggi da rispettare per inviare un’email ai blogger. In questa situazione si trovano 9 elementi per scegliere nel miglior modo possibile. 1. Look and feel Il primo aspetto che valuto in un blog per la strategia di blogger outreach è il look and feel. Ovvero la prima impressione, l’approccio con una piattaforma a prescindere dai contenuti. Sei su un blog e cosa vedi? Solo pubblicità invadente? Riesci a navigare o i passaggi sono ostacolati da continue...
Lavorare con gli influencer: intervista a Viviana Cavaliere

Lavorare con gli influencer: intervista a Viviana Cavaliere

L’influencer marketing è entrato nel social web, hai bisogno di lavori basati su queste logiche per ottenere buoni risultati. Non si tratta di un obbligo, chiaro, però questa strategia ti permette di toccare obiettivi difficili da ottenere in modo diverso. Lavorare con gli influencer d’altro canto non è facile: devi fare blogger outreach, scegliere le persone adatte, […]

L’influencer marketing è entrato nel social web, hai bisogno di lavori basati su queste logiche per ottenere buoni risultati. Non si tratta di un obbligo, chiaro, però questa strategia ti permette di toccare obiettivi difficili da ottenere in modo diverso. Lavorare con gli influencer d’altro canto non è facile: devi fare blogger outreach, scegliere le persone adatte, definire una differenza tra influencer e celebrity. Insomma, hai bisogno di un professionista al tuo fianco. Proprio come Viviana Cavaliere di Buzzoole. Chi sei e di cosa ti occupi? Mi chiamo Viviana Cavaliere e sono Head of Campaign in Buzzoole. Nel pratico? Gestisco il reparto campaign manager. Un reparto straordinario che si occupa del corretto andamento delle attività di influencer marketing, e cura le relazioni con quelli che sono i publisher della community. Come sono diventata campaign manager? È una storia lunga e un po’ bizzarra che inizia nel 2007 con la mia iscrizione alla facoltà di Lettere della Federico II. Una scelta che non mi ha mai soddisfatto e che mi ha spinto, alla fine del percorso triennale, a cercare una strada più adatta a me. Cambio di rotta: la mia stella mi porta verso la laurea magistrale in Marketing e New Media a Roma e, prima di concludere il capitolo universitario, avviene l’incontro con Fabrizio Perrone e Gennaro Varriale, co-founder di Buzzoole. Racconta ai lettori come hai iniziato A Roma studiavo e lavoravo in un’agenzia pubblicitaria. Avevo sentito parlare del progetto Buzzoole, quindi mi sono interessata a questa realtà che ai miei occhi appariva del tutto originale. Ho inviato il mio CV e ho iniziato a lavorare per loro. Sono stata la prima a occuparmi...