7 domande (e relative risposte) per sfruttare gli hashtag su Twitter

7 domande (e relative risposte) per sfruttare gli hashtag su Twitter

Ci sono elementi che ti accompagnano da una vita. Il mondo si evolve, il web cambia faccia con un ritmo impressionante. Ci sono anche dei dettagli che sembrano immutabili, senza tempo. Come gli hashtag. Esistono da sempre, li utilizzi ogni giorno e caratterizzano la maggior parte delle piattaforme social. Significato di hashtag Ma a cosa servono? Per capire il ruolo dell’hashtag su una piattaforma social devi conoscere la sua storia. Le parole precedute dal cancelletto sono state utilizzate la prima volta su Twitter, nel 2007, da un avvocato di San Francisco. L’uso di massa degli hashtag, però, è stato registrato nell’ottobre dello stesso anno quando scoppiò un grave incendio a San Diego. In quell’occasione fu coniato l’hashtag #sandiegofire per caratterizzare i tweet relativi alla tragedia. Ecco a cosa servono gli hashtag: a far emergere un aggiornamento e a renderlo disponibile in una ricerca aggregata. Inserire un hashtag vuol dire evidenziare un contenuto, fare in modo che sia riconoscibile all’occhio del pubblico. Cosa succede quando clicchi su un hashtag? Si creano degli elenchi di contenuti che permettono di racchiudere in un’unica pagina tutti i post che hanno usato una determinata parola preceduta da cancelletto. Queste sono le funzioni principali degli hashtag: raggruppare e isolare aggiornamenti simili. Nel corso degli anni anche le altre piattaforme social hanno introdotto gli hashtag, non tutte con lo stesso successo. Gli hashtag su Facebook non hanno la stessa rilevanza di quelli che inserisci su Instagram, senza dimenticare che gli esempi negativi sono all’ordine del giorno: per usare questi micro contenuti devi seguire delle regole. Ecco 7 dettagli che cambieranno il tuo modo di usare gli hashtag su Twitter. Come scegliere gli hashtag migliori? La prima domanda che tutti...