Migliori strategie di link building per SEO e Digital PR Manager

Migliori strategie di link building per SEO e Digital PR Manager

Quali sono le migliori strategie di link building, quelle che ti danno la possibilità di ottenere buoni risultati nel tempo? La risposta non è mai banale perché tutti sanno che intorno all’argomento si nascondono insidie infinite. Una tra tutte: la penalizzazione da parte di Google che ben conosce le tecniche dei SEO per lavorare in questo settore. Le regole sono chiare: Mountain View non consente la compravendita di link e punisce chi cerca di manipolare il posizionamento cercando di innescare schemi di menzioni guadagnate in modo surrettizio. Vale a dire pagando e senza usare l’attributo nofollow che disinnesca il valore SEO di un collegamento. Usando sempre le parole di Google, i backlink non devono sembrare naturali. Devono essere naturali. Punto e basta. Ma la realtà è ben diversa da quella dipinta dalle regole ufficiali. C’è chi può contare su un flusso di link automatico e naturale, magari invogliato da un buon lavoro di content marketing e digital PR. Questo è l’universo link earning, ed è fantastico quando si muove bene. Ma non sempre è così facile, non per tutti e non in tutti i settori. Ecco perché la domanda non si placa: quali sono le migliori strategie di link building? Ho trovato questa bella ricerca di Semrush che cerca di rispondere alla domanda. Da leggere: i migliori plugin Firefox per analisi dei link Tecniche di link building: ecco gli esperti Questa ricerca intervista 500 professionisti del mondo SEO e del digital marketing in generale, con una maggioranza (57%) di SEO specialist e una buona percentuale di digital PR specialist (22%). Numeri simili per i CEO. Il tipo di profilo...
Comunicazione digitale: intervista a Sara Duranti

Comunicazione digitale: intervista a Sara Duranti

La comunicazione digitale è un passaggio che, da sempre, può fare la differenza in un’attività imprenditoriale. Le aziende hanno bisogno di una strada da seguire quando decidono di portare il proprio brand online. Spesso, però, la percezione è diversa: si pensa di poter ottenere buoni risultati senza investire in professionisti del settore. Tutti possono occuparsi […]

La comunicazione digitale è un passaggio che, da sempre, può fare la differenza in un’attività imprenditoriale. Le aziende hanno bisogno di una strada da seguire quando decidono di portare il proprio brand online. Spesso, però, la percezione è diversa: si pensa di poter ottenere buoni risultati senza investire in professionisti del settore. Tutti possono occuparsi di comunicazione online, il content marketing è semplice scrittura di articoli sul blog e fare digital PR vuol dire mandare due o tre comunicati stampa via email. In massa. Senza neanche controllare l’interesse reale dei riceventi. No, non è questa la strada da seguire. Soprattutto dopo l’intervista a Sara Duranti che si occupa proprio di questo. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao a tutti gli amici di MediaBuzz, grazie per l’intervista. È veramente un piacere scambiare due chiacchiere insieme. Chi sono: Sara Duranti, appassionata di comunicazione, passione che si è trasformata poi nel tempo, anche grazie al web, in professione. Adoro leggere, scrivere, chiacchierare, sperimentare e tenere gli occhi bene aperti sulle novità e le innovazioni che offrono oggi web e tecnologie. Mi occupo di costruire, gestire e testare strategie di comunicazione e di utilizzare il web come opportunità di business attraverso il content e i social media. Sono responsabile di Spremute Digitali – Magazine Online, blog focalizzato su 4 argomenti chiave Smart Working, Startup, Enterprise e Digital&Social Media di cui sono anche contributor. Cosa significa comunicazione digitale? Lavorare nella comunicazione digitale per prima cosa significa essere in grado di saper comunicare. Comunicare bene è l’opportunità per raggiungere persone che potrebbero essere interessate a quello che hai da dire e creare connessioni preziose....
Pubbliche relazioni: come ottenere backlink di valore attraverso il brand monitoring

Pubbliche relazioni: come ottenere backlink di valore attraverso il brand monitoring

Si sa che le aziende, nell’era web 3.0, sono alla continua ricerca delle migliori strategie per guadagnare traffico e posizionare il proprio sito web entro i primi dieci risultati dei motori di ricerca. Per questa ragione non dovremmo stupirci se i professionisti delle relazioni pubbliche utilizzano perfettamente le tecniche SEO. L’azione dei PR nell’era digitale […]

Si sa che le aziende, nell’era web 3.0, sono alla continua ricerca delle migliori strategie per guadagnare traffico e posizionare il proprio sito web entro i primi dieci risultati dei motori di ricerca. Per questa ragione non dovremmo stupirci se i professionisti delle relazioni pubbliche utilizzano perfettamente le tecniche SEO. L’azione dei PR nell’era digitale consta nel produrre contenuti utili ad aumentare la brand awareness, ovvero la capacità del pubblico di riconoscere il brand, e di conseguenza anche i link provenienti da siti autorevoli. Responsabile delle relazioni pubbliche e Backlink: quando la strategia funziona Uno dei parametri mediante i quali è possibile valutare se le strategie messe in atto da un PR aziendale sono realmente efficaci è il numero dei backlink presenti sul sito. Ma come può un PR stimolare i link al proprio sito? La risposta è semplice: basta creare contenuti linkabili quali ricerche e infografiche. In realtà l’argomento su cui abbiamo intenzione di puntare l’attenzione in questo articolo è un altro, ovvero come reperire backlink potenziali da influencer. Menzioni: monitorare il brand ed ottenere backlink La maniera più semplice e veloce per generare nuovi backlink è quella di verificare quali portali ti stanno citando sul web e creare un collegamento al tuo sito. E’ opportuno, inoltre, offrire a questi portali notizie aggiuntive sulla tua azienda e sui tuoi servizi, affinché possano utilizzarli nei loro futuri post. Una strategia giusta sarebbe anche quella di contattare autori e portali che lanciano informazioni riguardanti i tuoi concorrenti diretti, per informarli sulla tipologia di prodotti e servizi posseduti dal tuo brand. In alternativa, sarebbe cosa buona analizzare i tipi di contenuti...
Blogger outreach: 9 elementi per scegliere un blog

Blogger outreach: 9 elementi per scegliere un blog

Hai una strategia di digital marketing, hai un’idea ben precisa per dare un vantaggio al tuo bene o servizio. Il web è un valido alleato solo e riesci a sfruttare gli strumenti che mette a disposizione. Non devi scegliere solo per moda o perché credi di poter trarre benefici: devi valutare con cura ogni passo. Questo […]

Hai una strategia di digital marketing, hai un’idea ben precisa per dare un vantaggio al tuo bene o servizio. Il web è un valido alleato solo e riesci a sfruttare gli strumenti che mette a disposizione. Non devi scegliere solo per moda o perché credi di poter trarre benefici: devi valutare con cura ogni passo. Questo vale anche in una strategia di blogger outreach. Definire i nomi adatti al progetto non è facile, devi lavorare sodo con gli strumenti per analizzare ogni angolo del web. Ma alla ricerca di cosa? Delle persone che hanno credito in una determinata nicchia e usano il blog per comunicare con il proprio pubblico. Come li chiamo questi individui? Influencer! L’influencer marketing si basa su pilastri chiari, in particolar modo sulla scelta di contatti capaci di condensare la propria autorevolezza. C’è chi punta agli youtuber, chi agli instagrammer: tu hai bisogno di blogger, persone che scrivono e pubblicano articoli che sintetizzano diversi contenuti. Perché hai degli obiettivi precisi, devi raggiungere il tuo pubblico. La tua attività di blogger outreach ha bisogno di regole per valutare il profilo delle persone che vuoi contattare. C’è un’arte dietro alla cernita dei contatti, così come ci sono dei passaggi da rispettare per inviare un’email ai blogger. In questa situazione si trovano 9 elementi per scegliere nel miglior modo possibile. 1. Look and feel Il primo aspetto che valuto in un blog per la strategia di blogger outreach è il look and feel. Ovvero la prima impressione, l’approccio con una piattaforma a prescindere dai contenuti. Sei su un blog e cosa vedi? Solo pubblicità invadente? Riesci a navigare o i passaggi sono ostacolati da continue...
Giornalismo e digitale, ecco le 7 competenze a prova di futuro

Giornalismo e digitale, ecco le 7 competenze a prova di futuro

Il digitale sta modificando profondamente il mondo dell’editoria. Un cambiamento inevitabile, che sta travolgendo molte testate italiane, ma che se ben vissuto può trasformarsi in opportunità. Ma quali sono le esigenze di questa realtà in profonda trasformazione? Scopriamole insieme a Luca Conti, protagonista al Web Marketing Festival 2016 del panel Dal giornalismo al content marketing: 7 competenze a prova di […]

Il digitale sta modificando profondamente il mondo dell’editoria. Un cambiamento inevitabile, che sta travolgendo molte testate italiane, ma che se ben vissuto può trasformarsi in opportunità. Ma quali sono le esigenze di questa realtà in profonda trasformazione? Scopriamole insieme a Luca Conti, protagonista al Web Marketing Festival 2016 del panel Dal giornalismo al content marketing: 7 competenze a prova di futuro. Un elenco delle principali abilità richieste oggi ai giornalisti, che ci parla di un settore in crisi, ma solo quando rifiuta di ripensare a se stesso. L’intervento ha arricchito il programma della Sala Editoria, tra le principali novità di quest’edizione dell’evento. Riservata alle nuove frontiere dell’editoria digitale, ha accolto alcuni tra i principali esperti e professionisti del settore, insieme per raccontare la propria esperienza e individuare nuove soluzioni. Podcasting Il giornalista del futuro deve essere in grado di creare contenuti di valore per un pubblico sempre più esigente. Tra le varie possibilità, il podcasting è uno strumento particolarmente efficace. Il suo utilizzo può incentivare la fruizione di contenuti multimediali, come audio e video, e attrarre nuovi visitatori e inserzionisti. In Italia c’è ancora molto margine di sviluppo. Un caso di successo a livello internazionale? Monocle, la maggior parte dei programmi possono essere ascoltati in streaming o scaricati. Per approfondire: Le nuove regole del marketing e delle PR Infographic Design Le infografiche hanno contagiato il mondo dell’informazione, conquistando i lettori con la loro incisività. Sul web, assumono la forma che noi tutti conosciamo, e se ben fatte combinano grafica e dati numerici in modo armonioso. Si può trattare anche di visualizzazione interattive, che coinvolgono il lettore personalizzando l’esperienza di lettura, come quelle proposte dal New York Times. E poi, ancora, i video brevi, in grado di sintetizzare...