Tra brand, Facebook e social “cosi”: l’intervista di Gian Marco Cattini

Tra brand, Facebook e social “cosi”: l’intervista di Gian Marco Cattini

In un web sempre più connesso e sempre più 2,0 le aziende hanno bisogno dei social. Anzi, hanno bisogno dei social media “cosi”. Ovvero di quelle persone che sanno sfruttare al massimo la comunicazione tra brand e pubblico attraverso i social.   Sai cosa? Questo è un lavoro da professionisti. Un lavoro che deve essere svolto con cura certosina, e che non può essere affidato al primo venuto. Per questo ci sono persone come Gian Marco Cattini che lavorano da anni in questo settore. E che devono avere un posto d’onore tra le eccellenze digitali di Mediabuzz. Chi sei e di cosa ti occupi? Mi chiamo Gian Marco Cattini e sono un social media coso, meglio definito come social media manger e Community Manager, entrambi paroloni per definire il concetto semplice di importunare le persone sul web. Come hai iniziato Il mio percorso che mi ha portato a quello che sono oggi è tortuoso, infatti quello che rappresento è solo un insieme delle caratteristiche dei lavori precedenti e hobby riportate in un contesto virtuale. Partiamo con il dire che a puro titolo di svago mi sono sempre dilettato con lo studio e la creazione di community. In contesti di gioco, insieme ad amici, abbiamo aperto diversi siti che poteva concedere ore di svago dalle attività di tutti i giorni, il nome che oggi diamo a queste pagine sono GDR-online, ma la vera svolta e la comprensione che con le community si potesse ricavare del guadagno ed una professione è avvenuta qualche anno dopo quando ero impiegato come promoter per una nota compagnia telefonica privata. Oltre alle normali attività sul territorio,...
Come creare una community fedele

Come creare una community fedele

Cosa hanno in comune un’azienda, un blogger amatoriale e un freelance che usa i social media per trovare nuovi clienti? Devono lavorare sulla community. In primo luogo devono individuare un tema capace di rintracciare l’interesse di un gruppo. Poi devono coltivare ogni interazione nata tra gli spazi web (blog, Fan Page, account Twitter) per sviluppare […]

Cosa hanno in comune un’azienda, un blogger amatoriale e un freelance che usa i social media per trovare nuovi clienti? Devono lavorare sulla community. In primo luogo devono individuare un tema capace di rintracciare l’interesse di un gruppo. Poi devono coltivare ogni interazione nata tra gli spazi web (blog, Fan Page, account Twitter) per sviluppare gli argomenti. Una community nasce e si sviluppa: può anche rimanere nell’anonimato, lontano dai riflettori. Ma deve rimanere fedele al tuo scopo. Ecco, oggi parliamo proprio di questo: come creare e sviluppare una community fedele. Saper ascoltare Molti autori sbagliano approccio. Credono che una community sia al servizio del signore e padrone che ha avuto l’idea di metterla insieme, di crearla. Ma ti assicuro che questa non è la strada da seguire. Per creare una community fedele devi partire da questo punto: ascoltare. Esatto, devi ascoltare le richieste delle persone che frequentano il punto di ritrovo virtuale. Ma non solo. Per lavorare bene devi guardarti intorno e scoprire cosa vogliono le persone che appartengono al tuo target. Leggere e partecipare alle discussioni che nascono in altri blog, nei forum, nei gruppi su Facebook e nelle community di Google Plus è un ottimo modo per capire i desideri e le necessità del tuo target. Questo consiglio vale anche per chi deve creare contenuti: ascoltare il proprio pubblico vuol dire creare articoli utili, articoli di qualità. Lascia parlare Ascoltare è importante. Anzi. Ascoltare è fondamentale, ma non basta. Devi anche lasciar parlare. Non puoi censurare, non puoi evitare che le persone commentino e pubblichino impressioni, idee, critiche nei tuoi confronti. Esatto, critiche. Perché la community deve basarsi...