Travel vlogging e influencer marketing: il caso Paul & Shark

Travel vlogging e influencer marketing: il caso Paul & Shark

In questi giorni stiamo dedicando molto spazio all’influencer marketing. Non è un caso, le condizioni sono mature per poter affrontare il discorso con la giusta prospettiva. E per vedere l’influencer non solo come uno strumento per rimediare menzioni e citazioni di blogger più o meno importanti, ma per diventare strumento chiave dell’inbound marketing. Una campagna di influencer marketing, infatti, non riguarda l’azione sporadica ma una combinazione ideale per farsi trovare dalle persone giuste nel momento in cui hanno bisogno di te. Per attivare questo meccanismo c’è il blog, è vero. Con un buon piano editoriale puoi fare tanto. Ma non tutto. Soprattutto quando sei all’inizio e non hai una community virtuosa. Nel processo ideale di inbound marketing l’ultimo step riguarda il deliziare i clienti. Per farti ritornare, per convincere le persone a rifare una scelta precisa. Ma anche per trasformare una persona qualsiasi in un ambassador, un evangelista entusiasta del tuo lavoro. Puoi raggiungere questo risultato in modi differenti, tutto dipende dalla strategia e dal contesto: non c’è una ricetta valida per tutti. Ed è vero, il blog può essere la condizione utile per molti. Ma non per tutti. La scelta dell’influencer Erik Conover per Paul & Shark Ecco perché in molti casi devi scegliere gli influencer giusti per veicolare il tuo brand. Proprio come ha fatto Paul & Shark: hai una nuova giacca da lanciare, un abito tecnico con un nome avvincente da proporre a un pubblico giovane e sportivo. Cosa fai? Mandi un comunicato stampa a campione collezionando una serie di rifiuti epici? No, contatti un influencer che è travel blogger e lo mandi in Norvegia. L’agenzia...
Parole e immagini: intervista a Valentina Veneziano

Parole e immagini: intervista a Valentina Veneziano

Scrivere e pubblicare contenuti interessanti. Un lavoro facile? Questa è l’idea della maggior parte delle persone che non lavora nel settore, e che vede solo il risultato finale: l’articolo, la guida, la pagina web, la newsletter. Basta saper scrivere, no? Questa è una visione miope, distante dalla realtà. Oggi chi scrive testi per il web […]

Scrivere e pubblicare contenuti interessanti. Un lavoro facile? Questa è l’idea della maggior parte delle persone che non lavora nel settore, e che vede solo il risultato finale: l’articolo, la guida, la pagina web, la newsletter. Basta saper scrivere, no? Questa è una visione miope, distante dalla realtà. Oggi chi scrive testi per il web deve avere le competenze necessarie per soddisfare le esigenze dei lettori. Ma non solo, non basta questo. Prendi come esempio il post del tuo blog: è un equilibrio di contenuti, un continuo rimando tra testo e visual. Hai bisogno di un blogger capace di gestire codici differenti, non solo scrittura e non solo immagini. La qualità arriva anche con la combinazione tra parole e visual. Valentina Veneziano ha catturato subito la mia attenzione: conosciamola meglio. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao a tutti, mi chiamo Valentina Veneziano e firmo gli articoli di Valinapost.it, un blog di lifestyle in cui scrivo di shopping online, Instagram e blogging. Tra circa un mese diventerò giornalista pubblicista, quasi mi emoziona parlarne. Scrivo per una testata fiorentina cartacea e realizzo contenuti per il web dedicati al mondo lifestyle e alla mia passione: le serie TV. Racconta ai lettori come hai iniziato Quasi per gioco, nel senso che ero inconsapevole di cosa volesse dire scrivere su un blog. Una mattina, dell’ormai lontano dicembre 2011, rispondo a un annuncio di Style.it che cercava nuovi blogger. Da lì è partito tutto. Ho iniziato a creare contenuti online senza mai fermarmi ma è stato con Valinapostit, inaugurato a maggio 2014, che ho cominciato a studiare sodo unendo la scrittura alla SEO, al personal branding...
Il food blogging diventa impresa: intervista a Flavia Imperatore

Il food blogging diventa impresa: intervista a Flavia Imperatore

Lavorare con il blog vuol dire scrivere articoli dedicati a un argomento. Ma, soprattutto, è sinonimo di ascolto. Devi ascoltare le persone, devi individuare le esigenze di chi cerca contenuti sul web. E devi creare degli articoli capaci di soddisfare queste domande, queste esigenze. Sembra facile, vero? In realtà è dannatamente difficile. Ed è difficile […]

Lavorare con il blog vuol dire scrivere articoli dedicati a un argomento. Ma, soprattutto, è sinonimo di ascolto. Devi ascoltare le persone, devi individuare le esigenze di chi cerca contenuti sul web. E devi creare degli articoli capaci di soddisfare queste domande, queste esigenze. Sembra facile, vero? In realtà è dannatamente difficile. Ed è difficile perché devi analizzare le domande, devi leggere le ricerche svolte su Google con occhio analitico, devi creare contenuti capaci di scalzare la concorrenza. Soprattutto quando decidi di lavorare in un settore inflazionato come quello dei food blogger. Ecco perché oggi ho deciso di intervistare Flavia Imperatore, un punto di riferimento per chi scrive, cucina e pubblica con passione. Chi sei e di cosa ti occupi? Mi chiamo Flavia Imperatore e sono la creatrice e autrice di un blog di cucina: in rete mi conoscono proprio come Misya, il nome del mio blog. Insomma, sono per lo più considerata una foodblogger, nonostante il piccolo blog nato per gioco nel 2007, sia oramai cresciuto al punto da diventare una sorta di piccola redazione. Racconta come hai iniziato In realtà potrei definirmi una foodblogger per caso 😉 Quando ho iniziato a fare i primi passi in cucina ho iniziato a trascrivere le ricette sul PC, poi un giorno mio marito (all’epoca fidanzato, Ivano Di Biasi) mi ha consigliato di aprire un blog così avrei potuto gestire meglio il tutto. Ovviamente all’epoca non avevo alcun progetto editoriale, volevo solo un blog per tener traccia di tutti i miei esperimenti in cucina e, perché no, poter consultare facilmente le ricette qualora avessi voluto rifarle. Dopo qualche anno il sito...
Scrivere, viaggiare, pubblicare: intervista a Silvia Ceriegi

Scrivere, viaggiare, pubblicare: intervista a Silvia Ceriegi

Sai qual è la grande sfida del nostro tempo? Reinventarsi, rivoluzionare il proprio modo di essere, di vedere il mondo. Magari anche di intendere il lavoro. Non esiste più il posto fisso, almeno così dicono. E chi ha la fortuna di vivere questa dimensione vuole evadere. Vuole ricreare il proprio essere professionista. Ci vuole coraggio. Certo. […]

Sai qual è la grande sfida del nostro tempo? Reinventarsi, rivoluzionare il proprio modo di essere, di vedere il mondo. Magari anche di intendere il lavoro. Non esiste più il posto fisso, almeno così dicono. E chi ha la fortuna di vivere questa dimensione vuole evadere. Vuole ricreare il proprio essere professionista. Ci vuole coraggio. Certo. Ma le passioni sono forti, riescono a convincere anche gli animi più rigidi e intransigenti. E così capita che un chimico industriale, con un impiego nella pubblica amministrazione, affianchi al proprio lavoro un piccolo sogno. Un progetto di vita. Oggi intervistiamo Silvia Ceriegi di Trippando, autrice del manuale “come viaggiare sponsorizzati“. Chi sei e di cosa ti occupi? Silvia Ceriegi, classe ’79, chimico industriale. Nonostante abbia un impiego nella pubblica amministrazione e una famiglia da amare e gestire, sono la mente e l’animatrice della community di viaggiatori Trippando. Mi occupo, quindi, di viaggi e di promozione territoriale a 360°, con occhi curiosi e con grande entusiasmo. Aiuto le strutture alberghiere e chi si occupa di incoming ad emergere nel mare magnum di Internet. Racconta ai lettori come hai iniziato Era la calda estate del 2011. Ero al settimo mese di gravidanza, impossibilitata a uscire durante le ore più calde. La mia smisurata passione per i viaggi mi portava a trascorrere molto tempo al computer, pianificando nei dettagli viaggi che chissà quando avrei potuto fare. Ad un certo punto mi sono illuminata: apro un blog di viaggi! Dal dire al fare sono intercorse poche ore. Ho iniziato, quindi, con un’idea molto amatoriale, ma la mia perseveranza ha fatto in modo che Trippando crescesse sempre più, senza mai...
Giacomo Freddi tra le eccellenze italiane di MediaBuzz

Giacomo Freddi tra le eccellenze italiane di MediaBuzz

Chi lavora nel mondo del personal branding o della SEO ha tante storie da raccontare: le aziende devono cogliere la sfida dei social, delle nuove strategie per posizionare il proprio sito web. E in questo scenario di continuo mutamento il web designer deve sviluppare strategie innovative, deve trasformare le sue competenze e metterle al servizio […]

Chi lavora nel mondo del personal branding o della SEO ha tante storie da raccontare: le aziende devono cogliere la sfida dei social, delle nuove strategie per posizionare il proprio sito web. E in questo scenario di continuo mutamento il web designer deve sviluppare strategie innovative, deve trasformare le sue competenze e metterle al servizio dello sviluppo di applicazioni web mobile. Inserirsi in un progetto completo per dare forma e sostanza a un’idea ben precisa non è facile. Ma Giacomo Freddi ci riesce, ed è per questo che che oggi l’ho inserito nelle eccellenze digitali di Mediabuzz. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao sono Giacomo Freddi, sviluppatore e web designer, blogger e web marketer, amo tutto quello che riguarda il web inteso come mezzo per aiutare gli altri a risolvere i problemi e centrare i propri obiettivi, oltre che grande opportunità di business. Mi occupo sia di consulenze dirette, come la realizzazione di siti ed applicazioni web “su misura” per le PMI e privati, che di formazione online. In particolare sto dedicando sempre di più il mio lavoro a questo secondo aspetto, proponendo guide di formazione in ambito dello sviluppo mobile ma soprattutto di web marketing, tramite i due siti web che gestisco personalmente: www.upcreative.net e www.internetbusinesscafe.it. Come hai iniziato? Ho intrapreso la mia carriera professionale come programmatore nel 2008, subito dopo essermi diplomato, dedicando i primissimi anni alla formazione personale in ambito dello sviluppo web e riservando pochissimo tempo per consulenze dirette. Grazie a questa “strategia (se così la possiamo chiamare) sono riuscito a padroneggiare i principali linguaggi di programmazione sia lato-server che lato-client, utilizzandoli anche...