Cosa controllare prima di modificare i contenuti

Cosa controllare prima di modificare i contenuti

Quando decidi di aggiornare e modificare i contenuti del blog stai facendo qualcosa di utile per il tuo content marketing. In uno scenario di scrittura e pubblicazione devi mettere in conto questa voce: non sempre conviene solo lanciare nuovi contenuti online, spesso la risposta per ottenere buoni risultati arriva dall’update. Vale a dire un miglioramento e un’ottimizzazione del lavoro svolto. Non sempre ciò che hai pubblicato ieri può soddisfare ciò che gli utenti cercano oggi. Google sottolinea questo punto: a parte gli hot topic e gli eventi che, per ovvie ragioni, cambiano in continuazione ci sono degli argomenti che devono essere aggiornati di continuo. Cito: “There are also searches for information that changes often, but isn’t really a hot topic or a recurring event. For example, if you’re researching the best slr cameras, or you’re in the market for a new car and want subaru impreza reviews, you probably want the most up to date information”. Ci sono contenuti che devono essere sempre in linea con le esigenze del pubblico perché le necessità mutano nel tempo. Non ha senso lasciare tutto come si trova, perché dovrebbe avere successo un articolo che porta informazioni errate? Evolversi, però, non è così semplice: il rischio è quello di perdere tutto quello che è stato fatto. Ecco cosa controllare prima di modificare i contenuti del blog. Da leggere: Piano editoriale per il blog aziendale: perché è indispensabile? Individuare gli articoli da aggiornare subito Ci sono due parametri da prendere in considerazione quando decidi di modificare i contenuti del blog: l’anzianità (che potrebbe essere sinonimo di un bisogno impellente di aggiornamento), il traffico generato e la...
Usa SEO e User Experience per migliorare il blog

Usa SEO e User Experience per migliorare il blog

Il concetto che unisce SEO e User Experience, tutto sommato, è abbastanza semplice. Prima l’ottimizzazione per i motori di ricerca si basava su un ragionamento basilare: questa è la keyword che mi serve, quindi la devo conquistare. E la pagina deve essere ottimizzata per raggiungere quest’obiettivo strategico. Risultato? Massima attenzione per la SEO on-page in senso […]

Il concetto che unisce SEO e User Experience, tutto sommato, è abbastanza semplice. Prima l’ottimizzazione per i motori di ricerca si basava su un ragionamento basilare: questa è la keyword che mi serve, quindi la devo conquistare. E la pagina deve essere ottimizzata per raggiungere quest’obiettivo strategico. Risultato? Massima attenzione per la SEO on-page in senso stretto, ma risorse penose dal punto di vista dell’usabilità e dell’accessibilità. O meglio, dell’esperienza utente. Nel tempo Google ha introdotto nuovi parametri per il posizionamento, per definire il ranking nella serp. E ha lavorato verso una direzione. Al centro c’è il singolo, e la SEO diventa un processo olistico. Ovvero, non riguarda solo l’uso delle parole chiave nel testo e i link in ingresso ma tutto deve essere definito per permettere a Google di individuare il miglior risultato possibile. Sotto tutti i punti di vista, non solo per la qualità del testo e i backlink. Che restano comunque fattori decisivi, ma oggi SEO e User Experience sono dei pilastri da definire con cura quando inizia  lavorare su un blog aziendale, prima ancora di definire il piano editoriale. Perché tutto questo fa parte del tuo successo anche quando decidi di puntare sul content marketing. Allora, ti ho convinto? Ecco una serie di consigli per migliorare il tuo rapporto tra SEO e User Experience. Da leggere: content marketing e SEO, i contenuti che fanno la differenza Iniziamo dall’intento di ricerca Punto di partenza per definire il rapporto tra SEO e User Experience: dare alle persone ciò che stanno cercando. Questo principio si declina sotto tanti punti di vista, ma il primo che voglio analizzare è quello...
Professione beauty blogger: intervista a Carlotta Stacchini

Professione beauty blogger: intervista a Carlotta Stacchini

Oggi è difficile individuare un settore nel quale il blogging non ha conquistato una posizione di rilievo. Nel B2C è praticamente impossibile trovare una nicchia libera, e questo si traduce in estrema difficoltà per chi vuole conquistare un posto di rilievo. E guadagnare con la propria attività di web writing. D’altro canto la concorrenza porta […]

Oggi è difficile individuare un settore nel quale il blogging non ha conquistato una posizione di rilievo. Nel B2C è praticamente impossibile trovare una nicchia libera, e questo si traduce in estrema difficoltà per chi vuole conquistare un posto di rilievo. E guadagnare con la propria attività di web writing. D’altro canto la concorrenza porta impegno e crescita. Lo sa bene chi si dedica ai settori come quello del beauty blogging. C’è un mondo dietro a questa specializzazione, ci sono persone che si elevano e cercano di proporre un servizio di qualità per aiutare chi cerca consigli, idee e soluzioni. Obiettivo? Trasformare la propria passione in un lavoro? Ed è proprio questa la strada segnata da Carlotta Stacchini. Ciao, ci presentiamo? Sono Carlotta Stacchini e mi occupo di beauty blogging. Avete in mente tutte quelle recensioni che aiutano le consumatrici a capire se un determinato prodotto di bellezza può fare al caso loro? Presente, eccomi qui! Ogni mese provo decine e decine di prodotti e trattamenti cosmetici per scrivere opinioni dettagliate. Questo perché voglio aiutare le mie lettrici a farsi un’idea nell’ampio panorama della cosmesi e, più in generale, della bellezza a 360°. Per me la cosmesi non è solo make up. Ho un approccio curioso al mondo del beauty e non mi limito ai grandi marchi conosciuti da tutti ma amo esplorare, scovare le novità.
 Grazie a questa impostazione aiuto nuovi brand – giovani e ancora poco conosciuti – ad avere una finestra più ampia sul mondo. Come catturare la tua attenzione? Non sempre con il nome del marchio, quanto con la qualità. Nella bellezza, come in tutti i settori,...
Commenti Blog WordPress: meglio nativi, Disqus o Facebook?

Commenti Blog WordPress: meglio nativi, Disqus o Facebook?

Una delle domande tipiche di chi inizia a fare blogging aziendale, e lo stesso vale per un lavoro privato: meglio lasciare i commenti blog WordPress nativi o puntare su Facebook? In realtà questo interrogativo prevede che tu abbia già pensato di lasciare le interazioni. Idea saggia, e non scontata. Ma soprattutto un’idea per fare e […]

Una delle domande tipiche di chi inizia a fare blogging aziendale, e lo stesso vale per un lavoro privato: meglio lasciare i commenti blog WordPress nativi o puntare su Facebook? In realtà questo interrogativo prevede che tu abbia già pensato di lasciare le interazioni. Idea saggia, e non scontata. Ma soprattutto un’idea per fare e ottenere tanto. Infatti con i commenti puoi accorciare la distanza con il lettore, quindi con il potenziale cliente, e puoi puntare sul comment marketing. Ovvero un insieme di attività che ti spingono verso un obiettivo concreto: portare l’audience verso i tuoi scopi strategici, sfruttando gli interventi come contenuti utili. Perché questi sono i commenti: contributi per arricchire ciò che hai già scritto. E rendere il tuo articolo sempre più determinante, completo. Sai bene che con il CMS WordPress puoi lasciare testo alla fine dei post e delle pagine, e sei sempre tu a scegliere. Vuoi permettere di pubblicare contributi? Certo. Chiudere tutto questo è una follia secondo me. Ma non solo, puoi individuare la piattaforma per i commenti blog WordPress: c’è la soluzione nativa, c’è Disqus, ci sono i social con Facebook e Google Plus. Tu quali preferisci? Io ho una piccola riflessione da portare avanti, decisiva in termini di content marketing. Cosa sono i commenti? Pensaci bene, cosa sono i commenti? Te lo dico io: interazioni necessarie per due motivi. Puoi creare relazioni intavolando discussioni virtuose, e puoi aumentare il traffico. Con tutto ciò che ne deriva. I click arrivano per motivi diversi: curiosità nei confronti della conversazione, visite di ritorno per partecipare allo scambio, ricerca organica. I commenti, in quanto contenuti, vengono rilevati...
Come scrivere sulle immagini e aumentare le visite dai social

Come scrivere sulle immagini e aumentare le visite dai social

Voglio concentrarmi su una caratteristica essenziale dei contenuti testuali come le pagine e i post: l’importanza delle foto che usi nella sezione above the fold. Ovvero quella che ti permette di catturare gli sguardi e l’attenzione. Devi scegliere un visual di qualità, ma devi anche saper scrivere sulle immagini. Esatto. Devi scrivere sulle immagini per ottenere il […]

Voglio concentrarmi su una caratteristica essenziale dei contenuti testuali come le pagine e i post: l’importanza delle foto che usi nella sezione above the fold. Ovvero quella che ti permette di catturare gli sguardi e l’attenzione. Devi scegliere un visual di qualità, ma devi anche saper scrivere sulle immagini. Esatto. Devi scrivere sulle immagini per ottenere il miglior risultato e aumentare le visite sui social. Chi si occupa di visual storytelling conosce questo passaggio: ciò che l’occhio percepisce attraverso linee, colori e forme è più immediato dell’interpretazione del testo. Questo è un punto da sfruttare. In che modo? Ci sono decine di applicazioni per mettere testo sulle immagini. La più famosa è Canva, poi c’è Pablo che fa riferimento a Buffer e poi ancora Picmonkey e Phon.to. Hai solo l’imbarazzo della scelta. Tutto questo, però, è inutile se non hai le competenze per esaltare il testo sulla foto. Come ottimizzare questo processo e fare in modo che il visual si trasformi in una calamita per i click? Scegli un’immagine superiore La base è questa: per creare una buona combinazione devi partire da un’immagine di qualità. La base è essenziale, quindi se non vuoi acquistare la foto da uno dei tanti siti stock (non sempre ideali per tutti i lavori) puoi scegliere i vari Unsplash, Pixabay, Gratisography e Pexel. Qui trovi il massimo. Ma quali sono le caratteristiche di una buona immagine sulla quale scrivere i testi? La regola è semplice: grande qualità, ma soprattutto ampi spazi con sfondo omogeneo. Così come accade per un qualsiasi paragrafo da aggiungere a una pagina web, devi fare in modo che le lettere siano a proprio agio con...