Storytelling e Instagram: arriva Carousel Ads

Storytelling e Instagram: arriva Carousel Ads
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Sempre stato difficile il rapporto tra Instagram e la pubblicità. Questo social nasce come community libera: come luogo in cui le persone scattano foto mediocri, le trasformano in capolavori post-moderni grazie ai filtri vintage e le condividono con i propri pari. E qui parte la fase social, ovvero i commenti e gli apprezzamenti.

Quindi Instagram come via di mezzo tra applicazione di fotoritocco e social.

Un mondo felice. Poi arriva Facebook che fiuta l’affare e acquista tutto per la modica cifra di 1 miliardo di dollari (poca roba se pensi che ha pagato 19 miliardi di dollari per Whatsapp). Poi si pone il problema: come monetizziamo?

Sì perché Instagram è stato il mondo felice di tutti gli hipster, gratis e cool. Ma ora che Facebook ha investito un bel po’ di moneta su questo social c’è bisogno di monetizzare. Insomma, in qualche modo bisogna far fruttare la community. Perché questo è il vero valore aggiunto di Instagram.

Non i contenuti, non la tecnologia: le persone in cerca di emozioni. Questo fa Instagram, raccoglie individui e li trasforma in pubblico. E questo deve essere il modello pubblicitario da cucire intorno a questo social. Perché non pensare a qualcosa che valorizzi lo storytelling?

Fare storytelling con Instagram

Partiamo da un punto: brand e liberi professionisti hanno sempre usato Instagram per farsi pubblicità. Solo che la piattaforma era completamente inadatta a questo scopo, almeno fino a quando Instagram non ha dato la possibilità ad alcuni utenti (selezionati) la possibilità di aprire un account business.

Storytelling e Instagram: arriva Carousel Ads

Ovvero un account con diverse sezioni (account insight, ad insight, ad staging) per monitorare brand awareness, prestazioni delle campagne e gestione dei nuovi messaggi pubblicitari. Una bella rivoluzione, questo è chiaro. E se si riuscisse ad avere anche una gestione multipla dei profili sarebbe perfetta.

Ma è il tipo di post sponsorizzato che ancora non convince: come fai digerire una pubblicità al pubblico di Instagram? Pochi giorni fa è arrivata la notizia: A New Way for Brands to Tell Stories on Instagram. Non si tratta di inserire un post sponsorizzato, un banner, un link o una foto. Qui stiamo parlando di storytelling, di narrazione.

Ovvero di immagini che raccontano una storia

L’inserzione pubblicitaria Carousel Ads si presenta come un vero e proprio album fotografico. I puntini in basso identificano la presenza di più immagini, le sfogli e alla fine – grande sorpresa -c’è un tasto con call to action che ti porta fuori da Instagram. Si, hai capito bene. Guarda il video caricato su Vimeo:

Questa è la grande novità perché fino a ora l’unico link funzionante su Instagram era quello del profilo. Certo, potevi utilizzare Instagram per fare branding, per creare dei veri e propri cataloghi online come ha fatto l’Ikea. Ma era difficile quantificare.

Con questa soluzione, invece, il click è facilitato e le metriche possono tirare un sospiro di sollievo. Ma qual è il senso di carousel? Creare dei semplici cataloghi di prodotti? Far scorrere immagini di scarpe e sciarpe per poi portare nuove visite al sito? Ecco, io credo che si possa fare altro con questo formato pubblicitario.

 Carousel ads give brands more flexibility in telling their stories by allowing people who view their ads to swipe left to see additional images and link to a website of the brand’s choice.

Carousel dà maggiore flessibilità alla tua pubblicità. O meglio, al tuo raccontare storie. Alla tua narrativa. Perché far scorrere un’immagine da sinistra a destra vuol dire sfogliare un libro, far evolvere una storia. Con i tempi decisi dall’utente. E allora puoi immaginarti qualsiasi tipo di evoluzione grazie a Instagram Carousel.

La tua opinione

Io credo che Carousel Ads sia la soluzione meno invadente per il pubblico di Instagram, un pubblico che ha uno zoccolo duro che mal digerisce l’intromissione di messaggi pubblicitari. Secondo te questa può diventare una soluzione? Può stemperare l’intromissione classica pubblicità che interrompe il contenuto e diventare contenuto?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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