Sponsored content: come guadagnare credibilità

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La pubblicazione di contenuti sponsorizzati, nell’universo della native advertising, lascia ancora grandi interrogativi. Uno su tutti: come si guadagna credibilità in questo campo?

Più volte abbiamo indicato questi contenuti come perfettamente in linea con le esigenze del lettore una volta rispettate le norme della chiarezza del brand e dell’utilità del contenuto. Eppure ci sono ancora incertezze.

Non solo: ci sono anche punti fermi in questo mondo. Uno, ad esempio, riguarda le continue difficoltà riscontrate in un sistema pubblicitario basato solo sui banner.

Difficile catturare l’attenzione di buon pubblico sempre più abituato alla presenza dei banner, e sempre più bravo a evitarli. Relegare la tua presenza sponsorizzata alla sidebar è poco producente: meglio farsi riconoscere come autore di articoli utili.

La strada dei contenuti sponsorizzati si fa, di conseguenza, sempre più necessaria. Al tempo stesso, diventa utile un’operazione di credibilità capace di rafforzare le pubblicazioni sponsorizzate agli occhi dei lettori.

Sta diventando un problema, vero? Niente paura: ho preso qualche consiglio da questo post di contently che puoi facilmente adattare al tuo modello.

Non risparmiare in chiarezza

Lo sai, apparire come contenuto sponsorizzato in home page può diminuire il click trought rate e le persone possono passare oltre.  Ma questo non conta: devi pensare sempre alla chiarezza.

Quindi devi dire esattamente quello che il lettore andrà a cliccare e a leggere: niente trucchi e niente inganni. Solo trasparenza.

Lavora con pubblicità e messaggi eticamente corretti. Non è una questione di buonismo ma di come puoi ottenere dei vantaggi di immagine attraverso la pubblicità.

Mantieni alto lo standard

I tuoi contenuti sponsorizzati devono seguire la strada dell’eccellenza. Per quanto possa essere scritto da un brand, un articolo di qualità – ovvero un articolo utile, scritto bene, originale, approfondito quanto basta – non può essere completamente ignorato dai lettori.

Ovviamente in questi casi è fondamentale rimanere sul target. L’editore non deve accettare (e il brand non deve proporre) contenuti autoreferenziali, dedicati solo alla vendita. Questo è il miglior modo per bruciare la tua attività.

Costruisci il tuo nome

Non si diventa publisher da un giorno all’altro e non basta pubblicare un articolo di qualità per essere percepiti come firma di spessore. Un consiglio per il brand: lavora sulla tua credibilità come autore di contenuti.

Non pubblicare solo su blog esterni: cura anche una piattaforma personale (il blogging è ideale in questi casi) e la tua presenza sui social media. Pubblicare articoli di qualità è utile, ma fallo prima per te.

La strada è quella di lavorare sulla qualità del testi e su quella della pubblicità. L’editore deve vigilare sulla bontà dell’inserzionista e il brand deve focalizzarsi sul lettore, sulla capacità del testi di soddisfare le esigenze del lettore.

Un lettore che controlla l’autore, verifica le fonti e si assicura che l’articolo sia realmente funzionale. In linea con le proprie esigenze. Vuoi accettare la sfida?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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