Social Media Research: intervista a Stefano Gallon

Social Media Research: intervista a Stefano Gallon

Stefano Gallon

Creatore del blog www.social-media-expert.net e del marchio myPressLab, con il quale offre dal 2009 servizi di consulenza web marketing per PMI e liberi professionisti. Lavora da sempre come freelance coniugando l’attività di consulente a quella di social media research, offrendo ai suoi lettore e ai suoi clienti aggiornamenti e strategie per vendere online.

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Oggi puntare sui social vuol dire fare una scelta precisa. I professionisti sanno bene cosa si nasconde dietro questo lavoro: interazione, ascolto, confronto con il pubblico. E tanta creatività. Devi metterti in gioco e capire che non basta essere a capo di un’azienda per conoscere il proprio pubblico.

Questo è il problema: spesso basta individuare gli strumenti per pensare di essere in grado di ottenere buoni risultati. Le aziende ragionano così: “Conosciamo i nostri clienti, sappiamo cosa vogliono, basta poco per gestire i social. Non serve una strategia”. Grande errore, sul serio. Tutte le aziende hanno bisogno dei social? Dipende, ma tutte le strategie ruotano intorno a un professionista. Proprio come Stefano Gallon di www.social-media-expert.net.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Stefano Gallon e il mio lavoro consiste nello spiegare alle PMI e ai liberi professionisti come aumentare visibilità, traffico e vendite online. Per adattarmi al mercato ho dovuto ampliare le mie conoscenze verso SEO, web design, grafica e campagne PPC. E per offrire un servizio di qualità mi tengo sempre aggiornato sul tema social media marketing.

Di etichette in questi anni ne ho ricevute tante – consulente web marketing, SEO expert, SEO manager, social media manager, e-commerce manager – ma se dovessi trovare una definizione personale sceglierei “social media research”.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Tutto è iniziato nel 2007. Lavorando come organizzatore di eventi mi sono chiesto: “Ma perché paghiamo così tanto l’ufficio stampa?”. Da lì ho iniziato ad interessarmi sempre di più alla comunicazione. Ho capito che il concetto di “Ufficio Stampa” era ormai superato, approdando in questo modo al social media marketing.

Dopo aver lasciato il mio lavoro, nel 2009, ho impiegato circa 6 mesi per progettare la mia nuova attività come consulente web marketing, che sfruttando i miei contatti sono riuscito ad avviare subito.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Meglio entrambe le cose. Lavorare come freelance permette più libertà e spesso guadagni maggiori, ma il lavoro in azienda permette di acquisire competenze che come freelance non sono possibili.

La soluzione adottata da molti esperti di marketing è quella di lavorare per un’azienda, in modo da avere uno stipendio sicuro, e di svolgere allo stesso tempo lavori come freelance. Se ci riesci, questa è la scelta migliore.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata inizia intorno alle 7,00 e dopo aver preso un cappuccino e un dolcetto a scelta, guardo il calendario per controllare gli impegni del giorno. Poi controllo le email, le visite del mio blog, le notifiche su Facebook, e infine inizio a volgere le attività che ho in programma.

Social o SEO: qual è la soluzione per un e-commerce?

Dipende. Se vendi un prodotto conosciuto e ricercato, come scarpe da uomo o felpe Adidas, la soluzione migliore è la SEO. Ma se vuoi vendere le camicie di lusso che cuci a mano, o le biciclette che costruisci nella tua officina, i social sono più efficaci.

Ad ogni modo si può parlare solo di rilevanza di un canale o di un altro per un determinato business. In una campagna web marketing sono importanti tutti i canali, anche se alcuni necessitano un budget maggiore.

L’inbound marketing funziona?

Sì, ma in Italia l’outbound riesce ancora a generare profitto. Il mio parere è lapidario: impostare la propria campagna web marketing ragionando in termini di “outbound” è una concezione a dir poco fallimentare. Una delle frasi che dico sempre ai miei clienti è: “Non devi rincorrere i tuoi contatti, ma devi farti trovare quando ti cercano”.

In un mondo in cui le persone hanno in tasca un computer, parlano con il loro orologio, navigano dal televisore e cercano qualsiasi cosa sul loro telefono, è impensabile ritenere che tecniche come la telefonata a freddo e il porta a porta non possano avere un futuro.

Native advertising e content marketing: quale rapporto?

Per rispondere a questa domanda posso portare l’esempio del mio blog, dove ho sviluppato una strategia di content marketing che mi permette di acquisire nuovi clienti. Grazie all’ottimizzazione SEO e ai contenuti riesco a generare traffico, ma grazie al native advertising riesco a generare conversioni.

Gli studi sull’eye tracking hanno dimostrato che le persone ignorano i banner pubblicitari presenti sul web, trattandoli come elementi di disturbo.

Per questo le call to action devono essere integrate nel testo e nel layout del sito: rendendole parte integrante del contenuto costringi il lettore a non ignorarle. Quindi native advertising e content marketing possono mettere su famiglia.

Perché un’azienda dovrebbe investire in un e-commerce?

Guardando a colossi come Amazon e Alibaba si capisce la direzione che sta prendendo il mondo. Ritengo l’e-commerce una conseguenza della tecnologia e della globalizzazione. Anche se nessuno ha la palla di vetro, è facile prevedere che i negozi diventeranno solo esposizioni di merce mentre l’acquisto avverrà solo online.

E-commerce non è solo vendita di prodotti, ma anche di servizi. Basta fare qualche ricerca su Google Keyword Planner per sapere quanto quello che vendiamo è cercato sul web. Grazie alla tecnologia siamo sempre connessi, per questo l’e-commerce è inevitabile.

Attenzione, però. Pensare che basti aprire un sito per vendere è sbagliato, perché senza uno staff competente e un budget adeguato non si può avere successo.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Quando mi contatta un’azienda che vuole vendere online, il problema che riscontro quasi sempre è che non hanno un sito professionale. Non posso cambiarvi la vita ma posso darvi una certezza: il sito è il centro del negozio.

Quando commissionate un sito assicuratevi che sia veloce, ottimizzato per il mobile e SEO Friendly, ma per prima cosa pensate ai contenuti come ad un regalo che dovete incartare, e alla grafica come il pacco.

Se dovete incartare un anello o un pianoforte la confezione sarà molto diversa no? Prima di fare un sito dovete scrivere i contenuti e progettarne la struttura, curate i vostri testi e assicuratevi di avere un web designer onesto e competente: il vostro business ne beneficerà.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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3 Comments

  1. Le esperienze vissute da altri finiscono sempre per arricchire la nostra!
    Grazie per aver condiviso quest’intervista.

    Reply
    • Ciao Samuele, grazie a te per aver lasciato il tuo apprezzamento. Cosa ti ha colpito di questa intervista?

      Reply
      • Ciao Riccardo,
        sicuramente la sincerità con cui è stato trattato l’argomento outbound marketing, neanche io capisco come possa essere ancora così attivo rispetto all’inbound.

        Reply

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