SEO copywriting in inglese: intervista ad Alessia Baldassarre

SEO copywriting in inglese: intervista ad Alessia Baldassarre

Alessia Baldassarre

Freelance copywriter, appassionata di giornalismo, comunicazione on line e Social media, specializzata in Seo Copywriting in italiano e inglese, collaboro da anni con testate giornalistiche, blog e portali online: mi immergo nelle loro dinamiche interne, comprendo il loro tone of voice e lo faccio mio, scrivendo articoli in cui amo far trasparire le mie passioni e i miei interessi.

Lavorare come SEO copywriting in inglese. Quante volte hai letto articoli dedicati alla buona scrittura online? Argomento decisivo perché oggi i contenuti sono sempre più importanti. E in quest’ottica la scrittura regna sovrana. Ma poi? Basta questo per avere successo online? No perché il content marketing è molto di più della semplice scrittura.

Ma è molto di più rispetto alla semplice scrittura in italiano. Spesso dimentichiamo che buona parte del pubblico interessato al prodotto o al servizio non è italiano. Ma presenta una lingua diversa, intercettabile con l’idioma anglosassone. Ecco perché è così importante lavorare con esperti di SEO copywriting in inglese come Alessia Baldassarre.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao, sono Alessia Baldassarre. Freelance copywriter, appassionata di giornalismo, di comunicazione e di web. Ci ho messo un po’ a capire cosa volessi fare da grande ed il percorso che mi ha portato oggi a collaborare con diverse testate giornalistiche, blog e portali on line non è stato così lineare.

Come molti giovani, dopo l’università, mi sono ritrovata con una laurea in tasca e con zero esperienze professionali. Mi sono chiesta quindi: cosa potrebbe rendermi felice? Sono partite quindi le mie esperienze lavorative: giornalismo, operatore museale, guida turistica, tour operator… Insomma ce ne ho messo di tempo ad approdare nel web, ma oggi posso dire che non poteva esserci scelta migliore!

Come hai scoperto il SEO Copywriting?

Ad un certo punto della mia vita mi sono resa conto che al centro delle mie esperienze c’era un fil rouge: la passione per la scrittura ma soprattutto per la comunicazione e per il dialogo con gli altri e il senso di grande soddisfazione che provo quando mi sento utile per chi mi sta di fronte, che sia questi un amico, un turista, un utente del web. Ho iniziato quindi a formarmi e specializzarmi in SEO copywriting in inglese e italiano. Ed eccomi qui, da alcuni anni a collaborare con blog e testate on line, in entrambe le lingue.

Cosa significa fare SEO copywriting in inglese?

Per me fare SEO copywriting, che sia in italiano o in inglese, significa offrire all’utente una risposta utile ai suoi problemi e alle sue ricerche, cercare di capire le domande ancora nascoste nella sua mente e darvi una risposta. Ovviamente tutto questo deve essere fatto nella lingua di chi è dall’altro lato della tastiera.

Che senso ha pensare in italiano se il pensiero di un inglese è totalmente diverso? Se la cultura di un americano è ancora un’altra cosa? In primo luogo bisogna avere un minimo di consapevolezza del background culturale di chi ti può leggere (e questo è un principio valido anche per il copywriting in italiano), cercando di capire i valori, gli interessi e quale può essere il tone of voice.

Poi possiamo passare a capire a quali contenuti possa essere interessato e quale può essere il giusto modo per intercettare le sue query di ricerca e quindi per far sì che le nostre parole intercettino le sue ricerche e offrano effettivamente una risposta utile ai suoi problemi. Ricordiamo che la regola n. 1 di un copy è “Mai scrivere per sé stesso, ma sempre per gli altri”. Quindi se la cultura e la lingua degli altri è diversa dalla nostra siamo noi che dobbiamo adattare il nostro linguaggio a loro e non viceversa…

Oggi il content marketing è prevalentemente scrittura?

La scrittura e i contenuti oggi sono e restano alla base del content marketing. Credo che la frase “Content is the king” abbia ancora il suo grande valore. Ma non è tutto. Oggi si può fare content marketing anche attraverso altri canali, le infografiche e i video ne sono un esempio. L’importante è sempre proporre un contenuto che attragga l’interesse degli utenti e li tenga “incollati” allo schermo. E questo non deve avvenire solo e soltanto con la scrittura.

La traduzione è un elemento decisivo per un sito web?

Questo ovviamente dipende dal target. Se il nostro target è o può diventare internazionale (penso ad esempio a un e-commerce o a un sito di turismo) ovviamente la traduzione è fondamentale. Ricollegandomi a quanto dicevo prima però la traduzione da sola non basta.

Un americano non penserà mai come noi, così come non lo farà un ebreo, un musulmano e un indiano: che senso ha tradurre in modo letterale la bellezza di un quadro sulla Trinità quando magari il nostro lettore non possiede il giusto background per capire di cosa stiamo parlando?

Quindi la soluzione è: traduzione sì ma sempre tenendo presente a chi ci rivolgiamo, quali sono i valori e la cultura di chi ci sta di fronte e soprattutto qual è il suo linguaggio, fatto di espressioni idiomatiche, modi di dire e costruzioni verbali con il quale si esprime. Altrimenti non ci capirà, si annoierà e rappresenterà un lead perso, perché non gli avremo offerto un servizio utile.

Fare blogging è importante per un’azienda?

La presenza sul web è diventata il futuro, ma anche il presente, di ogni attività. Se un’azienda non è presente sul web oggi, praticamente non esiste, se non per i suoi clienti di prossimità. Come fare a farsi trovare da chi non ci conosce? È l’era dell’inbound marketing, gli utenti non vogliono più essere interrotti dai messaggi pubblicitari ma vogliono essere attratti verso ciò che gli interessa.

Il blogging è il primo e fondamentale passo che un’azienda deve fare per intercettare nuovi clienti, a partire dalle ricerche e dalla possibilità di dare risposta ai loro bisogni. Fare blogging è importante anche ad un’azienda per comunicare i valori ai clienti potenziali e per fidelizzare quelli già acquisiti, per costruirsi una reputazione e per offrire contenuti e informazioni sempre fresche e attuali.

Molte realtà italiane aziendali tuttavia stentano ancora a capire l’importanza di questa attività per le loro aziende e, quando lo fanno, non hanno gli strumenti adatti a comprendere il valore del servizio che gli viene proposto per cui, nella scelta del professionista cui affidarsi, si lasciano guidare soprattutto da un’ottica di risparmio economico. Niente di più sbagliato in un’ottica di lungo periodo.

Lavoreresti come ghost writer?

Certo! Come dicevo non scrivo per me stessa, né per il mio autocompiacimento personale ma quando scrivo, nella mia mente prevale il pensiero di cosa possa pensare il mio lettore e come possa io rispondere alle sue domande con contenuti importanti e utili per lui. Certo, avere la propria firma sotto un pezzo è gratificante ma non è fondamentale. L’importante è avere dei lettori fidelizzati e offrire loro contenuti di qualità. Non importa più di tanto a nome di chi questi siano pubblicati.

È difficile tradurre un testo pensando alla SEO?

Le difficoltà sono legate soprattutto al capire quali sono le intenzioni di ricerca di chi ci sta di fronte e scrivere contenuti che non restino chiusi in una vetrina digitale in attesa degli eventi ma che siano capaci di farsi trovare dagli utenti. Questo è un po’ più difficile se parliamo di persone con una cultura e un modo di esprimersi diverso dal nostro.

Occorre quindi cercare di immergersi per quanto possibile in quella cultura, per cercare di capire quali sono i valori che il nostro potenziale utente condivide. Leggere fonti in lingua, come portali e magazine on line, da questo punto di vista può aiutare.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Non credo di essere tanto importante da poter cambiare la vita di qualcuno ma un consiglio voglio darlo: la vita che viviamo è una e abbiamo il dovere di utilizzarla per essere felici. Cerchiamo di svegliarci ogni giorno con questa domanda: “Sono felice?”, “Ciò che faccio è quello che realmente voglio fare?”.

Se la risposta è no, allora rimbocchiamoci le maniche, cerchiamo di non aver paura delle conseguenze delle nostre scelte ma crediamo in noi stessi ed evitiamo di restare schiavi delle nostre comode abitudini, se queste ci rendono infelici. Alla fine forse avremo qualche soldo in meno sul nostro conto bancario, ma ci resterà la soddisfazione di aver inseguito i nostri sogni e la nostra felicità. E questa credo sia la soddisfazione più grande di tutte.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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