4 idee per integrare retail tradizionale e digital experience

4 idee per integrare retail tradizionale e digital experience
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C’è questo problema: i negozi fisici accusano l’esperienza del digital marketing e in particolar modo della promozione ecommerce. Gli shop online vendono, funzionano e le persone vedono nei suoi vantaggi (prezzi bassi, velocità e disponibilità) una buona occasione per abbandonare la retail experience.

Vale a dire la possibilità di recarsi in un luogo per acquistare un bene. Perché dovrei farlo se su internet trovo lo stesso servizio a un prezzo inferiore? Magari non è questo il problema, è l’esperienza utente che si manifesta in modo diverso: lo vedo, mi piace e lo compro.

D’altro canto è facile dare tutte le colpe al prezzo più basso. Quello che manca alle attività fisiche, spesso, è l’esperienza utente che viene a mancare. Spedizioni rapide, presenza dei beni e assortimento possono fare la differenza e la consegna a domicilio è importante. Ma qual è la migliore retail experience?

Esiste qualcosa che può aiutare un imprenditore ad aumentare le vendite del proprio negozio? Difficile dirlo con certezza, ecco però una serie di consigli che dovresti prendere in considerazione.

Per approfondire: come pubblicizzare un e-commerce

Elevare l’inbound marketing

Uno dei grandi errori che i commercianti fanno quando si trovano di fronte i grandi player del commercio online (Amazon solo per fare un esempio): abbandonare il campo. Impossibile superare siti web del genere, basati su un investimento titanico. D’altro canto cosa puoi fare per migliorare?

Crea il tuo ecommerce, apri il tuo sito web e usa la strada dell’inbound marketing. Ovvero cerca di farti trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Le keyword più remunerative sono state occupate dai portali di vendita online con le cifre a sei zeri? Lavora sulla longtail keyword.

E poi sulle ricerche informazionali: se vendi scarpe da ginnastica non otterrai mai la prima posizione per “Adidas da uomo” ma puoi creare un blog aziendale per guadagnare delle posizioni su serp.

Ad esempio come pulire le scarpe da ginnastica. O cose del genere. Certo, un buon lavoro di content marketing ha i suoi costi ma sarà sempre più conveniente rispetto al confronto diretto con Amazon o altri grandi ecommerce. Senza dimenticare che un lavoro del genere unito al social media marketing ti dà la possibilità di creare un pubblico fedele da far tornare ogni volta sul tuo blog. E poi sul tuo sito web.

Non dimenticare gli influencer


Gli influencer sono degli ottimi connettori, degli elementi che riescono a collegare il mondo offline con quello online. Stiamo parlando di persone in carne e ossa che usano i social network e il blog per comunicare la propria esperienza reale con il pubblico. Si organizzano blog tour per spingere territori e hotel, si investe sull’influencer marketing per promuovere un brand. Perché non fai lo stesso con il tuo punto vendita. In questo caso, però, si parla sempre di interazione tra fisico e virtuale.

Questo lo vedremo nel prossimo paragrafo. Adesso mi chiederai come procedere giusto? Cosa fare, ad esempio, per organizzare una buona attività di influencer marketing su Instagram e connettere l’ecommerce con lo store? C’è il lavoro di blogger outreach, poi bisogna ideare una campagna con dei contenuti da promuovere sui canali degli influencer. Infine c’è l’analisi dati. Sì, può essere complicato tutto questo. Ecco perché ci sono delle agenzie specializzate.

Pensare a una strategia comune

Ok, il paragrafo precedente ti dà la possibilità, almeno in teoria, di bypassare una parte del problema. Ma ancora parliamo di pubblico che arriva sul sito e non entra nel negozio: quali speranze ci sono per la retail experience? Questo è lo step: non devi vedere le due realtà come separate. Al centro c’è l’utente.

Utente che può essere raggiunto da una strategia digitale locale e un’attività sul territorio, che è sempre legata al web. Da un lato hai il luogo fisico e dall’altro l’ecommerce. Come fare? Quali sono le soluzioni?

In primo luogo la rivoluzione è concettuale. Nel focus c’è l’utente, come sempre, e devi trasferire nelle quattro mura i vantaggi che le persone trovano nello shopping online. In primo luogo c’è la disponibilità: quando compro online ciò che voglio si trova sempre, e deve essere così offline.

 

Poi c’è la semplicità ad avere la meglio: pochi click e il mio acquisto arriva online. Anche la spesa. Il tuo supermercato ti permette di fare questo? In ogni caso e senza interruzione del servizio? La sfida è dura.

Ma dove non arrivano camerini e commessi c’è lo shop online che non è semplice appendice della presenza reale, ma un’entità che si fonde. E subentra per tamponare le mancanze oggettive della presenza reale, e viceversa. Perché Amazon vuole creare dei negozi senza casse, veloci e superiori?

Intercetta il momento della verità

Ci sono situazioni in cui puoi fare la differenza e puoi portare il cliente verso il tuo negozio fisico. Il modo migliore per farlo? Attraverso il Zero Moment of Truth: oggi l’individuo, grazie al mobile, può verificare subito la bontà e la convenienza del futuro acquisto. In un attimo vede il prodotto in vetrina e controlla le recensioni. O magari chiede informazioni sulla pagina. Che arrivano dopo 2 giorni, nel frattempo l’acquisto è stato già fatto su Amazon. Come risolvere questo dramma infinito?

Il chatbot può essere un’idea da prendere in considerazione per il tuo store. Si tratta di una realtà basata sull’intelligenza artificiale che interagisce con gli utenti immediatamente, senza bisogno di avere un individuo dall’altra parte del computer che risponde alle richieste.

Questa tecnologia basa le risposte su indicazioni stabilite a monte e impara dai suoi errori, almeno nelle versioni più raffinate. Può fare da customer care service, rispondere alle domande e proporre acquisti specifici.

 

Una tecnologia molto interessante basata sull’interazione tra negozio fisico e mobile è il Beacons. Questo dispositivo si trova vicino alla porta d’ingresso e appena la oltrepassi invia messaggi sullo smartphone proponendo sconti, informazioni e possibilità speciali per i clienti.

Possono esserci diversi Beacons nel negozio che ti guidano in una nuova esperienza d’acquisto, in questo modo l’esperienza tra mobile, sito e negozio è completa. Anche se ci sono scenari ipotetici ancora più affascinanti e futuristici, questo può essere una partenza per fare qualcosa di diverso e di efficace.

Per approfondire: il tuo sito è pronto per il content marketing?

Retail experience: la tua opinione

Questa idea di rivisitare la retail experience tradizionale per sfruttare una strategia digitale non è una semplice ipotesi. Si tratta di realtà, di concretezza. Abbandonare il campo non è facile ma bisogna spingere sull’esperienza reale dell’utente. Competere sul prezzo è impossibile, allora è giunta l’ora di unire digitale e negozio fisico. Sei d’accordo? Qual è la soluzione dal tuo punto di vista? Parliamone.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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