Come cambia il rapporto tra gli italiani e il mobile?

Come cambia il rapporto tra gli italiani e il mobile?

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C’è un punto che viene sempre preso come riferimento quando si parla di digital marketing: l’impatto del mobile sulle strategie di comunicazione. Oggi devi creare contenuti pensando all’uso che verrà fatto sullo smartphone, non sul desktop. O almeno non in prima battuta. Stesso discorso vale per ogni attività: dallo storytelling al native advertising, tutto ruota intorno al mobile.

Questa dinamica è così importante che non può essere lasciata all’improvvisazione, ci sono agenzie che lavorano solo sulle interazioni che nascono con un sito web visitato dallo smartphone o dal tablet. Anzi, a volte si parla di app e si supera il concetto di portale o di blog. Soprattutto se vuoi lavorare sul Zero Moment Of Truth.

Devi esserci sempre

Esatto, Zero Moment Of Truth. Il momento della verità che non puoi inserire in un punto preciso del processo d’acquisto.

Rappresenta il passaggio chiave: vuoi farti trovare dal tuo potenziale cliente in qualsiasi momento, quando sta per acquistare il prodotto o servizio e cerca disperatamente un feedback su Facebook per avere la certezza.

Prova a immaginare: passi davanti alla vetrina di un brand famoso, il negozio è chiuso ma tu vai su Facebook e lasci un messaggio privato.  Chi risponde? Magari un chatbot Messenger che in tempo reale dà le informazioni necessarie.

Tutto questo avviene in Italia, qui e ora. Ma come cambia il rapporto con tutto ciò che riguarda il mondo e la tecnologia mobile? Trovi tutte le informazioni necessarie nel rapporto di comScore “Internet in Italia – I Trend del 2017”, e ti assicuro che quello che ho trovato nei grafici è interessante.

Dal desktop al mobile

La situazione è questa: gli italiani abbandonano il desktop per connettersi dal mobile. In qualche caso solo da quest’ultima condizione. In molti casi, infatti, l’esperienza dal computer fisso viene abbandonata. O quasi mai conosciuta, per molti utenti l’idea di internet è associata allo smartphone.

Quindi aumentano gli italiani mobile only. Ma in che misura? Il grafico che trovi in basso può dare una risposta. Nel dicembre 2015 le persone che si connettevano a internet da postazione fissa superavano del 4% quelli che usavano il mobile, mentre nel 2016 la situazione si è invertita. E non di poco.

Dal desktop al mobile

Gli italiani puntano sul mobile.

Oggi c’è un 12% che lavora solo dallo smartphone. In proporzione è una cifra che supera gli Stati Uniti, dove la tendenza è simile ma le percentuali sono minori (si parla dell’1%). Chiaramente in termini assoluti i numeri sono maggiori, ma non è questo il punto. Piuttosto, come viene usato questo mobile?

I nomi che vincono in Italia

In Italia le app con la maggior penetrazione nei telefonini sono in mano a Facebook e Google e, come sottolinea questo passaggio de Il Sole 24 Ore, non stiamo parlando di piattaforme gratuite. O meglio, lo sono in un primo momento ma hanno introiti stratosferici. Che vengono spinti da meccanismi oscuri, non sempre favorevoli al buon equilibrio dell’informazione. Si va dove c’è il guadagno.

Facebook, Whatsapp, Youtube sono anche piattaforme editoriali. Come suggerisce il clamore legato alla caccia alle bufale sul web, all’interno di questi “mondi” tanto cari agli italiani vengono offerti contenuti con una gerarchia in parte determinata da algoritmi proprietari.  

Comunque, commentando questo grafico si nota la capacità delle aziende citate di diventare un riferimento nella vita mediatica delle persone. Interessante notare che l’ultimo posto di questa classifica è occupato da Microsoft, che detiene una buona percentuale desktop. Ma nulla in termini mobile.

Le app che vincono in Italia

Le property che hanno successo in Italia.

Amazon occupa un posto di rilievo e forse è il risultato più interessante. Qui non ci sono informazioni da leggere o amicizie. Non trovi email da controllare e documenti di lavoro da modificare. Qui ci sono solo acquisti. C’è solo ed esclusivamente fatturato che si trasforma in app sempre pronta.

Da leggere: Mobile marketing, come cambia il contenuto?

Quanto tempo si spende sul mobile

Tanto. La quantità di minuti spesa sui dispositivi mobile è decisiva. Secondo la ricerca di comScore, 2 minuti su 3 trascorsi su internet sono spesi su uno smartphone o su un tablet. Magari su uno smartwatch. Cosa sono questi? Semplici strumenti tecnologici? Protesi digitali? No, o almeno non solo. Qui le audience trascorrono la maggior parte del tempo disponibile.

Quanto tempo si spende sul mobile

Quanto tempo passiamo sul telefonino.

Del tempo dedicato al mondo online, ovvio. Però le risorse non sono infinite e noi facciamo delle scelte. Individuiamo cosa serve e cosa no, il nostro telefonino diventa una collezione di app ma ne usiamo poche. E solo per svolgere determinati compiti. Ad esempio cosa? Come e perché usiamo il mobile?

Come si muovono gli italiani

Ecco la domanda: gli italiani passano molto tempo sul mobile, ma come lo usano? Cosa fanno le persone con il telefonino? La risposta è semplice: social network e applicazioni di messaggistica. In Italia oltre la metà del tempo viene investito in questo modo, mentre USA e UK puntano all’intrattenimento.

Come si muovono gli italiani

Cosa fanno gli italiani con il mobile?

Cosa significa tutto questo per le altre app? Se il tempo speso è dedicato solo a Facebook, Messenger e WhatsApp c’è spazio per le altre realtà? No, la situazione è difficile per chi vuole competere in questo universo e vuole “rosicchiare” spazio e tempo. Come dicevo prima, le risorse sono limitate e le persone vogliono semplificare i processi.

Quindi non vogliono, di certo, nuove applicazioni che rubano tempo. In Italia solo il 32% dei possessori mobile scarica un’app al mese: pensaci la prossima volta che vuoi creare un’applicazione per i tuoi beni o servizi. Sarà così indispensabile? Sarà unica e utile?

Da leggere: Adlocking invade anche il mobile

Mobile in Italia: la tua opinione

Questi dati offrono uno spaccato della situazione nazionale e confermano tendenze che erano state anticipate: devi lavorare sul mobile e lo devi fare subito. Creando contenuti capaci di adeguarsi a una fruizione solo da smartphone: non devi solo usare un design responsive, capace di adattarsi. Devi pensare e investire in esperienze che nascono e si chiudono su un telefonino.

Come usano il mobile gli italiani? Come punto d’accesso per raggiungere poche piattaforme, un numero limitato di esperienze online. A differenza di ciò che accade in altre nazioni. Come indica Il Sole 24 Ore, circa il 60% del tempo totale viene investito su WhatsApp e Facebook, mentre le prime 10 applicazioni sul cellulare appartengono a Google o Facebook. Sei pronto per affrontare questo mondo? Secondo te questi dati sono utili per chi si occupa di web marketing? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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