Quanto vale una condivisione?

Quanto vale una condivisione?

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Molto.

Una condivisione ha un gran valore. Rappresenta il giudizio (tutto sommato) positivo nei confronti del tuo operato. Una condivisione (che sia fatta attraverso Facebook, Google Plus o Twitter non ha importanza in questa sede) racchiude una scelta interessata al tuo lavoro.

Al lavoro che hai svolto nel corso dei mesi, degli anni.

Sì perché la condivisione del contenuto non veicola solo l’articolo: condivide la tua idea, il tuo progetto, la tua visione. In un articolo non c’è solo il contenuto scritto, ma anche quello non scritto. E questo contenuto non nasce in un giorno o due, non si formano in poche ore.

Chi condivide il tuo post condivide (in linea di massima) il tuo modo di vedere un determinato argomento. Condivide un’idea, non solo una combinazione di consonanti e vocali.

La condivisione è arricchimento dell’altro, arricchimento di chi riceve. Ma è anche azione gradita da chi viene condiviso. Per questo dovrebbe essere ripagata con una parola gentile. Con un grazie. Sui social è facile, basta lasciare un commento.

Non sempre è possibile a causa del tempo: io a volte non riesco a ringraziare tutte le persone che condividono i miei post. Chi mi conosce, però, sa che sono grato a ogni singola persona che mi dedica attenzione. Perché conosco il vero valore di una condivisione.

Un valore che – da un punto di vista squisitamente tecnico – si divide in due rami distinti e separati: la diffusione del contenuto che hai creato e quella del tuo nome, del tuo brand.

La diffusione del contenuto è fine a sé stessa: permette al link di farsi cliccare e al messaggio di farsi leggere. La condivisione del contenuti agevola il contenuto stesso. Hai pubblicato un articolo o una frase virale? Migliaia di persone leggeranno, commenteranno, troveranno qualcosa di utile nelle tue parole. Magari anche lo spunto per criticarti.

Ma nello share del contenuto si crea anche un altro valore: la diffusione del nome.

Quando ripubblichi qualcosa su Facebook (ma anche su Twitter e G+) si muove anche il nome di chi ha creato il contenuto. Da questo punto si sviluppa una riflessione interessante: è utile pubblicare status senza link, senza collegamento diretto al sito? Certo: può comunque dare un contributo positivo al tuo brand.

Ecco la parola magica: il brand. Il vero valore della condivisione, almeno secondo il mio punto di vista, è diretto al tuo brand. Al tuo nome o a quello della tua azienda. I click al link che hai condiviso sono utili, sono preziosi.

Ma il vero valore della condivisione si trova nella diffusione positiva del tuo nome circondato da un sentiment positivo. La condivisione è valore donato al prossimo, ma è anche interazione. Un’interazione che può fare da base a rapporti stabili, virtuosi e soprattutto fruttuoso in termini professionali.

Contenuti utili, branding e interazioni di valore. Questo trittico – secondo me – racchiude la magia di una buona condivisione. La tua opinione, invece, qual è?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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