Quando l’usato diventa digitale: intervista ad Alessandro Giuliani

Quando l’usato diventa digitale: intervista ad Alessandro Giuliani

Alessandro Giuliani

La sua preparazione deriva dalla «University of Sidewalk Street», l'università della strada, fatta di errori, di tentativi, di esigenze vissute, di cadute alle quali è seguita sempre la caparbietà nel rialzarsi per perseguire i propri obiettivi. Fondatore e, da 27 anni, alla guida di Leotron, società leader nell’usato in Italia, proprietaria dei marchi Mercatopoli e Baby Bazar e produttrice di uno specifico software per la gestione dei negozi dell’usato, con oltre 700 licenze installate..

[Total: 0 Average: 0]

In questo blog diamo visibilità alle opinioni delle eccellenze digitali, ed è per questo che intervistiamo professionisti di ogni settore. Proprio la settimana scorsa abbiamo fatto qualche domanda a Nicoletta Polliotto, a Domenico Puzone e a Emanuele Vaccari, ovvero professionisti del web: gente che aiuta gli imprenditori a lavorare nel modo migliore.

Oggi l’attenzione è per un imprenditore che ha creato un business offline sfruttando la forza del web. Sfruttando le connessioni online, la rete, le relazioni virtuose. Oggi l’intervista è per Alessandro Giuliani di Leotron.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Eccomi, il mio nome è Alessandro Giuliani, direttore generale di Leotron, una società nata quasi 27 anni fa. Nella mia azienda ricopro vari incarichi soprattutto nei settori del marketing, dei social network, della formazione e dell’organizzazione.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Avevo poco più di vent’anni, lavoravo da pochi mesi in una software house (l’informatica era la mia passione, in tempi dove non esisteva Windows e nemmeno internet) e ricevetti un’offerta da un cliente per iniziare insieme a lui un’attività. La passione e l’incoscienza mi hanno convinto subito che quella fosse la strada per me.

Come inizia la tua giornata?

Sveglia alle 6:00, una decina di minuti di meditazione e metto sul fuoco la moka. Amo quell’oretta tutta per me dove le mie ragazze si preparano per la scuola, e io posso leggere un po’ di mail, aggiornare Podio e controllare i social network.

Prima in azienda e poi imprenditore?

Pochi mesi in azienda e poi imprenditore. In realtà la mia passione, già dalle superiori, mi aveva permesso di trascorrere un anno al Nucleo Elaborazione Dati della Brigata Alpina Julia che è stata un’ottima scuola.

Da questa esperienza ho capito l’importanza di mettere il cuore nelle cose che fai: è proprio la passione il motivo per cui sono stato scelto per questo incarico, e grazie a questa esperienza posso ritenermi uno dei pochi ai quali il servizio militare ha dato uno sbocco professionale.

Il digitale ha influenzato il tuo modo di fare business?

La crescita della mia azienda ha avuto un’importante accelerazione quando ho cambiato il modo di fare marketing. Ho capito che non sei tu che devi andare a cercare i clienti, ma che devi renderti appetibile in modo che siano i clienti che ti contattano. Per farlo devi partire dallo scegliere una nicchia di mercato, condividendo tutto quello che sai e approfondendo continuamente le tematiche.

Fu Robin Good, alcuni anni fa, a farmi decidere di scrivere una guida dove pubblicai tutte le informazioni per aprire un negozio dell’usato e dove approfondii sia gli aspetti burocratici che quelli operativi.

La guida fu un successo: disponibile gratuitamente sul mio sito, in pochi anni è stata scaricata decine di migliaia di volte. In pratica, con il duro lavoro diventi uno specialista della tua nicchia e quindi ti trovi ad essere autorevole.

Quali novità ha portato il digitale?

La mia azienda si occupa di aprire negozi dell’usato fisici, con i marchi Mercatopoli o Baby Bazar e con il nostro software J2K. Uno dei motivi del successo, nostro e dei negozi con il nostro marchio, è stato quello di aver saputo sfruttare tutte le opportunità offerte dall’on-line per poter supportare, soprattuto a livello di comunicazione, un’attività che è nata per essere off-line.

Puntiamo sui social network (prevalentemente Facebook) con supporto costante per i titolari dei negozi e budget in Ads. Anche Google Adwords è determinante, soprattutto in alcune zone d’Italia. Poi Youtube – siamo stati la prima azienda che ha girato una sit-com in un negozio dell’usato (#gentedimercatopoli) – e ovviamente il lavoro di contenutistica e di posizionamento dei nostri siti. Investiamo anche nell’ e-mail marketing sul quale stiamo destinando ulteriori risorse proprio in questi giorni.

Qual è la tua strategia di comunicazione?

Per trovare nuovi clienti che aprano con noi, utilizzo un blog personale per creare dei contenuti di valore, fidelizzo l’interessato (a me e al mio sito) seguendo la logica del personal branding. Attraverso l’e-mail marketing, gli faccio percepire autorevolezza, con estrema coerenza. Sarà poi il potenziale cliente a fare il primo passo, quando sarà pronto. Potrebbero passare anche degli anni, ma il risultato è assicurato.

Per i punti vendita invece è importante creare una community con dei valori ben precisi con i quali il “consumatore” si possa identificare. Non importa quale sia il media che si utilizza, anzi la distribuzione del messaggio è diversificata, più è efficace. La chiave di successo è la coerenza. Ovviamente i giochi oggi si fanno soprattutto on-line e lì è necessario essere soprattutto veloci e sempre sul pezzo.

L’economia digitale può aiutare i nostri imprenditori?

Sicuramente sì, ma prima di puntare all’economia digitale è necessario che gli imprenditori di oggi, in particolar modo di PMI, si formino per capire di cosa si parla. Troppo spesso gli imprenditori, pur capendo che l’economia digitale è importante, hanno le idee confuse e pensano che un consulente (però non troppo costoso) possa essere la panacea dei loro mali.

A questi imprenditori consiglio di imparare, di aprire un blog personale e di posizionarlo su Google, di promuoverlo nei social network. D’altronde uno dei valori determinanti per il successo di una qualsiasi impresa è quello di mettersi in gioco, no?

La tua azienda fra 10 anni?

Sono consapevole che le sfide che mi aspettano saranno sempre più impegnative, soprattutto in un mercato mutevole e iper-competitivo come è quello di oggi. Ho comunque degli obiettivi molto ambizioni che mi porteranno a provare a sviluppare il mio business anche fuori dal mercato italiano.

Oggi la globalizzazione è una realtà consolidata e penso sia indispensabile, per ogni imprenditore, guardare anche al di fuori dei confini nazionali. Quindi lavorerò sodo perché la mia azienda, da qui a 10 anni, sia presente, oltre che in Italia anche in altri 3 stati europei.

Un consiglio ai futuri imprenditori digitali?

Il mio consiglio è quello di puntare sulla formazione. E non solo su quella digitale. Comunicazione, vendita, negoziazione e marketing: sono le aree nelle quali un imprenditore di oggi, di qualsiasi settore, deve investire. Il mercato di oggi è difficile e, come dice un amico formatore, o ti formi o ti fermi.

Personalmente, dopo quasi 27 anni di attività imprenditoriale, pianifico almeno una giornata formativa ogni due mesi. È anche un modo piacevole per uscire dalla propria area di comfort.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

More PostsWebsite

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInPinterestGoogle Plus

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *