Puntiamo sui contenuti: intervista a Mario Romanelli

Puntiamo sui contenuti: intervista a Mario Romanelli

Mario Romanelli

Mario Romanelli si occupa di Emerging Media e innovazione. Appassionato di tecnologia e delle dinamiche di comunicazione collegate all'innovazione, investe le sue risorse nel progetto Amplr. Il suo sogno? Scrivere un libro dedicato alle evoluzioni della rete e alle dinamiche 2.0 trasferite alla vita di tutti i giorni.

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Una cosa è chiara: il web ha bisogno di contenuti. Ma non di contenuti qualsiasi, non puoi accontentarti di contenuti mediocri. La concorrenza è alta, le aspettative anche: devi dare il massimo. E non solo per quanto concerne la scrittura: anche le immagini e i video fanno parte di questa alchimia.

Oggi c’è un gran bisogno di gente che sappia lavorare con i contenuti, che conosca la direzione da seguire per trovare e condividere i migliori contenuti del web. Ecco perché oggi abbiamo intervistato Mario Romanelli.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono un appassionato di Emerging Media e Innovazione, mi occupo dal 1996 di comunicazione digitale con la realizzazione dei primi siti web, poi mi sono dedicato alle nuove forme di costruzione di contenuti per la rete.

Oggi mi occupo di Content Marketing attraverso il progetto Amplr, con cui vogliamo fornire un supporto agli autori e alle aziende che vogliono ottenere il massimo dai propri contenuti.

Come hai iniziato a lavorare nel settore web marketing?

Nel 1996 ho iniziato a seguire il fenomeno internet, questa rete che permetteva di comunicare con rapidità con tante persone. Poi non ho mai smesso di studiare i nuovi media e le nuove possibilità per fare marketing digitale.

Meglio Freelance o agenzia?

Non sono per forza contrapposti, almeno per il cliente finale. Ci sono ruoli in cui è utile poter contare su risorse dinamiche e con competenze diverse, che solo un freelance può garantire.

Mentre per la capacità di seguire un progetto, l’agenzia, offre maggior stabilità e può soprattutto per periodi più lunghi essere preferita dal cliente.

Per quanto mi riguarda non ci sono grandi differenze, credo che sia necessario svolgere il proprio lavoro con serietà e con passione in entrambe i casi.

I contenuti sono importanti per le aziende?

Per chi come me si occupa di Content Marketing, la risposta è abbastanza scontata. Certo sono fondamentali. E sono importanti per molte attività aziendali, non solo per quelle di comunicazione tradizionale.

Comunicazione interna, con la propria rete di vendita, fino ad arrivare al cliente finale tutte occasioni dove avere dei buoni contenuti è l’unica possibilità per poter raggiungere i risultati sperati.

Come si integra il content strategist con il SMM e la SEO?

E’ necessario che si integri, perché il SMM e il SEO sono solo alcuni aspetti della strategia digitale, che per forza deve essere centrata sui contenuti. Tutti i canali dovrebbero avere una convergenza strategica e essere orientati allo stesso obiettivo.

Native advertising e branded content mettono in pericolo l’autenticità di internet?

No, sono altre le cose che hanno messo a rischio l’autenticità. La nascita di contenuti, ben fatti, non può alterare lo spirito della rete.

In particolare le aziende devono capire che con queste nuove “tecniche” possono offrire ai loro clienti o potenziale clienti contenuti che siano utili e appetibili.

Per l’utente c’è la possibilità di ricevere informazioni in un formato più gradevole e meno invadente del normale advertising.

Le aziende italiane sono pronte al native advertising?

Credo più importante che lo siano le agenzie e i consulenti italiani, coloro che possono stimolare l’azienda ad affrontare percorsi più consapevoli per promuoversi attraverso i contenuti.

Tra le questioni più rilevanti c’è sicuramente la necessità di avere un proprio canale proprietario, un proprio contenitore che sia in grado di raccogliere tutte le informazioni e i contenuti che vengono prodotti.

Per questo con Amplr abbiamo creato questa partnership con Uberflip per introdurre in Italia un tool che supporti questa visione e che offra la possibilità di avere un unico url dove raccogliere i contenuti generati per i tanti canali che le aziende attivano.

A proposito ma Amplr perché nasce?

Nasce perché le aziende ed agenzie di comunicazione hanno sempre più bisogno di identificare autori competenti e capaci per lo sviluppo dei numerosi progetti di comunicazione che devono gestire durante l’anno.

Abbiamo creato Amplr anche perché i contenuti sono ancora percepiti come un costo e non come asset dei progetti di comunicazione digitale, perché tale approccio sta per cambiare e le aziende più innovative lo hanno già capito.

Il nostro primo obiettivo è quello di creare uno spazio aperto in cui autori ed aziende possano incontrarsi (ed anche confrontarsi) per dar vita a progetti editoriali di ampio respiro.

Il progetto più importante per te?

I progetti sono tutti importanti, lo dico anche perché in questo periodo sto seguendo tre splendidi progetti in ambiti diversi e non vorrei fare torto a nessuno. Anche se lo sviluppo di Amplr è sicuramente un obiettivo importante.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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