Pubblicità sul web: copre il 26,5% degli investimenti

Pubblicità sul web: copre il 26,5% degli investimenti
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Sai qual è il cuore della tua attività? La pubblicità. Certo, ci sono mille dettagli da curare e da ottimizzare. C’è la produzione, c’è il customer care, c’è l’ottimizzazione dei processi decisionali. E il miglioramento degli ingranaggi burocratici.

Tutto questo è vero se sei un’azienda, ma anche un libero professionista.

Con delle differenze importanti, ovvio, ma anche delle similitudini. Una di queste è proprio l’importanza della pubblicità, l’anima del commercio. O, meglio ancora, quella scintilla che permette alle aziende di risollevarsi nei momenti di difficoltà e di superare i concorrenti anche quando tutto sembra andare per il meglio.

Perché questo è il grande miracolo della pubblicità: quando è fatta bene ti aiuta sempre, in qualsiasi situazione. Quando devi sconfiggere la crisi, quando devi vincere un testa a testa, quando devi riposizionare il tuo brand, quando devi fare in modo che le persone si ricordino di te per determinati valori.

Ma dove investono le aziende italiane?

Bella domanda. Investono in pubblicità cartacea? Televisione? Sono ancora legate ai vecchi canoni pubblicitari? La connessione con il passato c’è e si vede: le aziende italiane hanno bisogno dei mass media. Ma la tendenza nei confronti della pubblicità su internet è positiva. Più che positiva dal mio punto di vista.

Pubblicità sul web: copre il 26,5% degli investimenti

Il comunicato stampa del Gruppo Nielsen parla chiaro: nel 2015 la raccolta pubblicitaria sul web toccherà i due miliardi di euro. Anzi, supererà questa soglia con 2,1 miliardi. E coprirà il 26,5% degli investimenti nel settore pubblicitario.

Numeri interessanti, numeri raccolti grazie a una survey che ha interrogato un campione rappresentativo di 800 aziende. Il confronto con il 2014? In che misura il web ha contribuito ad aumentare gli investimenti pubblicitari? La crescita supera le aspettative:

“L’incremento di 1,7 punti percentuali del totale degli investimenti rispetto al 2014 (era 24,8%) sarà tra i fattori di traino verso una chiusura a +1,5% (7,9 miliardi rispetto ai 7,8 dello scorso anno) e del solo web a +8,4%”.

Rispetto all’anno precedente, quindi, le attese sono positive. Soprattutto per il web. C’è un aumento di otto punti percentuali, e questi dati raccontano una costante attenzione delle aziende nei confronti di nuovi canali per promuovere la propria attività attraverso il digital.

Da leggere: la fiducia è tutto per chi fa native advertising.

Dove investono le aziende?

La maggior parte dell’investimento digital advertising viene risucchiato da canali convenzionali: display (soprattutto banner) e advertising sui motori di ricerca, anche se questi settori mostrano una leggera flessione nel 2015 rispetto al 2014.

Pubblicità sul web: copre il 26,5% degli investimenti

Chi trae vantaggio da questa variazione? Video e social advertising che dovrebbero raggiungere 17% e 11% di quota sul totale degli investimenti in termini di pubblicità online. Quindi, sempre secondo le stime del Nielsen Group, video e social advertising registrano incrementi del +16% e +46% rispetto all’anno precedente.

E il mobile?

Ecco, il mobile mantiene fede alle aspettative. La penetrazione di smartphone e tablet procede, le persone continuano a scegliere il mobile per navigare. Ecco una panoramica offerta da We Are Social che sintetizza popolazione totale, connessioni a internet, utenti attivi sui sociale connessioni mobile e account social mobile attivi.

I dati riguardano il gennaio 2015 e raccolgono elementi utili per muovere una riflessione. In Italia il mercato mobile è in piena espansione, ed è sempre di più utilizzato per creare relazioni attraverso i social network. Non a caso un settore che ha visto maggiori investimenti nel 2015. Aumentano le connessioni, aumentano gli account social, aumenta l’investimento anche nel settore social advertising. Anche le dichiarazioni di Alberto Dal Sasso, AIS Business Director di Nielsen, sono interessanti:

“Dalla survey emerge che una quota di circa ¼ degli investimenti è destinata al mobile: si tratta di un dato interessante se letto in relazione al fatto che circa la metà delle aziende intervistate dichiara di aver sviluppato una app per il proprio business. Senza dimenticare gli ampi margini di crescita dell’innovativo programmatic buying”

Creare un’app per la propria azienda, per spingere il proprio business. Magari per intercettare quella corrente del content marketing che ti suggerisce di essere presente ogni giorno sul dispositivo del potenziale cliente per suggerire contenuti di qualità, e non semplici spot.

Un’applicazione per misurare il tempo di cottura della pasta, ad esempio: è semplice pubblicità? No, offre un servizio utile. E al tempo stesso, permette al brand di entrare nella vita quotidiana del potenziale cliente.

Per approfondire: cosa vuol dire inbound marketing per un’azienda.

Cosa fa la tua azienda?

Questi sono i dati registrati dal Nielsen Group, e i numeri danno speranza a un settore che continua a crescere e a generare utili. L’economia digitale ha ancora tanta strada da fare – e in parte la colpa è di una banda larga che ancora non vuole decollare – ma i numeri incoraggiano. La tua azienda, ad esempio, sta investendo nella pubblicità digitale? Come? In quale settore?

Racconta la tua esperienza nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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