Professione beauty blogger: intervista a Carlotta Stacchini

Professione beauty blogger: intervista a Carlotta Stacchini

Carlotta Stacchini

Blogger e copywriter, cerco la bellezza ovunque. Parlo alle donne, spiego come scegliere i migliori trattamenti e prodotti cosmetici presenti sul mercato, basandomi sulle esigenze e i bisogni reali delle persone. Il mio obiettivo? Andare oltre le etichette e i nomi blasonati per scovare le migliori eccellenze cosmetiche. Un prodotto di bellezza regala un sogno, io racconto quel sogno.

Oggi è difficile individuare un settore nel quale il blogging non ha conquistato una posizione di rilievo. Nel B2C è praticamente impossibile trovare una nicchia libera, e questo si traduce in estrema difficoltà per chi vuole conquistare un posto di rilievo. E guadagnare con la propria attività di web writing. D’altro canto la concorrenza porta impegno e crescita.

Lo sa bene chi si dedica ai settori come quello del beauty blogging. C’è un mondo dietro a questa specializzazione, ci sono persone che si elevano e cercano di proporre un servizio di qualità per aiutare chi cerca consigli, idee e soluzioni. Obiettivo? Trasformare la propria passione in un lavoro? Ed è proprio questa la strada segnata da Carlotta Stacchini.

Ciao, ci presentiamo?

Sono Carlotta Stacchini e mi occupo di beauty blogging. Avete in mente tutte quelle recensioni che aiutano le consumatrici a capire se un determinato prodotto di bellezza può fare al caso loro?

Presente, eccomi qui! Ogni mese provo decine e decine di prodotti e trattamenti cosmetici per scrivere opinioni dettagliate. Questo perché voglio aiutare le mie lettrici a farsi un’idea nell’ampio panorama della cosmesi e, più in generale, della bellezza a 360°.

Per me la cosmesi non è solo make up. Ho un approccio curioso al mondo del beauty e non mi limito ai grandi marchi conosciuti da tutti ma amo esplorare, scovare le novità.
 Grazie a questa impostazione aiuto nuovi brand – giovani e ancora poco conosciuti – ad avere una finestra più ampia sul mondo.

Come catturare la tua attenzione?

Non sempre con il nome del marchio, quanto con la qualità. Nella bellezza, come in tutti i settori, conta il risultato più che le promesse. 
In 7 anni di beauty blogging posso dire di averlo assodato.

Cosa significa per te fare blogging?

Se lo dovessi dire in modo semplice, significa poter aiutare qualcuno che ha una domanda a trovare una risposta.
 Già nella scelta del nome del mio blog ho cercato di riportare questo concetto.

Cerco di distinguermi facendo un vero lavoro di approfondimento per ogni prodotto che decido di inserire all’interno della mia vetrina, perché credo fermamente che fare beauty blogging non possa ridursi a un mero copia incolla dell’etichetta del flacone!

Attraverso il blogging riesco a dare consigli ad un pubblico molto ampio, che negli anni si è fidelizzato e sa che può fare affidamento sulle mie opinioni. Fare blogging significa anche avere la straordinaria opportunità di poter approfondire e conoscere il “dietro le quinte” di ciò che arriva sugli espositori delle profumerie o degli istituti di bellezza, poterlo raccontare e spiegare.

Come amo dire spesso, non bisogna mai confondere l’argomento frivolo e leggero offerto dalla bellezza con il lavoro che viene fatto per poter realizzare quel risultato.
 Parlare seriamente e con cognizione di causa di cose frivole è difficile, perché il rischio della banalità è sempre dietro l’angolo.

La scrittura online è decisiva per l’azienda?

Nella mia attività scrivo anche per altri blog di settore, aziendali o magazine on line dedicati al mondo della bellezza e del benessere. Perché le aziende decidono di investire in uno strumento come il blog? Perché funziona e nel lungo periodo, se il lavoro ha una visione d’insieme e un progetto di ampio respiro, il ritorno c’è ed è altissimo.

Le persone ti seguono, si appassionano al tuo timbro, al tuo modo di affrontare gli argomenti e ti riconoscono, esattamente come succede con le voci nel mondo reale. Se riscontrano sincerità si affidano e seguono i consigli, i tuoi suggerimenti. 
Il potenziale per le aziende produttrici è dunque elevato.

Da questo quadro emerge come la scrittura on line possa essere decisiva, ma è un’attività da pianificare con attenzione e non soltanto perché comporta un investimento economico. 
Ogni blogger ha il suo pubblico, il suo stile, un segmento di mercato che gli appartiene, che è coerente con ciò che fa.

Scegliere i blogger senza valutare attentamente, a priori, la loro attività potrebbe trasformarsi in un autogol.
 Il pubblico potrebbe non percepire più come onesto il lavoro svolto e sia il brand che il blogger potrebbero perdere di credibilità. Nell’epoca dei social e dell’iper connessione nessuno può permetterselo, neppure i grandi big del mercato.

Blogging e inbound marketing: la soluzione per conquistare il web?

La mia esperienza: l’inbound marketing ha la grande potenzialità di avvicinare il consumatore in un modo completamente nuovo e diverso, indiretto. 
Siamo passati dal marketing autoreferenziale che gridava: “Compra il mio prodotto, sono il migliore!” a un approccio orientato al consumatore.

Le persone amano ascoltare esperienze, storie, pareri, opinioni. Lavorando con le recensioni ne so qualcosa.
 Questo contenuto, quando è fatto bene e risponde alle domande degli utenti, è in grado di attirare i potenziali clienti grazie all’esperienza di chi ha vissuto quella situazione.

Nel settore della bellezza ha una gran potenzialità, e molte aziende stanno imparando ad usarle al meglio per vendere i propri prodotti. Affidando un progetto che punta all’inbound marketing a blogger autorevoli si potranno realizzare contenuti specifici per la promozione indiretta.

Non è più l’azienda a gridare ai quattro venti che vende cose migliori, ma il cliente che la troverà grazie alla descrizione delle esperienze qualificate dei blogger. Che sono capaci di raccontare qualcosa che vada oltre i pochi dati solitamente presenti nelle pubblicità tradizionali.

Si può fare storytelling con il web writing?

Non è una scelta, si deve fare. Senza lo storytelling il rischio è quello che descrivevo poco sopra e che cerco di scongiurare in tutto ciò che scrivo: fare lavoro di mera trascrizione dei dati.

Lo storytelling è un mezzo potente, che serve per suscitare in chi legge un’emozione, un ricordo, un’associazione di idee.
 Il nostro mondo vive un momento di overload, di sovra-informazione. Per emergere non basta buttare nozioni ma è importante supportarle con il contenuto.

Creare dei contesti che esulino dall’obiettivo finale può sembrare, a un occhio inesperto, un percorso inutile ma serve per raggiungere meglio il risultato della conversione. Le persone si ricordano di te se hai qualcosa di originale da dire, e se riesci a suscitare emozioni. Lo storytelling è lo strumento.

Lavoreresti come ghost writer?

Nella vita mai dire mai ma non è una prospettiva per me allettante. Io voglio mettere la faccia ed espormi, prendendomi la responsabilità di ciò che dico. E, perché no, qualche critica se necessario.

Ho bisogno di esprimermi al massimo. Per farlo devo scrivere con il mio nome. Naturalmente ci sono molti progetti interessanti in ghost writing, dipende dal caso specifico e dalle valutazioni del momento ma preferisco poter mettere la mia firma.

Perché investire sul content marketing?

Non voglio dare la risposta più ovvia, ossia perché devi farlo per forza. 
Nonostante tutto quello che si potrebbe dire di positivo sul content marketing, e sulla sua importanza nell’ambito di una strategia comunicativa completa, credo che un’azienda debba fare determinate scelte quando necessarie.

La domanda per come la vedo potrebbe essere: “Perché un’azienda dovrebbe valutare se puntare sul content marketing?” e questo dipende molto dal servizio che offre, dai prodotti che vende e dal target cui si riferisce. Io lavoro in un settore che si presta moltissimo a questa modalità di marketing, perché le esperienze, le aspettative e le sensazioni che regala un cosmetico si possono raccontare in tanti modi.

Puntare sul content marketing significa uscire dalle logiche del paginone centrale delle riviste e vestire di parole ciò che si vende. Il contenuto deve essere vero, sentito, strutturato e studiato.

Le aziende che decidono di puntare e investire in questo mezzo devono essere pronte a mettersi in gioco. E fare un lavoro di analisi insieme al professionista che andrà a sviluppare i contenuti.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Insisti! Vale per le aziende che decidono di intraprendere un percorso di content marketing per la propria attività e che dopo pochi mesi si scoraggiano se non vedono i risultati immaginati.

Vale per i professionisti, che iniziano con tanto entusiasmo – spesso sviluppando una passione personale – e si arrendono alle prime difficoltà se i numeri non sono quelli sperati.

La qualità è faticosa, lenta, richiede tante energie e una continua propensione al cambiamento, all’aggiustamento di ciò che prima funzionava e ora non funziona più. Ma paga, sempre. Basta avere pazienza, essere tenaci, attenti. E non mollare.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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