Perché pubblicare un libro oggi?

Perché pubblicare un libro oggi?

Come cambia l’editoria tradizionale nell’era digitale? Cosa vuol dire pubblicare un libro nell’era del blogging e social web? Nuove opportunità per gli editori di scovare talenti, ma qual è lo scenario e il valore aggiunto per gli autori?Domande alle quali proviamo a dare risposta, soprattutto grazie all’esperienza diretta di Riccardo Esposito che ha recentemente pubblicato “Fare Blogging”.

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Un tempo la pubblicazione di un libro era dedicata a una piccola cerchia di privilegiati: giornalisti, professori universitari, romanzieri, nomi famosi della narrativa e della critica. C’era chi leggeva e chi scriveva, il confine era ben definito.

La globalizzazione, però, ha mescolato le carte in tavola. L’abbattimento dei costi di produzione e le nuove tecnologie digitali hanno dato man forte a un processo di ampliamento delle pubblicazioni. Il risultato? Oggi gli ostacoli da superare per pubblicare un libro non sono paragonabili a quelli che un giovane autore doveva superare dieci anni fa.

Anzi, le nuove tecnologie digitali e il social web ha permesso agli editori di esplorare nuovi scenari e di assoldare scrittori emergenti che avevano come unica forma di espressione il blog. Questo non vuol dire che è diventato semplice entrare in contatto con le case editrici, anche perché il profilo delle opere rimane alto per non perdere lettori e credibilità: ci sono solo canali diversi, nuove opportunità.

Ma se gli editori hanno delle possibilità in più grazie al social web, qual è lo scenario per gli autori? Cosa vuol dire, in altre parole, pubblicare un libro nell’era del social web? Domanda interessante, soprattutto se la pubblicazione è legata all’esperienza professionale di chi scrive.

Cosa è un libro?

Partiamo da questo punto: cosa è un libro? Cosa è realmente un libro per chi lavora in un settore ben preciso e ha deciso di mettere su carta le proprie conoscenze?

La risposta può sembrare semplice, immediata: una fonte di guadagno. In realtà il libro ti permette di guadagnare in modo diretto. Ma c’è un problema: questo guadagno – nella maggior parte dei casi – non è minimamente paragonabile al lavoro svolto per confezionare l’opera.

Pensa al tempo necessario per pianificare i contenuti, per scrivere, per rileggere, per decidere l’impaginazione e la copertina insieme ai grafici, per rileggere ancora, per cambiare quel capitolo che nel frattempo non è più aggiornato, per rileggere un’ultima volta… Vale quella piccola percentuale?

Dipende. Per molti può essere accettabile, personalmente io guardo oltre. Il guadagno diretto è sicuramente una cosa buona e giusta, ed è bene definire tutti i dettagli attraverso un contratto ben articolato, preciso, chiaro dall’inizio alla fine. Ma il vero guadagno, oggi, arriva dalle porte che può aprire il libro.

Un vecchio media nel web 2.0

In uno scenario caratterizzato da una comunicazione rapida e condivisa (sempre più social) il libro occupa ancora un ruolo importante. Nella sua funzione digitale, certo: ormai è difficile pensare solo in termini cartacei, il pubblico si è adattato all’immediatezza del digitale.

Lo vedi su Amazon, lo compri e lo leggi: zero attese, zero spese inutili. All’interno di questo scenario, uno scenario fatto di clienti sempre alla ricerca di nuovi titoli da inserire sul proprio Kindle, si inseriscono gli editori che sfruttano la pubblicazione del libro come una leva per ottenere risultati diversi.

Il libro segue le orme del blog e diventa fonte di guadagno indiretta. Perché attraverso un libro di successo puoi costruire la tua autorevolezza, puoi fare in modo che le persone associno al tuo nome dei valori professionali ben precisi, e puoi trasformare tutto questo in nuovi contratti di lavoro. Ovviamente ci sono delle condizioni ben precise.

Trasformare il libro in lavoro

In primo luogo devi pubblicare un lavoro degno di nota. Un libro scadente non è un buon biglietto da visita, anzi può portare a risultati completamente opposti a quelli che ti aspettavi. Devi curare ogni dettaglio, ma soprattutto devi stendere un filo diretto tra la tua professione e l’argomento del blog.

Poi c’è il punto relativo alla pubblicità: un buon lavoro che rimane all’oscuro resta un privilegio per pochi. Gli editori hanno delle risorse, ma tu devi fare di più: non basta pubblicare foto e link su Facebook, devi creare un’architettura in cui il libro è un elemento di un progetto più ampio.

Un elemento fondamentale, un elemento che certifica e diventa filo conduttore di un’idea ben precisa: la tua. Il libro può aprire diverse porte, può portare il tuo nome in case e uffici in cui non eri mai stato in grado di fare breccia, e puoi dimostrare la tua competenza attraverso un media noto a tutti. Anche a chi non accende il computer o non usa lo smartphone.

Guadagno indiretto

Oggi la strada da seguire è questa: investire in attività che facciano da portavoce, che suggeriscano ai futuri clienti o datori di lavoro che tu sei la persona giusta. Tu sei la persona da contattare.

Pubblicare un libro nel 2014 – ormai 2015 – non è un modo per arricchirsi: questo lo può fare Umberto Eco, ma non un esordiente. Il valore aggiunto che, invece, può dare si trova nella miriade di porte che può aprire. Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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6 Comments

  1. Grazie! Articolo sicuramente interessante…

    Mi domando, però, se quanto riportato in questo articolo possa essere estensibile tout court qui in Italia come all’estero…

    Francamente mi sento leggermente perplesso in merito al fatto che la “mentalità” di Editori/Autori sia capace di mutamenti altrettanto veloci quanto quelli, tutt’ora vorticosi, delle regole di mercato in termini di comunicazione.

    Grazie dello spazio concesso.

    Reply
    • Ciao Carlo,

      parlo per esperienza personale: ho pubblicato un libro con un editore in grado di captare le novità del settore e la mia vita professionale è cambiata. Non diventi ricco con il libro, ma le occasioni professionali si sviluppano giorno dopo giorno.

      Reply
      • Non mi dire…per caso è la Dario Flaccovio? Perché in tal caso, sarebbe una simpatica coincidenza…con la DF ne ho pubblicati 7 di libri!

        Eppure…

        Reply
        • Sì, Dario Flaccovio.

          Sette libri, un bel numero. Eppure?

          Reply
          • Eppure…

            Mi domando, però, se quanto riportato in questo articolo possa essere estensibile tout court qui in Italia come all’estero…

          • Ciao Carlo,

            Ti assicuro che questo è il metodo che ho seguito per il mio lavoro: Fare Blogging.

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