Perché la tua azienda non parla sui social?

Perché la tua azienda non parla sui social?
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Hai preso una decisione saggia e hai portato la tua azienda online. Anzi, l’hai traghettata nel social web e adesso hai un blog aziendale, una pagina Facebook e un account Twitter.

Hai anche una pagina Google Plus, e stai iniziando a scoprire le potenzialità di questo strumento. Hai organizzato qualche Hangout anche con i tuoi clienti: tutto va a gonfie vele. O almeno questa è la tua idea.

blog aziendale

C’è un dettaglio che ignori: la tua azienda è sui social ma non è social. Perché in questo preciso istante non sta parlando con le persone. Osserva un rigoroso codice di autoreferenzialità e pubblica solo contenuti firmati dalla tua mano. O da quella dei tuoi collaboratori.

Male. Questo è un atteggiamento poco social, ma soprattutto una dinamica che non sfrutta al 100% le potenzialità di piattaforme come Facebook, Twitter e Google Plus.

Prima di studiare le tecniche indispensabili per comunicare, o meglio parlare con i clienti, la tua azienda deve fare un passo indietro per rispondere a una domanda: perché non parla con le persone? Ecco qualche ipotesi.

L’azienda è egocentrica

Soluzione numero uno, la più semplice: chi comanda, chi gestisce l’azienda, ha come punto di riferimento solo la propria personalità.

Questa caratteristica si rispecchia anche nella gestione dell’universo social e lascia direttive ben precise: gli altri non esistono, i social servono solo ad amplificare la nostra voce.

Sai cosa? Questa è la grande sfortuna di un’azienda: dover cambiare la prospettiva di un dirigente, o comunque di un superiore, non è semplice.

Soprattutto perché registrerà insuccessi e darà la colpa ai social in generale, e non alla sua prospettiva limitata.

L’azienda non investe

Altro problema: l’attitudine social c’è, la direzione è positiva al dialogo, ma non investe a sufficienza. In altre parole non paga (o non paga abbastanza) uno specialista che curi le conversazioni.

Lavorare sui social non è facile: devi conoscere linguaggi e dinamiche, non puoi improvvisare un’attività di social media marketing (anche se ti sembra facile).

Se affidi l’azienda a uno specialista puoi contare su un piano editoriale che contempli anche l’interazione con il pubblico; se dai i tuoi account social al solito nipote che fa SMM per pochi euro probabilmente non riuscirai a comunicare con il tuo pubblico.

L’azienda non sa cosa dire

In realtà risponde quando è interpellata in prima persona, risolve i problemi principali, ma non ha grande voglia di interagire.

O meglio, non ha trovato ancora la strada giusta. Direzione e social media specialist sono d’accordo sull’utilità delle conversazioni con gli utenti ma c’è un problema: i valori aziendali sono poco chiari, il tone of voice non è stato definito, non sono stati individuati i temi utili al target.

E non è stato individuato neanche il target.

La volontà di comunicare con i clienti non si trasforma automaticamente in azione: bisogna stabilire dei parametri utili a per entrare in contatto con il pubblico.

Questo compito, però, non deve essere affidato esclusivamente al Social media Specialist. L’azienda deve essere in grado di comunicare i propri valori, deve avere le idee chiare e mettere la persona che si occupa dei social di comunicare nel migliore dei modi possibili.

A volte non c’è situazione peggiore di un’azienda che vuole comunicare ma ancora non ha capito (o meglio, le persone che l’hanno creato non hanno capito) chi è, cosa vuole e dove sta andando.

Non credi?

Fonte immagine

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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2 Comments

  1. Che dire…ancor prima di finire l’articolo, giuro, mi sembrava di leggere Riccardo Esposito. E di fatti, arrivo alla fine dell’articolo e taaac 🙂

    Il comment marketing, o chiamiamolo come vogliamo, per un’azienda sui social è fondamentale. Soprattutto dal punto di vista “branding”.
    Nel mio piccolo, ogni giorno, ci passo almeno un’ora!

    Ciao ragazzi!

    Reply
    • Ciao Alessandro,

      Sì, porto il mio stile un po’ ovunque. Lo sai, mi piace scrivere e cerco di farlo nel modo migliore possibile: come piace a me, con semplicità.

      Comment Marketing? Direi fondamentale: se lo fai bene, lasciando sempre spazio alla discussione ottieni buoni risultati. Ma a prescindere dal dato tecnico (come lasci il commento, quanti link metti) il commentare con costanza ti permette di instaurare dei rapporti validi con le persone che fanno parte del tuo universo lavorativo.

      Non trovi?

      Reply

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