Perché il nostro cervello ama lo storytelling?

Perché il nostro cervello ama lo storytelling?
[Total: 0 Average: 0]

L’efficacia dello storytelling è innegabile, soprattutto quando lo utilizzi nel settore corporate. Ovvero quando usi i codici e le tecniche della narrazione per raccontare prodotti, servizi, valori aziendali.

Le grandi realtà aziendali puntano sullo storytelling perché le persone sono stanche di interruption marketing, perché odiano le interruzioni pubblicitarie e tendono a evitare banner, spot, contenuti creati secondo la logica di un advertising antico. Di interruzione, appunto.

Un consiglio: inizia a creare contenuti in grado di attirare l’interesse dei potenziali lettori/clienti. Inizia a fare inbound marketing e a fare in modo che siano le persone a raggiungere te (non viceversa). In questo circuito si inserisce con successo la tecnica dello storytelling, una soluzione che permette di comunicare il tuo brand senza gridare. E senza diventare pubblicità inopportuna.

Possibile ottenere questo risultato?

Certo, ma ci sono degli step ben precisi: ci sono dei meccanismi delicati alla base di questa tecnica. Ma l’impegno viene ripagato perché una cosa è certa: le persone amano lo storytelling. I clienti amano le aziende che sanno raccontare prodotti e servizi. E nei casi più fortunati la narrazione diventa un vero e proprio tormentone.

Ma perché tutto questo? Perché le persone amano lo storytelling? In realtà tutto parte dal nostro cervello. Un cervello che preferisce accogliere informazioni attraverso la narrazione e non con la sterile enumerazione dei fatti. Le parole non sono semplici dati alfabetici lasciati su un foglio bianco digitale, ma rappresentano anche una connessione sensoriale.

Words like “lavender,” “cinnamon” and “soap,” for example, elicit a response not only from the language-processing areas of our brains, but also those devoted to dealing with smells (fonte).

Parole come “lavanda” o “sapone” chiamano in causa l’universo olfattivo del cervello: un processo legato al linguaggio che elabora il termine, ma anche l’area dedicata agli odori. Noi ci immaginiamo l’odore della lavanda e non solo l’immagine.

Durante la lettura di un dato il nostro cervello si mette all’opera per comprenderne il significato. E interroga un settore ben preciso. Ma quando dedichi attenzione a una narrazione non si accende solo la parte del cervello per interpretare un numero: si attivano tutte le aree necessarie per vivere la storia che stai leggendo.

cervello

Guarda questa immagine: la narrazione stimola una parte del cervello che ti permette di trasformare la storia attraverso le tue idee, le esperienze vissute in precedenza. Questo processo prende il nome di neural coupling. Il racconto viene assimilato, viene fatto proprietario dall’ascoltatore e paragonato alle proprie esperienze.

Nella storia dell’altro si possono ri-conoscere esperienze simili alle proprie, si può ri-conoscere la propria storia. Inoltre il cervello rilascia dopamina quando elabora un cambiamento emotivo. Questi momenti rimangono impressi con maggior forza e accuratezza.

In buona sintesi

Tutto questo si riassume in poche parole: è più difficile per un essere umano dimenticare una storia, un formato che conosce da sempre. Le storie semplificano i fatti della realtà, sono da sempre uno strumento per veicolare significati, leggi non scritte, buone norme sociali ed etiche. Fin dall’antichità l’uomo ha raccontato e ha incantato popoli con grandi storie.

Oggi continua a farlo, e ha esportato questa tradizione nella comunicazione aziendale con grande successo. Tu, ad esempio, sei pronto/a ad accettare la sfida del corporate storytelling? Quali sono le competenze necessarie per portare avanti un progetto valido? Lascia la tua idea nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Trackbacks/Pingbacks

  1. Quando lo storytelling diventa narrazione: intervista a Francesca Sollo | MediaBuzz - […] lo storytelling è come la Nutella: non puoi farne a meno. Tutti hanno una storia da raccontare ed il settore…

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.