Passione per la terra e web 2.0: intervista a Nicola Esposito

Passione per la terra e web 2.0: intervista a Nicola Esposito

Nicola Esposito

Nicola Esposito, laureato alla facoltà di Economia della Federico II di Napoli. Si è formato tra Milano e Bruxelles e lavora nell’area Information Technology di una multinazionale. Per seguire il cuore e le sue passioni, insieme al fratello Anselmo, ha dato vita all’azienda agricola la Nostrana dando nuova linfa all’antica tradizione di famiglia e sposando i vecchi metodi di coltivazione della terra con le più moderne, articolate e globali tecnologie digitali.

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Con le interviste alle eccellenze digitali italiane abbiamo imparato a conoscere le persone che lavorano ogni giorno nel web e con il web: abbiamo letto le storie e le idee di chi ha seguito le proprie passioni ed è riuscito a trasformare la professionalità in un brand.

Storytelling AziendaleAbbiamo intervistato SEO come Benedetto Motisi e Francesco Margerita) ma anche social media expert, webwriter ed esperti di personal branding come Claudio Gagliardini, Alessandro Scuratti e Riccardo Scandellari. Ora vogliamo andare oltre e dedicare un po’ di spazio alle aziende.

Ora vogliamo intervistare chi è riuscito a trasformare la propria attività grazie al contributo delle nuove tecnologie digitali. Ecco perché oggi abbiamo dato la parola a Nicola Esposito e alla sua azienda, La Nostrana, che ti permette di adottare un albero in cambio di frutta biologica. Interessante, vero? Scopriamo di più.

 Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Nicola Esposito, co-founder dell’azienda agricola La Nostrana. Ovvero un’impresa un po’ particolare che sta cercando di digitalizzare l’agricoltura sfruttando il mercato potenziale che la rete ti mette a disposizione. Il mio ruolo è quello di curare l’iniziativa “Fruit & Tree Adoption – Adotta un albero” sotto tutti i profili: social, marketing, sales & distribution. Però non ti nego che appena posso (spesso di sabato e domenica) scappo in campagna a curare i nostri frutteti.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Come ho iniziato il lavoro in campagna è da ricercare nelle mie radici. Ho ereditato conoscenze, esperienza e passione per la frutta e la terra da mio nonno Nicola che ha fatto dell’agricoltura la propria ragione di vita; le stagioni estive passate in campagna al lavoro hanno segnato e influenzato le mie scelte: ricordo ancora quando mi addormentavo stanco sotto un albero e il nonno mi rimproverava.

Il mio caro nonno, pur non avendo studiato, portava avanti discorsi da fare invidia a molti professori universitari. Il passaggio alla mia avventura digitale è stato frutto della ricerca di un canale di distribuzione alternativo ai mercati tradizionali, volevo creare qualcosa di diverso che permettesse di autofinanziarci senza ricorrere al credito bancario.

Ho spremuto a fondo le meningi perché non volevo vendere “il kg di frutta”. Mi sono chiesto: perché non vendere tutto l’albero? In questo modo creo quel legame che cercano le persone con il fine di fare propria una cosa di cui si tiene cura.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata non è standard. Dovrei raccontarti come iniziano le mie giornate, oppure come iniziano le giornate estive e come iniziano quelle invernali. Ti racconto come iniziano i miei week-end: sveglia alle 7.00, vado da mio padre che spesso mi sta già aspettando, mi infilo i primi abiti da lavoro che trovo e si parte verso i nostri terreni.

Ci fermiamo per la solita colazione da Alfonso e poi arrivati in campagna iniziamo a lavorare: aratura, potatura, semina, piantumazione. Non sai quanto mi soddisfa sporcarmi le mani di terra e i “profumi” che respiro in quei posti sono magici. Tornare a casa stanco di lavoro mi appaga come niente al mondo, non è lo stesso in ufficio.

Prima in azienda e poi imprenditore oppure hai seguito la strada freelance?

Prima in azienda da lavoratore dipendente perché sono del parere che bisogna provare un po’ tutto, non si può a priori sostenere che una o l’altra strada non sia fatta per noi.

Le tecnologie digitali hanno influenzato il tuo modo di fare business? Quali novità hanno portato alla produzione, distribuzione e dal punto di vista commerciale e di marketing?

Le tecnologie digitali hanno creato innumerevoli opportunità consentendo a tutte le imprese di avere una platea fatta di milioni di spettatori: la rete. Ovviamente le difficoltà maggiori risiedono nelle modalità con le quali si decide di porsi nei confronti degli interlocutori e nella ricerca continua delle leve di marketing più adatte ai propri prodotti.

Passione per la terra e web 2.0: intervista a Nicola EspositoLa nostra iniziativa digitale ha influenzato notevolmente il nostro business capovolgendo la catena del valore. Prima la stessa era così strutturata: produzione – vendita – incassi; adesso vendiamo – incassiamo – produciamo. Incassiamo prima di produrre, in modo da autofinanziarci alla grande.

La produzione è sempre più attenta alle esigenze della clientela e nel rispetto dell’ambiente per garantire prodotti controllati con filiera corta dal produttore al consumatore; la distribuzione è affidata a esperti corrieri nazionali per toccare agevolmente tutti i punti d’Italia e garantire le spedizioni in non più di 48 ore dal raccolto. Dal punto di vista commerciale è stato affiancato al mercato tradizionale all’ingrosso quello al dettaglio tramite web.

Per quanto riguarda il marketing c’è da dire che prima non lo si faceva per niente mentre adesso stiamo cercando sempre più di dare un’immagine e un’identità all’azienda e al marchio.

Qual è la strategia di comunicazione aziendale nel mercato online?

Attualmente la strategia di comunicazione è tutta “social” con presenza su Facebook e Twitter e la ricerca continua di recensioni su blog e riviste di settore. Un cambiamento radicale nell’utilizzo degli strumenti social è stato dovuto ad alcuni consigli che mi ha dato un amico conosciuto sul web: Boratt! Ad un certo punto il tipo ha iniziato a descrivermi  tutto quello che dovevo fare su Facebook per attirare l’attenzione delle persone a volte tenendomi ore ed ore in chat.

Aveva ragione, e colgo l’occasione per ringraziarlo! Lui mi dice sempre che sono sorvegliato e infatti non manca mai di riprendermi e stuzzicarmi.

L’economia digitale può aiutare i nostri imprenditori ad emergere in un contesto globale?

L’economia digitale può diventare il motore per molte imprese, è come una bomba atomica: basta trovare i luoghi giusti, le persone giuste, i momenti giusti. La inneschi e ti ritrovi a coinvolgere inaspettatamente milioni di persone.

La tua azienda fra 10 anni?

Resto con i piedi per terra e quindi non la vedo quotata in borsa. Però me la immagino in salute, capace di produrre reddito e di creare lavoro, perché la soddisfazione più grande per un imprenditore è quella di garantire il futuro per se stesso e per le persone che prende sotto le sue ali.

Considerando la tua esperienza, un consiglio ai futuri imprenditori digitali?

Probabilmente si tratta di frasi retoriche, comunque il consiglio principale è quello di credere fermamente in quello che fate perché se non ci credete voi figuratevi come ci possono credere gli altri. Non fermatevi ai primi ostacoli e quelli vi assicuro che non mancano mai; “buttatevi” nel senso di provare a fare quello che pensate perché se l’idea resta un concept non potrete mai sapere se funziona veramente e fregatevene se i risultati sono scarsi. Infine non dimenticate di avere milioni di potenziali interlocutori.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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