Parole e immagini: intervista a Valentina Veneziano

Parole e immagini: intervista a Valentina Veneziano

Valentina Veneziano


Founder e blogger di Valinapostit, quasi giornalista pubblicista, web content editor e collaboratore di testate. È innamorata di Instagram e realizza spesso immagini creative con tazzine di caffè, pennelli e post-it arcobaleno.

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Scrivere e pubblicare contenuti interessanti. Un lavoro facile? Questa è l’idea della maggior parte delle persone che non lavora nel settore, e che vede solo il risultato finale: l’articolo, la guida, la pagina web, la newsletter. Basta saper scrivere, no?

Questa è una visione miope, distante dalla realtà. Oggi chi scrive testi per il web deve avere le competenze necessarie per soddisfare le esigenze dei lettori. Ma non solo, non basta questo. Prendi come esempio il post del tuo blog: è un equilibrio di contenuti, un continuo rimando tra testo e visual.

Hai bisogno di un blogger capace di gestire codici differenti, non solo scrittura e non solo immagini. La qualità arriva anche con la combinazione tra parole e visual. Valentina Veneziano ha catturato subito la mia attenzione: conosciamola meglio.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Ciao a tutti, mi chiamo Valentina Veneziano e firmo gli articoli di Valinapost.it, un blog di lifestyle in cui scrivo di shopping online, Instagram e blogging. Tra circa un mese diventerò giornalista pubblicista, quasi mi emoziona parlarne. Scrivo per una testata fiorentina cartacea e realizzo contenuti per il web dedicati al mondo lifestyle e alla mia passione: le serie TV.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Quasi per gioco, nel senso che ero inconsapevole di cosa volesse dire scrivere su un blog. Una mattina, dell’ormai lontano dicembre 2011, rispondo a un annuncio di Style.it che cercava nuovi blogger. Da lì è partito tutto.

Ho iniziato a creare contenuti online senza mai fermarmi ma è stato con Valinapostit, inaugurato a maggio 2014, che ho cominciato a studiare sodo unendo la scrittura alla SEO, al personal branding e al social media marketing. Ho capito che scrivere non bastava e che avevo bisogno di fare formazione altrimenti mi sarei “schiacciata” con le mie stesse mani.

È stato il blog a farmi conoscere dall’azienda per cui scrivo e a permettermi di incontrare persone brillanti, prima online e poi offline, che mi hanno condotto verso altre collaborazioni.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Entrambi. Penso che la cosa importante sia lavorare facendo ciò che si ama. Il lavoro non dovrebbe essere visto come un nemico ma come un alleato, un compagno di vita. Se ci impegniamo, studiamo e conseguiamo obiettivi indossando un sorriso contagioso, allora poco importa se siamo freelance o stiamo lavorando in azienda.

Come inizia la tua giornata?

Inizia con Instagram e finisce con Instagram. Pubblico sempre una foto la mattina (potete vederla su @val_ina) e poi scorro la galleria alla ricerca di colori e ispirazione. Bevo latte e caffè, nel frattempo controllo le e-mail e le statistiche di Valinapostit.

Leggo cosa è successo nel mondo e poi inizio a preparare il collage o l’immagine che dovrà corredare l’articolo in uscita. Cerco materiale per nuovi post e provo a non litigare con il calendario editoriale.

Non sempre lavoro da casa. A volte devo fare qualche intervista a Firenze o scattare delle foto per il giornale. Sfrutto ogni momento. Se prendo l’autobus, cerco di sedermi per leggere qualche pagina di libri sul blogging ma ho imparato anche a farlo stando in piedi. Cerco di colmare ogni possibile lacuna ma spunta sempre qualcosa di nuovo che non conosco.

Content marketing: la soluzione per conquistare il web?

Sì, assolutamente. Non è facile creare contenuti adatti al tuo target e produrne diversi in funzione delle varie tipologie di lettore. Richiede studio, un ottimo supporto visual e vari esperimenti.

Oggi abbiamo meno tempo e chi ci legge lo fa perché ha bisogno di un aiuto, sta cercando qualcosa e vuole una soluzione. Il blogger, per esempio, deve fornire soluzioni attraverso post mirati, newsletter efficaci, approfondimenti di contenuti scritti da altri ma rielaborati secondo il suo stile.

Quando descrivo la mia esperienza con una nuova app di filtri, che rende luminose e brillanti le immagini di Instagram, lo faccio rivolgendomi a un pubblico che già usa questa piattaforma ma che è curioso di provare i nuovi arrivi.

Scopro che dell’argomento non ne ha ancora parlato nessuno. È rischioso ma potrebbe portare ottimi risultati, coinvolgendo proprio quel pubblico che ama Instagram da molto tempo.

content marketing

Se invece scrivo di blogging, e dei metodi o strumenti che utilizzo per migliorare il mio lavoro sul web, mi rivolgo ai beginner e non ai super esperti del settore. Offro un consiglio, che mi auguro sia utile, a quei lettori che sono agli inizi con la carriera di blogger.

Le aziende credono in queste strategie?

Sì e no. Ci sono aziende che raggiungono risultati ottimi in termini di visualizzazioni e partecipazione da parte del pubblico. Lo fanno realizzando per esempio contenuti emozionali, chiedendo il supporto di blogger del loro settore.

Creano materiale utile, convincente e spesso genuino proprio grazie all’esperienza diretta dei professionisti. 
Poi ci sono le altre aziende. Sono quelle che desiderano ottimi contenuti, mirati ed efficaci, ma sono disposti a pagarli con un buono sconto o con la parola “visibilità”. 
Non credo che si possa ottenere un grande risultato se non si è disposti a investire.

Native advertising: e l’autenticità del web?

Il native advertising è perfetto per i brand perché li avvicina alle persone attraverso il coinvolgimento. Si allontana dalla pubblicità tradizionale, e questo è un bene perché non infastidisce l’utente.

La cosa importante è rimanere trasparenti nel raccontare l’esperienza e nello specificare che è un contenuto sponsorizzato. Questo è alla base di tutto ciò che scriviamo. Il lettore non è stupido, ti sta dedicando il suo tempo perché ripone fiducia nei tuoi confronti. Quindi il brand e i suoi collaboratori devono essere cristallini.

Perché un’azienda dovrebbe investire nel blog?

Credo al 100% nella potenzialità di questo settore. Un’azienda deve investire nel blog se ha qualcosa da comunicare, se è in grado di aggiornarlo e se è disposta a curare ogni suo aspetto. Non si coltiva un orto solo nel primo mese, è un lavoro continuativo che richiede una presenza costante.

Il blog è fondamentale perché accorcia le distanze, crea dialogo ed è uno strumento che aiuta a migliorare il rapporto con il lettore. Poi forse futuro consumatore.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Osa, sempre. Spesso mi sono nascosta dentro e dal web. Non è stata una mossa vincente. Se hai qualcosa da dire, dilla con coraggio. Collabora, sostieni il lavoro e le vittorie altrui. Costruisci con sudore ed entusiasmo il tuo progetto e continua a studiare. “L’arte è difficile, rischiosa e spaventosa, ma è l’unica strada che possiamo seguire se decidiamo che qualcosa ci sta a cuore”, e se lo dice Seth Godin!

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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