Native advertising e pubblicità: la fiducia dei lettori è tutto

Native advertising e pubblicità: la fiducia dei lettori è tutto
[Total: 0 Average: 0]

Native advertising e pubblicità: i segnali sono discordanti. Da un lato abbiamo la ricerca di Civic Science che pubblica dati negativi nei confronti del native advertising, dall’altro ci sono i risultati di eMarketer che infondono speranza agli investitori. Analizziamo meglio questi dati.

La ricerca di Civic Science è dedicata all’oggettività del giornalismo: il dato più interessante è che il 48% dei cittadini americani è interessato all’oggettività della stampa. E proprio in questo discorso viene affrontato anche il punto dei contenuti sponsorizzati. Contenuti che, come puoi ben vedere dal grafico, non vengono ben visti dai lettori.

Native advertising: la fiducia è tutto

Un bel problema, vero? I banner non funzionano più, le vecchie strategie per fare pubblicità hanno perso mordente. Bisogna puntare sull’inbound marketing, sulla credibilità. Sulla creazione di contenuti realmente interessanti. E per raggiungere grandi numeri c’è bisogno del native advertising.

Ovvero di una forma di pubblicità che vuole dare ai lettori esattamente quello che vogliono: contenuti. Contenuti di qualità, freschi, definiti, concentrati sulle esigenze di chi sfoglia le pagine di una rivista o di un quotidiano online. Ma allora perché questo dato? Perché le persone non si fidano di questi contenuti?

Perché vengono eseguiti male

Le persone non si fidano del native advertising perché i contenuti sono ancora qualitativamente inadatti. Perché spesso vengono ignorate le principali regole per pubblicare un prodotto realmente valido. Ma soprattutto capace di conquistare la fiducia del lettore.

I dati riportati dalla ricerca di eMarketer parlano chiaro: l’investimento economico nel settore del native marketing subirà un aumento continuo e costante. Il motivo è semplice e lo suggerisce anche Jason Hill, media strategist della General Electric (una delle aziende che investe di più in native advertising): “Traditional digital advertising has become wallpaper. It doesn’t improve anyone’s experience on a site and readers”.

Native advertising: la fiducia è tutto

Ovvero la pubblicità tradizionale è diventata come la carta da parati, non serve a niente. Non migliora l’experience del sito web e dell’utente. Questa è la percezione degli esperti d’oltreoceano, e questa è la tendenza della spesa: come puoi ben vedere le aziende hanno fiducia nel native advertising.

Per approfondire: cosa è importante per i lettori del native advertising?

Investono ma non abbastanza

Probabilmente è questa la soluzione. Investono ma non abbastanza da poter dare ai lavori uno status di credibilità così efficace da riuscire a fare breccia nel cuore (anzi, nell’interesse) dell’utente medio. Perché a volte non è solo una questione di qualità: abbiamo già affrontato questo tema, e abbiamo indicato i punti fondamentali della qualità nel native advertising.

Non solo testo, ma anche visual, navigazione. In una parola experience.

Ma non basta questo. Si deve usare il giusto linguaggio per comunicare l’appartenenza a questa categoria. Il native advertising deve essere integrato alla linea editoriale della piattaforma, deve essere un contenuto con forma e linguaggio simile, ma la sua natura sponsorizzata deve essere evidente. Ecco le regole fondamentali elencate da iab.net:

  1. Comunicare immediatamente che si tratta di un contenuto a pagamento, anche se il contenuto non contiene messaggi pubblicitari espliciti o vendite dirette di prodotti/servizi. In altre parole, anche se il contenuto è divulgativo e viene utilizzato per fare brand awareness deve essere segnalato con chiarezza. E si deve capire che è un contenuto a pagamento.
  2. La comunicazione deve essere grande, visibile immediatamente a livello grafico. Questo a prescindere dal dispositivo con il quale viene visualizzato i contenuto o la determinata pagina. In altre parole, la segnalazione deve essere identificabile sempre.

Il principio è chiaro: la natura a pagamento del contenuto deve essere chiara. Ma questo contenuto deve essere così utile, confezionato con una tale cura e attenzione, che l’utente deve superare questo step e apprezzare il prodotto che si trova di fronte per quello che è: un grande lavoro. E stiamo investendo abbastanza per ottenere questo?

Per approfondire: come guadagnare credibilità con i sponsored content?

Largo alla chiarezza

Le persone non si fidano più delle vecchie pubblicità, ma ancora non si sono abituate al nuovo modello di native advertising. Ecco perché è nostro dovere (chi crea e chi pubblica native advertising) puntare su questi aspetti: qualità del prodotto, massima chiarezza della natura sponsored.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Trackbacks/Pingbacks

  1. La creatività al potere: intervista a Elisa Spinosa | MediaBuzz - […] Per lavorare nel mondo del web marketing – dalla SEO alla content strategy – devi avere la testa sulle…
  2. Travel blogger e web content: intervista a Liz Au | MediaBuzz - […] riguardo l’onestà verso il lettore e sono assolutamente contro i post-marchetta, ma la native advertising non è il pubbliredazionale,…
  3. Brand, blogging e content marketing: quali benefici? | MediaBuzz - […] sono punti in comune con un’attività che ben conosciamo: il native advertising. Quando punti su questa forma di pubblicità…
  4. Campagna di content marketing: i link fanno la differenza | MediaBuzz - […] sia qualitativamente interessante e in tema con le linee editoriali del progetto che ti ospita, il native advertising non…
  5. Quando Facebook fa storytelling | MediaBuzz - […] E c’è anche gente che continua a pubblicare contenuti autoreferenziali spacciandoli come native advertising, e a puntare sui branded…
  6. Crescono gli investimenti del settore Native Advertising | MediaBuzz - […] cosa sto parlando? Native advertising è una formula per trasformare la pubblicità in contenuto utile. Proprio come suggerisce la […]

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *