7 buone abitudini per migliorare il tuo calendario editoriale

7 buone abitudini per migliorare il tuo calendario editoriale
[Total: 2 Average: 3]

Migliorare il calendario editoriale è un passaggio che caratterizza ogni autore che si rispetti. Vuoi puntare sul content marketing? Perfetto, hai bisogno di ritmo e costanza. Non puoi pubblicare quando preferisci, devi mantenere una rotta. E lo devi fare per il bene dei tuoi clienti e dei tuoi risultati personali: devi essere lineare e determinato.

Per fare questo hai bisogno di un documento che definisca il percorso. Che ti aiuti a impostare un piano di comunicazione continuo e senza sbavature. Quindi vai con il calendario editoriale, inizia a scrivere tutto ciò che serve per organizzare pubblicazioni di blog, social network e newsletter. Ma i dettagli li hai presi in considerazione?

Sì, i dettagli. Non vorrai gestire un documento del genere senza analizzare in profondità le sfumature necessarie per fare la differenza? Devi essere preciso e sempre pronto a modificare il tuo lavoro come è giusto che sia. Ecco, quindi, le buone abitudini per migliorare il calendario editoriale.

Da leggere: come creare contenuti per il pubblico

Inizia a lavorare con Excel o Calendar


Devi puntare subito verso queste direzioni: Google Drive o Calendar. Con questi strumenti punti su tool flessibili e accessibili ovunque. Crei il tuo calendario editoriale su Drive e lo puoi consultare ovunque. Anche sul cellulare. Lo stesso vale per il planning di Mountain View.

Senza dimenticare la semplicità con la quale puoi condividere ciò che hai creato con gli altri collaboratori: questo è un vantaggio difficile da replicare in altro modo, non perdere queste occasioni.

Crea una nota con i paragrafi interni

Per ogni articolo io segno, nel calendario, una nota con gli H2 da affrontare. Questo dettaglio è dedicato a me e ai collaboratori, serve a comunicare gli argomenti che voglio affrontare. Tutto ciò per avere il miglior risultato da spendere per gli utenti e per i motori di ricerca.

Tu sai cosa significa scrivere per il web, vero? Non di certo ripetere una keyword nel testo all’infinito. Non basta più, non è mai stato sufficiente lavorare in questa direzione. Anche quando aveva senso parlare di keyword density, figurati ora che Google riesce a raggiungere dei risultati sempre più precisi.

content marketing sui social

E se è vero che la qualità di un testo si definisce attraverso la sua capacità di rispondere, nel miglior modo possibile, alle richieste del pubblico devi fare molta attenzione ai temi che affronti in un post.

Proprio perché così puoi soddisfare un intento di ricerca: definire in un calendario editoriale quali sono i punti da affrontare (magari dividendoli in H2 e H3) può essere un buon modo per guidare la mano del web writer. E per migliorare il calendario editoriale in quanto strumento per il blog.

Non dimenticare i colori

Sia il foglio di calcolo che il calendario dovrebbe essere usato in ottica cromatica. Devi, cioè, poter dare un colore diverso alle varie caselle. In questo modo puoi indicare un autore differente o un tema diverso.

Puoi creare una legenda e dare a un titolo uno status di consegna diverso (da fare, in bozze, pubblicato) in base al colore. Poter colorare i vari task significa comunicare in un sol colpo diverse informazioni. Quando operi con un documento titanico questa buon abitudine ti fa risparmiare tempo.

Segna le date importanti per il blog

Ci sono argomenti che possono essere sfruttati al massimo grazie alle date, alle ricorrenze che fanno la differenza per il pubblico. Ad esempio, se gestisco il blog dei Baci Perugina per me è importante prevedere una serie di aggiornamenti a tema intorno al 15 febbraio. Vale a dire la festa degli innamorati.

In questo modo posso sfruttare l’attenzione del pubblico, spingere determinati contenuti e intercettare un’attenzione naturale. Magari investendo un minimo di risorse in advertising per avere quella spinta in più che fa la differenza. Segna sul calendario le date, prevedi con il giusto anticipo lo sviluppo e usa Google Trends per comprendere le abitudini di ricerca delle persone che vuoi raggiungere.

Definisci sempre due scadenze

Ci devono essere due date per migliorare il calendario editoriale: quello della consegna e della pubblicazione. Poi devi inserire qualche giorno di pausa tra un giorno e l’altro.

Così hai tempo per rivedere ciò che è stato messo in bozze: mai pubblicare il giorno della consegna, rileggere dopo un po’ di tempo ti dà la possibilità di riflettere. E magari di smaltire lavori.

Crea un calendario editoriale elastico

Mai lasciare il calendario immobile nella sua evoluzione. Hai definito un numero di articoli da pubblicare ogni settimana? Perfetto. Hai già trovato i titoli da affrontare? Ancora meglio. Però non chiudere la porta a possibili cambiamenti, magari a nuovi titoli che potrebbero intercettare notizie del settore che irrompono nella routine o soluzioni diverse per aumentare e diminuire i ritmi delle pubblicazioni. Tutto cambia.

 

Chi lavora ogni giorno nel settore lo sa bene, per questo segue un’altra regola: mai pianificare troppo. Può andar bene un mese, possono essere utili due mesi di titoli già pronti. Ma tra dodici mesi sai già cosa vuoi fare? Puoi avere una linea guida, ma non devi irrigidirti sulle posizioni definite un anno prima. Elasticità e continuità, queste sono le parole d’ordine quando vuoi migliorare il calendario.

Avere un calendario editoriale elastico vuol dire poter sfruttare il blog per fare newsjacking. Sto parlando di quella tecnica che ti permette di cavalcare la notizia virale attraverso un contenuto che riprende il tema, lo personalizza e lo ripubblica attraverso i propri strumenti. Alimentando la notorietà del brand grazie alla spinta che ti dà la notizia. Non è facile, ma è ancora più difficile se non sei elastico.

Indica tassonomie, tag e categorie

Il calendario editoriale deve avere questo: spazi dedicati a ciò che serve per organizzare la pubblicazione. Altrimenti i collaboratori improvvisano, inseriscono i post in categorie poco adatte o, peggio, ancora, creano dei tag ex novo. Solo perché pensano di fare la cosa giusta. Ragionare su ciò che metti nelle tassonomie è il primo passo per ottimizzarle dal punto di vista dei contenuti.

E per ottenere buoni risultati da queste risorse. Risultati che incidono sul posizionamento e sulla soddisfazione dell’utente: non è forse questo il motivo che ti spinge a lavorare in questa direzione?

Per approfondire: come fare il piano editoriale di un blog

Vuoi migliorare il calendario editoriale?

Mi sembra un obiettivo concreto, da sviluppare nel tempo con serietà. Migliorare il calendario editoriale, ma in che modo? Usa questo documento per segnare le informazioni indispensabili, senza dimenticare i dettagli che spesso rimangono in disparte. Per poi riemergere quando c’è bisogno di punti concreti.

Migliorare il calendario editoriale di un blog aziendale o personale non è una perdita di tempo. Anzi, il lavoro incompleto lo fa chi pianifica una prima parte del lavoro e poi lo abbandona, ignora i possibili miglioramenti. Non è il tuo caso, vero? Se hai bisogno di altre indicazioni sono a disposizione.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.