Come migliorare le conversioni di un pop up realmente efficace

Come migliorare le conversioni di un pop up realmente efficace

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Ecco un passaggio che merita la tua attenzione: ottimizzare il processo di lead generation. Questo significa anche (e non solo) definire i flussi interni e fare in modo che le persone arrivino sulle pagine giuste. O lascino la propria email quando serve. Ecco perché devi migliorare le conversioni dei pop-up. E lo devi fare subito.

Sai di cosa sto parlando, vero? I pop-up sono degli elementi grafici che si impongono all’attenzione del lettore che arriva su una pagina web proponendo un’indicazione, un’offerta, una soluzione per risolvere problemi o per scaricare contenuti. Detto in altre parole, i pop-up rappresentano un’interruzione dell’esperienza utente.

Quindi partono svantaggiati. D’altro canto con la banner blindness (tendenza che porta l’utente a ignorare i classici percorsi per raggiungere elementi utili alla conversione) è difficile portare il lettore verso i passaggi che ti interessano. Ecco perché il pop-up riprende posto tra gli strumenti di web marketing.

A patto che si rispettino le regole. Altrimenti basta un attimo e il tuo contenuto viene chiuso insieme al messaggio pubblicitario. Vuoi evitare questo? Bene, Sumo.com ha analizzato una quantità infinita di pop-up e ha trovato gli elementi indispensabili per rendere queste inserzioni più appetibili.

Per approfondire: quali sono i content marketing trend per il 2018

Contestualizza i tuoi pop-up

Questa è la base di partenza che molti ignorano: stai usando lo stesso pop up per tutti i contenuti? Se si tratta di un’offerta generica forse hai fatto la scelta giusta, ma se vuoi aumentare l’efficacia dei messaggi legati a un tema specifico devi contestualizzare il banner con il contenuto. In questo modo incroci l’intento di ricerca e l’interesse del pubblico con ciò che puoi offrire. Ed è un passaggio decisivo questo.

Se l’articolo si posiziona bene con la parola content marketing su Google puoi decidere di applicare un pop up per spingere il tuo ebook dedicato proprio a questo tema. Ovvero la creazione dei contenuti. Lo stesso vale per ciò che porta traffico targettizzato. Così puoi dare alle persone esattamente ciò che vogliono. Ed evitare (o attutire) un’insofferenza che spesso diventa insostenibile nei confronti dei pop up.

Usa personalità nel messaggio

Il copy deve puntare alla chiarezza (dopo vedremo con attenzione) ma deve avere personalità. Un testo predefinito, usato in altri pop-up e senza un’attenzione nei confronti del target non ha futuro. Puoi usare modi di dire e termini specifici, ma tutto deve essere legato al target. Studia le persone che vuoi raggiungere e crea un tone of voice specifico per ottenere maggiori risultati dal tuo pop-up.

Non invadere subito lo schermo

Vuoi migliorare le conversioni dei pop-up ma temi che le pagine vengano abbandonate. Quindi spari subito il tuo messaggio, non aspetti neanche che la pagina sia carica per mandare il banner e invadere lo schermo del tuo pubblico. Non è il massimo, ricorda un po’ quelle situazioni in cui il commesso invade subito la tua sfera personale appena metti piede nel negozio.

 

Meglio aspettare un po’, far ambientare il potenziale cliente e poi, nel momento in cui si sofferma su un contenuto, proporre qualcosa di contestualizzato. Interessanti i pop-up che registrano il comportamento dell’utente e seguono il cursore per monitorare eventuali tentativi di abbandono della pagina. Appena la freccia si avvicina alla X per chiudere la finestra o per cambiare schermata esce il pop-up. Meglio, vero?

Punta sulla chiarezza nella headline

Sì, il titolo del pop-up deve essere quella che Jakob Nielsen definisce perla di chiarezza: un esempio di micro-copywriting capace, in primo luogo, di informare. Viene dedicato poco tempo al pop-up e se vuoi cogliere al volo l’interesse del pubblico (sempre scettico e guardingo) devi proporre una headline chiarificatrice. Lascia subito le informazioni chiave per capire cosa stai offrendo, i misteri non funzionano.

Non ripetere il pop-up all’infinito

Hai mostrato il pop-up. Il lettore ha rifiutato l’offerta? Sacrosanto, è nelle sue possibilità. Però adesso apre un’altra pagina e torna lo stesso pop-up. Lo chiude di nuovo e se esce di nuovo abbandona la sfida. Il tuo obiettivo è convincere il pubblico, non annoiarlo o sfiancarlo con messaggi inutili. Regola l’azione del tuo pop-up, è essenziale la discrezione in questi casi. Non puoi imporre la tua attenzione.

Chi può dire cosa funziona e cosa no? Solo i test possono dare delle definizioni chiare e guidare la tua mano per ottimizzare tutti i punti per migliorare le conversioni dei pop-up. Non basta improvvisare e tentare la sorte: fai test A/B per capire cosa funziona e cosa no. Poi prendi la decisione migliore.

Ottimizza il lead magnet per creare valore

Spesso si parla di lead magnet, l’elemento che permette a chi inserisce il pop-up di attirare i contatti. Spesso si parla di offerte, sconti e contenuti. Tipo ebook, presentazioni, documenti utili per un determinato target. Tutto perfetto, però ricorda questo punto: devi essere utile a chi legge il tuo pop-up.

Un lead magnet poco efficace, contornato da messaggi che non riescono a cogliere l’attenzione del pubblico, rischia l’indifferenza. Però attenzione: millantare una grande qualità del contenuto può essere pericoloso. Il pop-up deve essere sempre onesto e lineare con ciò che stai proponendo.

pop-up

Il valore aggiunto deve essere suggerito nei famosi pop-up che appaiono quando il lettore sta abbandonando la scena. Come mostra l’esempio di Sumo.me, nel momento in cui si abbandona la scena arriva il lead magnet che cattura l’attenzione. Se cerchi di trattenere il pubblico solo riproponendo uno sterile invito senza valore rischi il tracollo.

Ottimizza le call to action dei pop-up

Vuoi migliorare le conversioni dei pop-up? Perfetto, è un dovere sacrosanto per te che lavori con l’inbound marketing. Spesso si considerano questi box come fastidiosi, problematici e fonte di distrazione. Vero, se non ottimizzi tutti gli aspetti della grafica e del copy. Tra questi c’è la call to action, una soluzione che racchiude tutti gli sforzi fatti fino a questo momento.

Il bottone che invita all’azione deve essere un esercizio di copywriting: devi inserire un testo capace di riprodurre il valore aggiunto. Basta stringhe senza significato come “vai”, “clicca”, “scarica”. Il pubblico deve percepire nell’invito il benefit che stai offrendo. Poi c’è la parte grafica che fa la differenza: usa elementi capaci di riprodurre la forma e il funzionamento di un bottone reale.

Da leggere: migliori esempi di landing page

Vuoi migliorare le conversioni dei pop-up?

Immagino di sì. Questi sono i punti essenziali per mettere in ordine la tua strategia e per migliorare le conversioni. Le persone devono raggiungere pagine, cliccare su pulsanti contenenti le tue call to action migliori. Non basta esserci, non è sufficiente inserire un plugin WordPress per creare il tuo pop-up: devi ottimizzare. Sei pronto per questa nuova avventura? Lascia le tue riflessioni nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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