MediaBuzz intervista Cinzia Di Martino

MediaBuzz intervista Cinzia Di Martino
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La principale caratteristica del settore digital? La continua evoluzione delle conoscenze, dei saperi, delle competenze. C’è sempre da imparare, c’è sempre da conoscere: impossibile rimanere aggiornati sulle novità del proprio settore.

Impossibile, o quasi. Sì perché la strada della conoscenza è ricca di sbocchi, di opportunità. Mai mettere limite ai percorsi che ti portano a scoprire nuovi orizzonti, soprattutto quando si parla di digital strategy e delle relative evoluzioni.

Per questo abbiamo deciso di analizzare il settore, di raccogliere le opinioni di chi lavora ogni giorno nel settore del SMM, del branding, del web marketing in generale. Ecco, oggi abbiamo intervistato Cinzia Di Martino (la puoi conoscere meglio su Google Plus e Twitter) che ci ha raccontato la sua passione per i social, il branding e… il caffè.

Chi sei e di cosa ti occupi?
Sono Cinzia Di Martino e mi occupo di rendere più interessanti (o meno noiosi) i Brand agli occhi degli utenti del web. Usando i canali social, cerco di rendere attiva, presente, utile e divertente la presenza dei Brand sul web.

Racconti ai lettori come hai iniziato?
Ho una laurea in informatica, ma ho sempre avuto la passione per i rapporti sociali. Quando sono nati i social network ho trovato la mia strada e mi sono subita sentita a mio agio: quello che per altri è un lavoro, io lo vivo come un hobby, con passione e dedizione. Gli studi di marketing, psicologia, sociologia, scienza della persuasione, personal branding li porto avanti ogni giorno, specialmente sui siti stranieri.

Meglio lavorare come un lupo solitario o in team? Pro e cons?
Lavorare in solitudine ha il pregio di poter organizzare i propri tempi e i propri spazi seguendo il naturale evolversi delle cose: così da massimizzare i risultati, ottimizzando i tempi di gestione. Allo stesso tempo, ha il difetto di poter rimanere fossilizzati sullo stesso problema fino a data da destinarsi.

Lavorare in team ha il pro (notevole) dell’arricchimento personale e professionale portato dal brainstorming continuo. Di contro, a volte rende complicate le cose semplici (e si rischia di perdere ore e ore dibattendo su questioni poco rilevanti per via di una differenza di vedute). A me piace lavorare in team: la creatività raggiunge ottimi livelli, ma siccome ho la chiacchiera facile devo fissarmi dei paletti, altrimenti rischio di non tradurre mai la teoria in pratica. E’ la fase di lupetto solitario: la fase produttiva.

Come inizia la tua giornata? E come continua?
Caffè. Caffè. Caffè.
Giro di ricognizione su Pinterest. Lettura degli ultimi 5 articoli su Feedly e schedulazione. Poi mi attivo in modalità mamma. 60 minuti dopo sono operativa.
Caffè. Caffè. Caffè.
Mi districo tra appuntamenti coi clienti (reali e virtuali, gli appuntamenti), lettura e studio sul web, sviluppo web e/o programmazione di contenuti. Varie ed eventuali.
Caffè. Caffè. Caffè.
Il pomeriggio cerco di dedicarmi ai figli, con un occhio sui social per non perdermi le news, seguire gli aggiornamenti e gestire in tempo reale le interazioni.
Caffè. Caffè. Caffè.
E dopo aver messo a letto i pargoli, mi rimetto al lavoro per completare i lavori in sospeso, approfittando del silenzio (quasi uno sconosciuto per me)!
Ultimo caffè e a nanna (e sono le 3).

Come, secondo te, sta evolvendo il settore nel quale operi?
Il Personal Branding si sta evolvendo alla velocità della luce grazie anche all’expoit di GooglePlus. Ma questo non significa, non può significare che tutti possano diventare dei guru universalmente riconosciuti: una differenziazione è d’obbligo, che sia il modo di parlare, di scrivere o di mostrarsi in pubblico.

Di certo “conoscere le regole del gioco, non ti rende il miglior giocatore”. E’ il pubblico che decide per te: maggiore è la tua visibilità, maggiore è il riconoscimento, maggiore è la tua autorevolezza, maggiore sarà l’eco del tuo successo.

L’evoluzione sarà legata agli strumenti a disposizione, alla capacità di adattamento e alla propensione ad una “decrescita felice”: non c’è bisogno di essere ovunque, è sufficiente trovarsi laddove ci sia bisogno delle nostre competenze ed esperienze.

Comunque sia, sarà una sfida a 360°, perché si dovrà essere in grado di trasferire la nostra conoscenza con la stessa forza e passione utilizzando varie forme di comunicazione (scritta, visual e video).

SEO, PR, Copywriters, Social Media: come si integra la tua professione in una digital strategy?
In realtà io mi sento un po’ il Gordon Ramsay della situazione: guardando i Brand dall’esterno (dal sito web, alle pubblicazioni social, alle “presenza scenica”) individuo a colpo d’occhio i punti di forza e quelli deboli.

Per ogni cliente mi muovo diversamente in base alle necessità, agli obiettivi, alle condizioni attuali e alla consapevolezza della situazione; rappresento un po’ l’anello di congiunzione tra il cliente e le varie figure professionali che ruotano attorno alla Digital Strategy.

Marketers prevedono che il 2014 sarà l’anno del ritorno del native advertising e branded content. Quali implicazioni relativamente l’autenticità del web, giornalisti e blogger?
Io credo molto nella forza del branded content, purché sia bello da vedere e utile per chi lo incontra sulla sua strada.

Sempre partendo dal presupposto che i social non sono un canale di vendita, fatico non poco a far comprendere ai clienti che bisogna mostrare il lato umano e cercare il modo di informare divertendo.

Purtroppo molti sottovalutano la potenza dei social, in termini di apprezzamento, riconoscimento e autorevolezza. Spesso si prendono per oro colato le informazioni lette qui e là e si attuano senza battere ciglio (e poi si pagano le conseguenze).

Io suggerisco sempre la tecnica del buon senso: affrontare le novità con buon senso e intelligenza basta e avanza per raggiungere gli obiettivi prefissati. Capisco la smania di esserci, ma sono dell’idea che è meglio aspettare due giorni ed esserci nel modo migliore che fare tutto subito e male e ritrovarsi a gestire situazioni inaspettate.

Scusa la divagazione. Comunque l’approccio subordinato al buon senso garantisce anche l’autenticità nel web!

Il 2014 potrebbe essere l’anno in cui la gestione dei social media passerà dal Marketing Department a PR e Customer Service. Credi il passaggio possa tradursi in un uso effettivo (maggior engagement and ROI) della presenza aziendale sui social media?
Più che altro me lo auguro. Io credo che i social ci abbiano abituati ormai ad un tipo di interazione H2H (da umano a umano) che tende a ridurre le distanze geografiche e che cerca di far leva sulle passioni in comune per trovare un varco nel cuore dei clienti.

L’engagement è fondamentale: basti pensare al simpatico della comitiva, mai a corto di pubblico. La cura del cliente è alla base del rapporto e da cliente la pretendo a 360°: in negozio, come online e anche sui social media… e in tempo reale. Ma per un’ottima presenza aziendale, bisogna prima di tutto puntare sulla valorizzazione delle risorse interne: un collaboratore non motivato o addirittura non soddisfatto della propria condizione è una mina vagante. Le PR vanno fatte sia all’interno che all’esterno del sistema.

Qual è stato il progetto di maggior successo fino ad oggi? Perché?

Il mio personal brand!Un progetto iniziato ufficialmente e in sordina nel 2011: mi sono buttata a capofitto nei social e ho deciso che era il momento di aprire un blog tutto mio (era un sogno che inseguivo da tempo) e mi sono fatta guidare dalla passione.

Grazie ai miei preziosi lettori ho scoperto di avere una dote: rendere semplici e chiari anche i concetti più complessi, grazie ai paralleli con la vita reale di tutti i giorni.
Ti basti sapere che ho trovato una connessione tra Winnie the Pooh e i social media e qualche mese fa.. ho studiato gli spiaggianti e grazie alle loro abitudini ho identificato il loro social network preferito.

Mi ritengo soddisfattissima dei risultati raggiunti e adesso sento il peso dell’impegno preso con i miei lettori/clienti: cerco, variando forme di comunicazione, di essere utile a chi mi segue.

 

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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2 Comments

  1. Bellissima intervista alla mia #socialsister per eccellenza 🙂
    Ci troviamo concordi su tanti punti ma non voglio svelarvi troppo perchè lo scoprirete nella mia di intervista.
    Una cosa che mi sento di sottolineare però è il lato umano come valore aggiunto al business, questo è un punto di forza del personal branding di Cinzia.
    Se le aziende capissero quanto sia prezioso saremmo già ad un buon punto di partenza!
    Grazie

    Reply
  2. Cara Cinzia,
    grazie mille per l’interessantissima intervista che hai concesso a MediaBuzz, molto gentile da parte tua.

    Concordo con molti punti e sono sicuro saranno di interesse nonché di ispirazione per molti dei nostri lettori, ma vorrei soffermarmi su un passaggio a me particolarmente caro: “affrontare le novità con buon senso e intelligenza.
    Capisco la smania di esserci, ma é meglio aspettare due giorni ed esserci nel modo migliore che fare tutto subito e male”.

    Che dire, SPOT ON! Condivido al 100%! Solo professionisti del settore, che vantano solida esperienza, sanno suggerire di rallentare di fronte alla velocità (e insidie) del web e social platforms.

    Anche l’aspetto umano nella gestione del profili social aziendali, il rapporto diretto e la possibilità di ascoltare i tuoi clienti é un’opportunità d’oro che non può essere resa vana dalla smania di vendere.

    I social media sono canali per curare e comunicare con il proprio cliente (lettore,fan, follower), aumentare l’auterevolezza del proprio brand ed intrattenere, divertire il proprio pubblico!

    Per concludere vorrei aggiungere che avrei voluto scrivere il mio apprezzamento per l’intervista non appena pubblicata, ma impegni di lavoro mi hanno costretto a posticiparlo. In altre parole, ho già fatto tesoro delle tue parole, “capisco la smania di esserci, ma attendi un paio di giorni (o forse qualcuno in più) 😉 e fallo bene!

    Grazie ancora e un ringraziamento particolare a Riccardo per il suo ottimo lavoro!

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