Content Marketing nel B2B: quali sono i contenuti più efficaci?

Content Marketing nel B2B: quali sono i contenuti più efficaci?

Facile operare nel B2C, dove i processi decisionali sono semplici e gli acquisti sono basati sulle emozioni. Esempio a caso? Turismo, cucina, ristorazione, abbigliamento. Ma cosa succede quando punti al Content Marketing nel B2B, nel business to business? Cosa accade quando vendi turbine e macchine industriali in un settore in cui è la logica aziendale a comandare tutto? La situazione si complica, ma neanche tanto in fin dei conti. È solo una questione di buona analisi di base e di scelte. Scelte ponderate. Lavorare con i contenuti nel B2B non è più facile o più difficile: è solo una questione di analisi del target. Per scegliere la soluzione migliore rispetto alla logica Inbound Marketing. Sai bene che, ad esempio, il blog è solo uno degli strumenti a disposizione per attirare i clienti sulle pagine. Ma non è l’unico. Influencer Marketing, Native Advertising, Public Speaking, SEO e PPC: ci sono più metodi per raggiungere i potenziali acquirenti. Tutto dipende dalle necessità del pubblico, dagli interessi delle persone e dalle caratteristiche della community. Conviene investire su un blog se le ricerche informazionali di una nicchia sono pari a zero? Forse no, meglio lavorare con l’email marketing e distribuire contenuti avanzati con liste profilate. Per informare i contatti in modo differente. I contenuti utili per chi fa B2B Quali sono i contenuti più efficaci nel B2B? I dati riportati da eMarketer sono chiari: in cima alla lista ci sono le ricerche e i dati. Che contenuti sono questi? Sicuramente avanzati, tipici della sezione Middle Of Funnel. Ovvero una situazione in cui il contatto non deve essere solo alimentato, ma deve avere delle prove tangibili per effettuare la propria scelta....
Smart Working e spremute digitali: intervista ad Andrea Solimene

Smart Working e spremute digitali: intervista ad Andrea Solimene

Smart Working, di cosa si tratta esattamente? È uno dei tanti neologismi che attraversano il web alla ricerca di un luogo stabile, di un terreno fertile, di una community di appartenenza? Ci sono tante definizioni che ruotano intorno allo Smart Working, e spesso sono errate. A volte addirittura fuorvianti. Eppure il web impone nuove dinamiche legate al digitale, agli strumenti della flessibilità e della mobilità. Non esiste più il concetto di ufficio, non più ormai. Anche se la scrivania ti aspetta, il valore aggiunto del web è la sua capacità di renderti presente ovunque. E di farti lavorare meglio, dove preferisci. Come preferisci. Argomento interessante, vero? Approfondiamolo con Andrea Solimene. Chi sei e di cosa ti occupi? Appartengo alla categoria dei “Non capisco che lavoro fai”. In realtà aiuto aziende e persone a innovare il modo in cui comunicano, organizzano lavoro e risorse, lanciano e gestiscono progetti sfruttando le tecnologie digitali. Sono un Digital Transformation Enabler. Ho lanciato Seedble, business accelerator, di cui sono CEO. Racconta ai lettori come hai iniziato Dopo 3 anni di gavetta in una società di consulenza direzionale, ho avuto l’audacia – per non chiamarla pazzia – di lanciarmi in un’iniziativa di startup insieme a un gruppo di amici. Era il 2012 e volevamo realizzare una piattaforma di social recruiting che facilitasse il collegamento tra il mondo universitario e quello del lavoro. Fallì credo per due motivi: troppo presto per il mercato italiano (solo oggi le aziende stanno comprendendo a mala pena le potenzialità dei social media come strumento di recruiting e della ricerca dei talenti), e un team poco adatto al progetto (molte menti, poche braccia)....
La continua crescita di AdBlock: come si muove il pubblico?

La continua crescita di AdBlock: come si muove il pubblico?

Uno dei fattori più importanti per l’evoluzione del web è lo sviluppo di tecnologie, tipo AdBlock, per bloccare la pubblicità. La banner blindness, la fisiologica capacità dell’essere umano di evitare con lo sguardo l’advertising, ha costretto gli inserzionisti ad approcci sempre più aggressivi. Con presenze fastidiose e invadenti, spesso capaci di occupare gran parte del monitor. Risultato? AdBlock diventa un format di base, imprescindibile, irrinunciabile. Ogni browser deve avere il plugin per bloccare le intrusioni, per impedire ai banner di invadere la lettura dei contenuti. Anche per chi usa la pubblicità in modo etico – sfruttando spazi non invadenti e incorniciando i contenuti – diventa obiettivo dei filtri. Questa è una realtà sempre più sviluppata nel web. L’Adblock Report di Pagefair è specifico e dettagliato, descrive una situazione che può essere riassunta in modo semplice: “615 million devices now use adblock, 11% of the global internet population is blocking ads on the web”. Più di 600 milioni di device usano AdBlock, questo significa che l’11% della popolazione globale su internet è stanca dell’adv. Qualche dato più preciso? Crescita di AdBlock nel 2017 Argomenti del postCrescita di AdBlock nel 2017Come hai scoperto AdBlock?Perché le persone bloccano la pubblicitàLe persone accettano AdBlock WallCome risolvere il problema AdBlockE tu usi AdBlock? Il dato da osservare nel report (che puoi trovare per intero su pagefair.com) è la crescita di questo strumento. Chi ipotizzava un rallentamento di AdBlock si sbagliava: per l’anno in corso gli esperti si aspettano un aumento dell’attività, ma in particolar modo sul mobile. Prima AdBlock era quasi solo da desktop, ora non più e i dati sono chiari. L’uso di AdBlock su mobile è cresciuto in modo esponenziale: da 108 a 380...
Inbound Strategies: a Milano due giorni di formazione sull’Inbound Marketing

Inbound Strategies: a Milano due giorni di formazione sull’Inbound Marketing

Inbound Marketing, una disciplina complessa ma in forte crescita, che merita di essere approfondita. Per saperne di più, MediaBuzz è felice di segnalarti Inbound Stretegies, il grande evento formativo in programma il prossimo 10 e 11 marzo a Sesto San Giovanni, Milano. 28 interventi, tenuti da alcuni dei principali esperti del settore a livello nazionale. Obiettivo, conciliare teoria e pratica, attraverso sessioni mirate a trasferire competenze concrete ed esperienza sul campo. Si parlerà, tra l’altro, di Blogging, SEO e Social Media Marketing. In programma anche 5 workshop, orientati a mettere in atto metodologie pratiche di lavoro.     Saranno presenti, tra gli altri, Salvatore Aranzulla, Ivano Di Biasi, Ivan Cutolo, Marco Maltraversi. E poi, ancora, Flavia Imperatore, Valentina Falcinelli e Veronica Gentili. Per approfondire, ecco i profili indispensabili per l’Inbound Marketing: http://www.mediabuzz.it/inbound-marketing-profili-indispensabili/ Tra i relatori dell’evento, intervista a Valentina Turchetti: http://www.mediabuzz.it/social-inbound-valentina-turchetti/ Perché partecipare all’evento Inbound Strategies? Inbound Strategies offre un approccio pratico ad una disciplina diventata fondamentale per il mercato. Non è possibile trascurare l’Inbound Marketing, soprattutto dal momento che i paradigmi del web sono cambiati e la condivisione e la viralità sono diventati concetto cardine. Le aziende più importanti elaborano una strategia di Inbound Marketing, con lo scopo di intercettare le esigenze del loro pubblico. Non mancare, e ricorda che per i lettori di MediaBuzz c’è la possibilità di accedere a uno sconto particolare!   PER USUFRUIRE DELLO SCONTO DEL 25% SUL PREZZO DEL BIGLIETTO, VAI SUL SITO INBOUNDSTRATEGIES.IT DELL’EVENTO E INSERISCI IL CODICE MEDIABUZZ25 NEL CAMPO DEDICATO...
Vuoi migliorare i risultati del tuo blog aziendale?

Vuoi migliorare i risultati del tuo blog aziendale?

Puntare sul blog aziendale è uno dei passi utili per ragionare in ottica inbound marketing. Un’ottica che mette in primo piano i contenuti per intercettare un determinato pubblico. Il passaggio è semplice, almeno sulla carta: non devi essere l’interruzione ma l’esca che attrae le persone giuste. Ovvero quelle che dovrebbero diventare clienti. Quindi il blog aziendale è indispensabile? No, non sempre. A volte i contatti si ottengono in modo differente, non c’è bisogno per forza di un magazine per mettere nero su bianco le tue idee. Ogni azione di content marketing deve essere pensata, contestualizzata in una strategia digitale. Detto questo, il blog aziendale resta una delle formule più utilizzate per raggiungere diversi obiettivi. In primo luogo per intercettare le query informazionali. Ovvero quelle per incrociare le persone che non esprimono una richiesta commerciale, ma cercano risposte e soluzioni pratiche. Questo è un vantaggio strategico, ma non è facile ottenere buoni risultati. Creare un calendario editoriale è un passaggio decisivo, ma non basta. Ecco perché ho deciso di citare l’infografica di Orbit Media Studios. Qui trovi i consigli lasciati dai grandi blogger per raccogliere buoni frutti. Indovina qual è il primo passaggio? Scopriamolo insieme, si trova nel prossimo paragrafo. Investi più tempo per scrivere gli articoli Argomenti del postInvesti più tempo per scrivere gli articoliPunta sui contenuti ricchiLavora sulla promozione dei postAnalizza i dati con curaPubblica con frequenzaCome migliorare il tuo blog aziendale Il tempo è un fattore essenziale nel mondo del blogging. Il rapporto è semplice: più ore investi nella scrittura dei contenuti, maggiori saranno i riscontri. In realtà questa è una proporzione superficiale, nel senso che non puoi definire il...
Linguistica e contenuto online: intervista a Ciro Bocchetti

Linguistica e contenuto online: intervista a Ciro Bocchetti

Lavorare con le parole è importante per chi opera nel mondo del web marketing. Il motivo è semplice: le persone comunicano in questo modo, attraverso i contenuti. Anche quelli scritti. Per questo esistono figure specializzate come i copywriter, i blogger e i web writer. Anche i social media specialist operano con i testi, non c’è soluzione di continuità. Web e parole sono universi strettamente correlati. Ed è per questo che oggi voglio lasciare spazio a un professionista che lavora da sempre con la linguistica. Mettendola poi al servizio del web. Lascio la parola a Ciro Bocchetti con il suo blog, www.asocialman.com. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao a tutti, sono felice di essere in compagnia dei lettori di MediaBuzz. Mi chiamo Ciro Bocchetti, sono un linguista e traduttore che si nutre di web marketing a tempo pieno. Sono la risorsa principale di Zerodonto e dello studio dentistico Cozzolino, due importanti realtà odontoiatriche all’avanguardia dal punto di vista della comunicazione online. Il lavoro in azienda mi prende la maggior parte del tempo dal momento che mi occupo di pianificazione strategica dell’advertising, brand awareness e reputation, community management, relazioni internazionali e tutto ciò che compete a un digital marketing specialist con l’attitudine per l’organizzazione. Collaboro con diverse agenzie web e freelance: in questi casi le mie attività variano dalla traduzione/localizzazione di siti web al blogging, fino alla gestione dei social finalizzata alla brand reputation e all’advertising. Racconta ai lettori come hai iniziato Il mio è un percorso un po’ contorto. Dopo la laurea in linguistica e traduzione specialistica non mi sarebbe dispiaciuto proseguire la carriera accademica, ma mi è stato sconsigliato...
Inbound marketing: i profili indispensabili per lavorare al meglio

Inbound marketing: i profili indispensabili per lavorare al meglio

Quali sono le competenze necessarie per fare inbound marketing? Chi conosce bene questo settore sa bene che il percorso per ottenere buoni risultati è molto articolato. Il motivo è semplice (almeno sulla carta): devi poter contare su una varietà di competenze che spesso appartengono a persone differenti. Persone che possono far parte della stessa agenzia oppure sono freelance al servizio di un cliente, in ogni caso è difficile riassumere tutte le abilità per fare inbound marketing su un’unica presenza. Ma di cosa sto parlando esattamente? Cosa è l’inbound marketing? Si tratta di una metodologia, di un’idea che ti consente di diventare ciò che viene cercano in un determinato momento. Mentre l’outbound marketing si ritrova nella pubblicità che interrompe, inbound marketing diventa il contenuto grazie a blogging, native advertising e storytelling. Così puoi aggirare i problemi relativi alla banner blindness e ai programmi di AdBlock che impediscono ai siti web di mostrare la pubblicità. Tutto questo funziona solo se le agenzie e i professionisti riescono a contestualizzare il singolo progetto all’interno di quello che è un funnel ben preciso per trasformare perfetti estranei in promoter, passando dallo status di lettore e lead come puoi ben vedere dal famoso grafico di HubSpot. Il percorso contempla diverse competenze. Approfondiamo insieme? Attenzione al content marketing Argomenti del postAttenzione al content marketingDalla SEO al Social Media MarketingCreare una landing page efficaceGestisci flussi e contatti emailServe una visione d’insiemeLa tua opinione La prima competenza che deve essere sviluppata è quella relativa ai contenuti perché attivano e alimentano il processo di inbound marketing. Il passaggio chiave è questo: attirare verso le proprie pagine web. Questo significa avere un’analisi chiara...
Influencer marketing nel 2017: dove stiamo andando?

Influencer marketing nel 2017: dove stiamo andando?

Spesso è giusto fermarsi un attimo per riflettere sullo sviluppo della propria materia, sul mondo che ci circonda. Lo facciamo spesso per il content marketing, per l’inbound marketing. E credo che sia interessante dare un’occhiata agli sviluppi dell’influencer marketing nel 2017. Quali sono le previsioni? Quali sono i trend del futuro? Difficile dare una risposta chiara, spesso questi dati vengono intesi come delle definizioni nette. Le cose andranno così, in questo modo. In realtà questo modo di avvicinarsi ai numeri è errato, spesso i numeri sono semplici proiezioni di tendenze particolari. In ogni caso è l’approccio a fare la differenza. Leggere le ricerche che prevedono alcune evoluzioni di un settore vuol dire dare uno sguardo a un possibile futuro. Non di certo conoscere l’esatta dinamica. D’altro canto le aziende che investono vogliono sapere quali potrebbero essere gli sviluppi. Lo stesso vale per gli esperti: informarsi fa parte del proprio lavoro. Lette nel modo giusto, le previsioni possono fare la differenza. Ecco, quindi, un assaggio di quello che potrebbe essere l’influencer marketing nel 2017: grazie a questo documento pubblicato su linqia.com – qualche mese fa – ho individuato una serie di informazioni interessanti. Scopriamole insieme. Le caratteristiche della ricerca Argomenti del postLe caratteristiche della ricercaQuali sono i benefici dell’influencer marketing?Come misurare il ROI nell’influencer marketing?La migliore piattaforma per fare influencer marketingQuanti influencer coinvolgere?Influencer marketing nel 2017: la tua opinione Prima di elencare i punti interessanti di questa ricerca dedicata all’influencer marketing, è giusto indicare i passaggi essenziali che hanno permesso di sintetizzare i dati. Allora, qual è il campione di riferimento? In primo luogo il documento riguarda l’universo B2C e prende in analisi le risposte di 170 esperti di...
Dai social all’inbound marketing: intervista a Valentina Turchetti

Dai social all’inbound marketing: intervista a Valentina Turchetti

Quante volte abbiamo parlato di inbound marketing? Più volte, come è giusto che sia. Perché questo è il topic fondamentale per ottenere buoni risultati in diversi aspetti, e per molte aziende diventa l’unica soluzione. Ecco perché è utile porre l’accento su eventi come Inbound Strategies. Questo appuntamento, previsto per il 10 e 11 marzo 2017 a Milano, riunisce le eccellenze italiane per approfondire tutti i temi legati all’argomento. Puntando l’attenzione su tutti i rami di questa materia (SEO, Social Media Marketing, contenuti…) lavorando anche e soprattutto sui casi pratici. L’attenzione ovviamente cade sui relatori. Chi ci sarà sul palco? Chi comunicherà le proprie conoscenze al pubblico? La lista è corposa, ma abbiamo deciso di dare voce a questi protagonisti con le nostre interviste legate alle eccellenze digitali italiane. Primo nome da mettere in evidenza? Quello di Valentina Turchetti. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao, mi chiamo Valentina Turchetti e sono Web Content Manager. Cosa significa esattamente? Aiuto le aziende e i liberi professionisti a sfruttare i Social Media e i contenuti online per farsi conoscere e promuoversi efficacemente sul Web, trasformando la Comunicazione Digitale in una concreta opportunità di Business. Il mio core business è il Social Media Marketing. Racconta ai lettori come hai iniziato Ho iniziato per aiutare il mio attuale marito, Marco Maltraversi, SEO Specialist: all’epoca stavo finendo la Laurea Specialistica in Lingue e Marco mi chiese di aiutarlo per un progetto web. In realtà, all’epoca non era tanto convinta di questo mondo. Poi, però, mentre frequentavo il Master in Marketing Management me ne sono appassionata e mi sono iscritta a un corso di specializzazione e-learning: SQcuola di...
Native advertising: cos’è e come sfruttare al massimo i contenuti

Native advertising: cos’è e come sfruttare al massimo i contenuti

Il concetto di native advertising è sempre più diffuso nello scenario del content marketing. Il motivo è semplice: le persone non hanno bisogno della pubblicità classica, non più ormai. L’interruzione del messaggio con l’advertising, lo slogan che spinge al puro e semplice acquisto, non può avere futuro in un web che è diventato terreno noto per il pubblico. Oggi non puoi ragionare in questi termini. La banner blindness è un dato di fatto: le persone ignorano i formati pubblicitari classici, hanno sviluppato un percorso visuale che consente di ignorare tutto ciò che viene riconosciuto come interruzione. Ecco perché il concetto di inbound marketing diventa sempre più importante per chi vuole emergere. Devi farti trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Questa è la strada da seguire, questa è la regola fondamentale che ti spinge a lavorare verso il native advertising. Ovvero una delle possibili soluzioni per soddisfare questo bisogno, per dare al pubblico la risposta giusta. E, al tempo stesso, evitare di investire le proprie risorse nel modo sbagliato. Io direi di iniziare questa guida da una definizione. Cos’è il native advertising? Argomenti del postCos’è il native advertising?Piccola storia del native advertisingQuanti tipi di native advertising?Gli aspetti fondamentali del native advertisingEsempi di native advertisingPerché il native advertising funziona?Libri e PDF sul native advertisingNative advertising: la tua opinione Il native advertising è una forma di pubblicità che assume la forma editoriale dei contenuti originali. Non c’è interruzione dell’esperienza utente, questa è un’altra caratteristica di questa realtà. Ma il punto più importante: ciò che viene pubblicato come native advertising è rilevante per l’utente, per la persona che legge o visualizza i...