Contest online e marketing automation: intervista a Nicola Bano

Contest online e marketing automation: intervista a Nicola Bano

Nicola Bano

Nato a Venezia nel 1983. Diploma di maturità artistica. Laureato in Comunicazione all’Università di Padova. Da sempre interessato a tutto quello che accade sul web, ho scoperto l’importanza della parola nel marketing durante gli studi universitari.

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Oggi puntare sul web marketing vuol dire andare oltre le strategie di base. O forse sono le stesse strategie ad avere forme differenti. E obiettivi diversi rispetto al passato. Tutto dipende dal contesto, questo è chiaro. Può bastare una semplice campagna Facebook? In qualche caso sì, ma oggi si sente parlare sempre di più di contest online e marketing automation.

Cosa significa tutto questo? Perché sono dei passi importanti? La risposta arriva per chi sa chiedere alla persona giusta. E oggi su Eccellenze Digitali Italiane abbiamo intervistato una persona che ne capisce di questi temi: Nicola Bano di Leevia. Scopriamo qual è il suo punto di vista sul tema.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Nicola Bano, sono il Digital Marketing Manager di Leevia e mi occupo di tutte le strategie di Digital Marketing dell’azienda: dall’ideazione all’analisi dei risultati. Esperienza come giornalista, blogger, Web Copy. Specializzato nella creazione di strategie di Digital Marketing, soprattutto in ambito B2B: Content Marketing, Social Media, SEO, e-mail marketing e marketing automation.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Per caso. Frequentavo Scienze della Comunicazione all’Università di Padova, con l’idea di diventare un giornalista, e collaboravo già con una piccola testata locale. Mi è capitato di seguire, per una serie di fortunate coincidenze, un’edizione di IAB Forum. Non sapevo assolutamente nulla di Web Marketing, in quei due giorni mi si è aperto un mondo.

Successivamente ho modificato il mio piano di studi e ho cominciato ad approfondire la materia anche per gli affari miei, leggendo libri, blog di settore (all’epoca ancora ce n’erano pochi) e mi sono abbonato ad una rivista che forse non esiste nemmeno più. Prima di laurearmi ho fatto uno stage in una piccola agenzia di comunicazione, in provincia di Padova, e da lì è cominciato tutto. All’epoca si facevano i siti in flash, fare SEO voleva dire inserire keyword ovunque e comprare link da chiunque. Un altro mondo.

Una piattaforma per contest online: perché è necessaria?

Per un sacco di buone ragioni. Anzitutto, la semplicità: con Leevia è possibile creare un contest in pochi minuti, senza scrivere codice, personalizzando il tutto con un editor. In secondo luogo, la normativa italiana impone una serie di paletti, ad esempio sulla conservazione dei dati dei partecipanti. Noi siamo stati i primi a creare una piattaforma di questo tipo in Italia, adeguando tutto alla normativa nostrana.

Un altro vantaggio è quello di avere a disposizione degli Analytics interni molto avanzati, che consentono di valutare in tempo reale l’andamento del contest, consentendo al cliente di capire dove andare ad intervenire per migliorare i KPI che gli interessano.

Infine, siccome i contest si fanno nella maggior parte dei casi per fare Lead Generation, abbiamo creato un sistema che consente di ottenere non solo un database con campi personalizzati e ordinati secondo le esigenze, ma anche e soprattutto un elenco “pulito”, di persone reali e non di bot o utenti fake.

Questo è un problema di cui quasi nessuno è consapevole: se togliessimo tutti i nostri sistemi anti-frode, i database dei clienti sarebbero costituiti fino al 60% da email false, identità create in serie per aumentare le possibilità di vincere. Leevia ha un sistema anti frode che ormai è collaudato e funzionante, ci abbiamo lavorato tantissimo e continuiamo ad aggiornarlo, per cui possiamo affermare che i database che escono dalla nostra piattaforma sono puliti.

Perché un imprenditore dovrebbe investire nel digital marketing?

Nel 2017 la domanda giusta dovrebbe essere un’altra, ovvero: “un’azienda può crescere senza Digital Marketing?”. Secondo me la risposta è: difficilmente. Credo che ormai non sia tanto una questione di digital, che è diventato imprescindibile, ma di come lo si fa. Oggi chiunque ha un sito web, il problema è far capire agli imprenditori italiani che il sito web non serve a niente se non metti in campo una strategia funzionale al risultato; e qui si apre un’altra questione, ovvero: qual è il risultato che le aziende vogliono ottenere?

Aumentare i ricavi. Ecco, questo è il punto. Credo che dovremmo spiegare agli imprenditori che il Digital Marketing serve ad aumentare il fatturato. Se questo non avviene non stanno facendo Digital Marketing, ma qualcos’altro. In merito alle strategie da mettere in campo, ovviamente, per ogni settore, ogni nicchia, ogni azienda, va fatto un discorso diverso, però si deve far passare questo messaggio: fare digital marketing non vuol dire avere un bel sito o un sacco di like su Facebook, ma aumentare il fatturato, direttamente o indirettamente.

Come hai superato (se ci sono state) le diffidenze iniziali?

Qui a Leevia ho avuto la fortuna di trovare un team fantastico, che mi ha supportato anche quando volevo sperimentare cose diverse dal solito o investire in azioni che non sembravano poter dare un ritorno immediato. Quando lavoravo in agenzia ho incontrato molti imprenditori “illuminati”, che capivano le enormi potenzialità della rete, e altri che invece erano fossilizzati su logiche antiche.

Non è semplice far cambiare idea a questi ultimi: a volte ci siamo riusciti, a volte no. Mi sono sempre occupato di B2B, in settori dove spesso non c’è alcuna cultura sul Marketing. L’ufficio marketing viene affidato alla figlia dell’imprenditore, alla moglie del figlio o al cugino/zio/cognato, che si occupa di “fare brochure”. L’Italia è piena di realtà così, che riescono ad essere incredibilmente innovative sul prodotto ed incredibilmente arretrate sul modo di venderlo. Per questo è importante cercare di fare cultura vera.

Qual è la strategia di comunicazione di Leevia nel mercato online?

Quando ho iniziato l’azienda era giovanissima e quasi sconosciuta, c’era l’esigenza di fare branding su una nicchia specifica. Si trattava quindi di posizionarci nel mercato come un brand forte e affidabile. Per fare questo abbiamo puntato molto sul content marketing, creando il Leevia Blog e popolandolo con contenuti specifici di interesse per il nostro target.

Questo ci ha aiutato molto anche nella SEO e nelle strategie sui Social (in particolare con la nostra pagina Facebook). Ma volevamo fare di più, per distinguerci dagli altri. Quindi abbiamo creato la Weekly Marketing Recap, un aggiornamento settimanale dove pubblichiamo tutte le news relative al mondo del digital marketing e SMM, abbiamo lavorato molto alla realizzazione del nostro primo e-book, che somiglia ad un vero e proprio manuale.

Ho sempre pensato che se vuoi acquisire valore devi dare valore, quindi tutto quello che facciamo è impostato in questo modo. Da lì è nata Leevia Academy, con i webinar verticali su argomenti specifici e molte altre novità che metteremo in campo nei prossimi mesi. Insomma, abbiamo cercato di fare cultura vera in una nicchia, quella dei contest online, dove regnava la confusione, sia sul versante operativo, sia sul versante normativo. Facendo questo i nostri potenziali clienti hanno cominciato ad identificarci come esperti del settore, a darci fiducia e a rivolgersi a noi.

Parlaci del (tuo) marketing automation

Usando una logica inbound abbiamo acquistato un software che ci permette di fare marketing automation, identificare le buyer personas, costruire un funnel di vendita e integrare tutto questo nel CRM. L’idea non era quella di eliminare i commerciali, ma di fornire loro contatti sempre più caldi e profili con una serie di informazioni che li aiutino nella vendita. In questo modo, oltre ad incrementare le vendite derivate da chi ci contatta direttamente per realizzare un contest, abbiamo reso più semplice anche la parte outbound, migliorando i risultati.

Contestualmente, siccome la prima P del marketing è il prodotto, abbiamo migliorato la piattaforma, introducendo nuovi prodotti e nuove funzionalità, disegnate sulle esigenze dei nostri clienti. Oggi abbiamo 6 prodotti diversi, che rispondono a diverse meccaniche per organizzare contest online, dal foto contest al giveaway. Inoltre siamo in grado di offrire una serie completa di servizi, dalle pratiche ministeriali alla promozione, fino a comporre pacchetti “chiavi in mano”. Ovvero, il cliente viene da noi con l’idea di realizzare un contest e un obiettivo, e noi trasformiamo tutto questo in una campagna di successo.

Un consiglio ai futuri imprenditori digitali?

Evitate le soluzioni troppo facili, chi vi promette miracoli a costo zero e chi si vende come il fenomeno di turno senza poter dimostrare di esserlo davvero. Non comprate gli infoprodotti dei guru: nel 99% dei casi butterete i vostri soldi. La formazione è importantissima ma non esistono scorciatoie o formule magiche che vi cambieranno la vita con un video di 20 minuti, un PDF di 50 pagine o l’accesso ad un gruppo Facebook dove vi verrà rivelato il segreto del successo. Serve impegno, studio, passione e dedizione.

Rivolgetevi a professionisti seri, che abbiano un’esperienza dimostrabile e verificabile. Procedete sempre per obiettivi misurabili e verificate che questi vengano raggiunti nei tempi stabiliti. Tutto il resto è fuffa, che rende molto a chi la vende e poco a chi la compra.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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