L’Italia crescerà grazie al digitale

L’Italia crescerà grazie al digitale
[Total: 0 Average: 0]

Certo, l’Italia è uno dei paesi più arretrati in termini di agenda digitale. Siamo fanalino di coda in Europa per quanto riguarda la banda larga, e solo Grecia, Paesi Balcanici e Turchia hanno dei dati peggiori del nostro. Ma questi dati già li conosciamo, e se non li conosci li puoi dare uno sguardo a questo articolo. Ma l’Italia è anche un paese ricco si risorse.

Già la Ericcson, però, ha puntato la sua attenzione sulla società ipertecnologica in cui viviamo. E in questi giorni è arrivata una buona notizia: nel 2019 in Italia il giro d’affari dei media raggiungerà 34,8 miliardi di euro. E in questa percentuali ciclopica il digitale ha un peso interessante: a dirlo è il rapporto redatto da PwC “E&M Outlook Italy 2015-2019” che registra una forte accelerata degli investimenti rispetto al 2014, con un tasso di crescita annuale del 3,6%.

Le percentuali del digital

Nel 2019 il digitale occuperà il 47% degli investimento contro il 37% del 2014 (Il Sole 24 Ore): un cambio di passo interessante che potrebbe essere una reale forza di traino per l’economia italiana. Ma non si tratta di un sorpasso definitivo: i media tradizionali saranno ancora in testa al settore fino al 2021 secondo gli osservatori di PwC.

La parte del leone è del mobile, vero trend di crescita con una penetrazione stimata per il 2019 all’87,4%. Impossibile creare un piano di content marketing – e più in generale di web marketing – senza integrare una strategia per il mobile. Anzi, questo è l’errore che molti fanno: integrare.

Il mobile non deve essere integrato ma deve essere la base di partenza, soprattutto in determinati settori. Il tuo progetto deve partire mobile, non deve integrare una versione mobile. I contenuti devono essere studiati per la lettura dallo smartphone, dal tablet e dal computer: per intenderci, da un punto di vista del blogging, non basta applicare un plugin per essere mobile friendly.

E la pubblicità?

La pubblicità continua ad attraversare momenti difficili, anche se le analisi di PwC indicano una svolta di tendenza nel 2016. Merito del digital advertising, della pubblicità nel mondo digitale. Una condizione che però ha dei canali precisi che rispondono al mobile e video advertising. Una penetrazione sempre maggiore del mobile porta gli investitori a puntare su canali che girano intorno alle pubblicità tradizionali.

L'Italia crescerà grazie al digitale

Il caso è esemplare: 198 milioni di utenti nel mondo usa software per bloccare le pubblicità online, e questo meccanismo ha bruciato 22 miliardi di incassi. Il trend è in continua ascesa: i messaggi pubblicitari classici sono troppo invadenti, penalizzano la navigazione. E le persone non vogliono rinunciare ai grandi contenuti. Ecco perché proliferano le applicazioni per bloccare l’advertising, ma soprattutto si sviluppano tecniche alternative per raccontare l’azienda al pubblico.

La condizione indispensabile per crescere?

L’accesso a internet. Senza una distribuzione e implementazione della rete tutto questo diventa aria fritta. I vantaggi del digitale sull’economia italiana – quindi un aumento della spesa e degli investimenti da parte delle aziende – deve essere accompagnato da un miglioramento delle infrastrutture che permettono agli utenti di connettersi. E di fruire i contenuti.

Perché di questo stiamo parlando: contenuti. La pubblicità digitale non è il classico volantino attaccato sul vetro della macchina: è video storytelling, è native advertising, è interazione, gaming, intrattenimento, creazione e distribuzione di app per il mobile. E’ inbound marketing, ecco. Le opinioni di PwC sono chiare a riguardo:

“Degli oltre 5,6 miliardi che rappresentano la crescita del mercato E&M italiano nel periodo 2015-19 – spiega Andrea Samaja di PwC E&M Market Leader – l’accesso a internet contribuirà per il 76% ovvero per 4,3 miliardi, grazie alla penetrazione di smartphone e tablet in salita all’87,4% e al declino dei costi della tecnologia” (fonte).

La banda larga è il futuro, questo è il mantra che continuano a ripetere gli analisti. Ecco, l’acceso a internet salirà nel 2019 al 37% dei ricavi complessivi del mercato E&M (Entertainment & Media), staccando definitivamente il 29% di oggi. Anche i segnali che si registrano negli ultimi mesi nel campo della banda larga e ultralarga sono interessanti. Le connessioni con prestazioni sopra i 4Mbps sono aumentate del 13% in un anno, suggerisce il rapporto sullo stato di Internet del secondo trimestre 2015 pubblicato da Akamai. E non è finita: da aprile a giugno c’è stato addirittura un +1,5% rispetto all’ultimo dato.

Dove siamo diretti?

Difficile dirlo con certezza. Come sempre i dati sono parziali e rappresentano il punto di vista di uno studio che probabilmente non abbraccia per intero la complessità del fenomeno. I segnali, però, sono rassicuranti. Il digital divide passa dalla banda larga, dalla possibilità di trasformare gli strumenti digitali in qualcosa di diverso dalla semplice esperienza di apertura e lettura delle pagine web.

D’altro canto vale il discorso collegato a quello del digital divide: la crescita del Pil va di pari passo con quella della banda larga. Le previsioni sono positive, le eccellenze per far fruttare il digitale non ci mancano (ne intervistiamo una a settimana): aspettiamo con fiducia la tecnologia.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.