Le domande che ti aiuteranno a scrivere il prossimo post

Le domande che ti aiuteranno a scrivere il prossimo post
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I grandi errori del blogging? Ce ne sono tanti e sono anche abbastanza evidenti: c’è chi inizia a scrivere senza pensare al proprio target, c’è chi lavora lasciandosi guidare solo dall’istinto e chi invece vuole calcolare tutto. Proprio tutto.

Lavorare nel mondo del blogging, nella maggior parte dei casi, vuol dire procedere in equilibrio tra incertezze cosmiche e misurazione millimetrica. Tante sono le variabili, ma c’è un aspetto che riguarda solo ed esclusivamente l’autore: la capacità di autoanalisi.

L’autore, detto in altre parole, è capace di farsi delle domande prima di iniziare a lavorare? Basta che si lanci nella mischia per ottenere buoni risultati? Deve riflettere come un monaco tibetano prima di scrivere e pubblicare?

Sì. Deve riflettere. Forse non proprio come un monaco votato alla pace dei sensi, ma deve riflettere. Ecco perché voglio introdurre quelle che, secondo me, sono le domande indispensabili per un blogger. Soprattutto prima di pubblicare l’ennesimo post.

Hai rispettato la tua nicchia?

Credo che questa domanda sia molto importante perché per un blogger è facile, fin troppo facile, andare contro gli interessi della nicchia di riferimento.

Mi spiego meglio. Quando scegli un argomento, quando scrivi un titolo, quando usi un termine piuttosto che un altro stai parlando al tuo pubblico. Ovvero alle persone che ti leggeranno.

Ma il tuo obiettivo è un altro: il tuo obiettivo è la nicchia, quella porzione di pubblico strettamente targettizzato che sceglie il tuo blog come punto di riferimento.

Ecco, le scelte non devono essere prese per un pubblico generico. La scrittura deve rispettare gli interessi della nicchia. A patto che tu voglia lavorare con le persone che fanno parte di questo gruppo, ovvio.

Hai rispettato il tuo stile?

Un eterno equilibrio, ho detto. E se da un lato devi rispettare la nicchia – coccolarla, alimentala, viziarla – dall’altro devi tutelare il tuo stile. Uno stile che ti permetterà di conservare unicità agli occhi del lettore.

Tutti sanno scrivere un articolo ben strutturato. Tutti. Basta apprendere le competenze. Basta rispettare le regole della buona scrittura, della grammatica, della sintassi.

Difficile, invece, trovare qualcuno che sappia farlo mantenendo uno stile personale, che sappia raccontare esperienze e conoscenze con naturalezza, senza passaggi artificiosi.

Parlare al pubblico rispettando il proprio stile è la sfida definitiva. Spesso per allinearsi al desiderio dei lettori i blogger abbandonano la propria voce. Ecco, questa per me è una strada da evitare.

Il testo si lascia leggere?

Hai scritto per la nicchia rispettando il tuo stile. Ora devi assicurarti che il testo sia leggibile (Valentina Falcinelli parla di UX dei testi). Ovvero che sia stato formattato con cura, e che non si presenti come il classico “muro di parole”.

Cosa è un muro di parole?

Un articolo compatto, chiuso, senza aria. Le persone odiano questo modo di presentare i testo, soprattutto quando sono lunghi e tecnici. Ora dirai: ”Ma i quotidiani e i libri sono scritti così”. Altra storia: a medium differente corrisponde fruizione differente.

Quello che vale per la carta stampata non vale per il web, qui devi prendere il lettore per mano e devi accompagnarlo nel testo. Inutile puntare solo sulla qualità dei contenuti se poi non vengono letti, giusto?

Titolo e immagine attirano l’attenzione?

Quali sono gli elementi che saltano all’occhio del lettore appena arriva nella home del tuo blog? Gli elementi del post con maggior rilevanza grafica: il titolo e l’immagine.

Il titolo ha un font più grande, si impone sul testo, e insieme all’immagine attira lo sguardo (e i clic). Quindi prima di andare online ti consiglio di valutare con attenzione questi elementi, considerando sempre il principio di utilità.

Ovvero titolo e immagini devo essere in primo luogo funzionali al post.

Non puoi inserire un’immagine spettacolare ma completamente decontestualizzato (e praticamente inutile) solo per attirare il cursore del mouse. Stesso discorso vale anche per il titolo: è utile all’economia del post? Ha una sua funzione o viene usato solo per attirare clic?

Questi trucchi possono funzionare all’inizio, con i primi articoli. Ma con il tempo i lettori tendono ad abbandonare i blog che promettono e incantano con headline spaziali e totalmente infondate.

Hai controllato tutto?

E quando dico tutto intendo proprio tutto: testo alternative nelle immagini, link (funzionano?), rilettura del testo, coerenza degli header, possibili internal link…

Un articolo di qualità è fatto di tanti dettagli. Certo, ci sono pilastri di indubbia importanza. Ma a volte basta sorvolare su un dettaglio per avere un risultato nettamente inferiore.

E tu non vuoi questo, giusto?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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