Lavorare con gli influencer: intervista a Viviana Cavaliere

Lavorare con gli influencer: intervista a Viviana Cavaliere
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L’influencer marketing è entrato nel social web, hai bisogno di lavori basati su queste logiche per ottenere buoni risultati. Non si tratta di un obbligo, chiaro, però questa strategia ti permette di toccare obiettivi difficili da ottenere in modo diverso.

Lavorare con gli influencer d’altro canto non è facile: devi fare blogger outreach, scegliere le persone adatte, definire una differenza tra influencer e celebrity. Insomma, hai bisogno di un professionista al tuo fianco. Proprio come Viviana Cavaliere di Buzzoole.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Viviana Cavaliere e sono Head of Campaign in Buzzoole. Nel pratico? Gestisco il reparto campaign manager. Un reparto straordinario che si occupa del corretto andamento delle attività di influencer marketing, e cura le relazioni con quelli che sono i publisher della community.

Come sono diventata campaign manager? È una storia lunga e un po’ bizzarra che inizia nel 2007 con la mia iscrizione alla facoltà di Lettere della Federico II. Una scelta che non mi ha mai soddisfatto e che mi ha spinto, alla fine del percorso triennale, a cercare una strada più adatta a me.

Cambio di rotta: la mia stella mi porta verso la laurea magistrale in Marketing e New Media a Roma e, prima di concludere il capitolo universitario, avviene l’incontro con Fabrizio Perrone e Gennaro Varriale, co-founder di Buzzoole.

Racconta ai lettori come hai iniziato

A Roma studiavo e lavoravo in un’agenzia pubblicitaria. Avevo sentito parlare del progetto Buzzoole, quindi mi sono interessata a questa realtà che ai miei occhi appariva del tutto originale. Ho inviato il mio CV e ho iniziato a lavorare per loro.

Sono stata la prima a occuparmi del dipartimento di gestione campagna. Puoi immaginare quanto lavoro ed entusiasmo nel vedere un progetto in cui credi prendere forma e assumere struttura.

Ho colto subito la validità dell’idea, con un buon team Buzzoole sarebbe arrivato lontano. Direi che la mia intuizione non era poi cosi sbagliata. Eravamo 5 e ora siamo più di 35 con uffici in 4 sedi differenti, di cui una nel cuore di Londra.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Dipende dalle realtà. Buzzoole è come una famiglia. La cosa più bella è che ognuno percepisce l’azienda come se fosse la propria, questo perché tutti condividiamo lo stesso sogno. Ognuno mette le sue competenze al servizio della sua realizzazione e presenta idee per migliorare l’azienda e la vita in ufficio.

In Buzzoole cerchiamo di creare un ambiente corporativo, ma allo stesso tempo “da freelance” per necessità e orari. Non si striscia un badge per contare le ore, ma si richiede a ognuno il massimo. Sempre e comunque. Tornassi indietro sceglierei sempre di lavorare qui e di scalare i successi raggiunti.

Come inizia la tua giornata?

Inizia con una serie interminabile di caffè, non ricordo quando finisce. Scherzo 🙂 Inizia alle 7 precise ogni mattina (qualche volta anche prima) con una sveglia super puntuale e uno sguardo rapido alle email ricevute durante la notte.

Colazione veloce, un breve tragitto in macchina e via: eccomi in ufficio, operativa e iperattiva. Le ore volano, il tempo scorre tra call con i clienti, strutturazione di nuovi progetti e riunioni operative. Ecco che in un attimo già cala la sera e ho ancora tante, troppe cose da fare! È dura farsi bastare 24 ore se sei una campaign manager.

Influencer Marketing: la soluzione definitiva?

Influencer MarketingSii sincero, genuino, efficace e il web lo noterà. Ci sono tanti motivi che possono spiegare le potenzialità dell’influencer marketing nella conquista del web. Innanzitutto è genuino, non solo perché è fatto da persone per persone, ma perché è portato avanti da ambassador che amano i brand.

Non è un banner o una forma classica di ADV a parlare, ma la voce di un amico, un conoscente, qualcuno che ha autorevolezza su tematiche specifiche. L’influencer marketing è una forma di advertising ma, a differenza delle altre soluzioni, parte da un aspetto esperienziale che premia la genuinità dei contenuti.

L’influencer marketing è uno strumento potente per i brand perché rappresenta una strategia economica, diretta, tracciabile, capace di superare l’AdBlock. È efficace per il pubblico perché può leggere pareri genuini, contenuti interessanti.

Al contempo, ha un peso specifico per i publisher che si sentono i protagonisti delle storie che raccontano, vedono la propria creatività stimolata, oltre al brief non c’è limite alla loro immaginazione. Si tratta di una pre-affinità tra brand e utente.

I punti di una buona strategia di influencer marketing?

Un cliente dovrebbe rispettare dei punti per creare una strategia efficace. In primo luogo bisogna fornire un brief e non un comunicato stampa: quando crei relazioni con influencer o utenti interessati al tuo progetto, spesso, non puoi farlo utilizzando un linguaggio formale, istituzionale e poco stimolante.

Poi i contenuti devono essere originali e di qualità. Il target deve essere quello giusto per brand affinity, reach, esperienze e relazioni. Ancora, è utile rendere i partecipanti di una campagna di influencer marketing non solo esecutori di una “comunicazione brand”, ma protagonisti del progetto.

Gli influencer sono consumatori che parlano ai consumatori, e il tutto deve avvenire nel modo più genuino possibile. Così mi aggancio all’ultimo punto: il presupposto di una strategia di influencer marketing è un buon prodotto da comunicare.

Come si inserisce in questo settore Buzzoole?

Ci inseriamo nel settore a 360°: dalla tecnologia, alla consulenza, all’offerta. Innoviamo il prodotto, rendendolo appealing per utenti, agenzie e brand. Il nostro R&D è al lavoro tutti i giorni per continuare a essere front-runner rispetto all’innovazione.

Proprio perché l’influencer marketing è sulla cresta dell’onda, la nostra è una promessa di trasparenza. Ci stiamo impegnando molto dal punto di vista legale per rendere cristallino un mercato con dinamiche nuove e in piena evoluzione.

Perché puntare sull’influencer marketing?

L’influencer marketing ha delle potenzialità infinite, ecco perché. Quando si tratta di fiducia le persone credono in coloro che conoscono, reputandoli molto più affidabili di un tradizionale messaggio pubblicitario. Ecco perché i nostri influencer devono essere diretti fruitori dei brand raccontati.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Vuoi entrare in questo mondo? C’è qualcosa che ti piace fare? Inizia a comunicarlo al pubblico: nel tempo crescerà l’interesse verso di te. Diventare un influencer significa essere un appassionato, qualcuno che si informa e che sa trasmettere conoscenza e passione. La cucina non è mai stata il mio punto forte ma a furia di consultare post e ricette di food blogger sono quasi diventata un cuoco stellato.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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