La tua azienda ha (veramente) bisogno di Google Plus?

La tua azienda ha (veramente) bisogno di Google Plus?
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Rispondo subito: dipende. La tua azienda ha bisogno di Google Plus, o almeno in linea di massima è così. Google Plus è uno strumento utile, sotto un certo punto di vista è il futuro del web. Ma bisogna sempre ponderare le azioni e non dare nulla per scontato.

Quando lavori sul web marketing non pianifichi un’azione solo perché le altre aziende si comportano in un certo modo. Lo studio della concorrenza è importante, ma devi sempre valutare la tua realtà e le tue risorse.

 

Ci sono aziende che potrebbero, ad esempio, investire in terreni più solidi come Facebook o Twitter (perfetto se vuoi migliorare il settore customer care). Tutto ruota intorno alle singole necessità, alle tue necessità e a quelle della tua azienda.

Al tempo stesso voglio farti notare come sia facile incrociare nelle serp i risultati Google Plus. Ti fidi di una persona o di un’azienda, trovi i suoi aggiornamenti nelle ricerche: questo è il web secondo Google.

Mountain View spinge verso un uso continuo di Google Plus, e molti analisti vedono in questo strumento il futuro del web. Credi che faccia al caso tuo? Vuoi portare la tua azienda su Google Plus?

Pagina Google Plus

Bene, allora devi creare una pagina. G+ ha una caratteristica in comune con Facebook: offre la possibilità di creare un profilo per le persone e una pagina per le aziende (trovi tutte le informazioni qui).

Questo è il punto di partenza per la tua avventura su Google Plus. I prossimi passi sono decisivi perché ti permettono di risolvere una serie di problemi apparentemente difficili da superare. Il primo lo conosci bene: l’assenza di contenuti.

Google Plus appare come – hai sentito questa formula da qualche parte, vero? – una città fantasma. Appariva forse. Oggi è piuttosto popolata: devi solo seguire le persone giuste inserendole nelle cerchie.

Un social non è interessante in quanto tale: lo diventa grazie ai contenuti condivisi dalle persone che segui. Migliore sarà la profilazione dei contatti, superiore sarà la qualità dei contenuti che troverai nella home.

L’arte della cerchia

Segmenta, includi, cerca le persone che affrontano gli argomenti che preferisci. In questo modo puoi avere non solo contenuti freschi sempre a disposizione, ma anche discussioni interessanti e una profilazione degna di nota.

Questo significa che puoi inviare messaggi mirati solo a determinate cerchie. Come suggerisce anche Social Media Examiner, When Google+ connections give you permission (and make no mistake, permission is very important) to contact them, you can directly notify them via circles.

Magari puoi creare una cerchia per i clienti che vuoi chiamare in causa solo per i post dedicati alle offerte: gli esempi sono infinite itinerari perché le cerchie sono strumenti flessibili. Estremamente flessibili. Ma fai attenzione alle notifiche: rischi di essere disattivato (fonte immagine).

google plus

Il mio consiglio: invia messaggi a cerchie specifiche solo se hai la sicurezza che il messaggio sia gradito, e che non possa essere percepito come spam. Massima attenzione sulla notifica via email in basso: rischi veramente di essere bannato dai contatti.

Nuovi contenuti

Hai risolto il problema dell’assenza di contenuti? Ora devi pensare creazione dei contenuti: invece di proporre la solita minestra fatta di articoli ripresi dal blog ti consiglio di usare la versatilità di Google Plus per creare una qualcosa di unico:

  • Hangout
  • Rubriche fotografiche
  • Tips per superare problemi.
  • Risposte prese dal customer service.
  • Video Tutorial
  • Gif Tutorial
  • FAQ
  • Lista di risorse

Google Plus ha funzioni avanzate, funzioni avanti mille anni luce rispetto a Facebook. E tu hai un compito preciso: sfruttarle. Usa questa piattaforma per creare qualcosa di unico, non pubblicare gli stessi contenuti che hai lasciato sul blog.

La tua azienda ti ringrazierà. E anche le persone che ti accerchiano.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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