La parola al content marketing: intervista a Martina De Nardi

La parola al content marketing: intervista a Martina De Nardi

Martina De Nardi

Laureata in economia e appassionata di web, Martina si occupa di content marketing. Ovvero crea e studia i contenuti migliori per la tua azienda, per le tue necessità. Inoltre è esperta di Linkedin, mostra ai professionisti i vantaggi che porta una buona attività in questo settore.

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Oggi si parla molto di content marketing. Le aziende vogliono fare content marketing e i professionisti credono che tutto si risolva facendo content marketing. Ma cosa vuol dire investire in quest’attività? Semplice: devi aprire un blog e iniziare a pubblicare articoli. Questo è il content marketing?

Sul serio? Sbagliato, questa è la definizione di chi non conosce, di chi non si è specializzato. Il settore del content marketing è ben più articolato e variegato. Ma soprattutto diversificato: ci sono i testi, ci sono le immagini, ci sono i video. Ma ci sono anche piattaforme differenti per pubblicare e amplificare. Tutto diventa più articolato. Ecco perché ci sono professionisti del settore come Martina De Nardi che oggi abbiamo ospitato nella sezione Eccellenze digitali.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Martina (ecco il mio profilo LinkedIn), ho 24 anni e sono una digital freelance specializzata nel Content e Inbound Marketing. Ho aperto il mio blog a settembre 2014 e da allora scrivo, studio, sperimento ed elaboro strategie per farlo crescere giorno dopo giorno. Lavoro con piccole aziende e professionisti identificando con loro la strategia di comunicazione ottimale sul web e collaboro scrivendo articoli per Argoserv e 4Writing.

In ultimo, ma non per importanza, sono una fanatica di LinkedIn, il social professionale per eccellenza. Mi affascina perché è diverso dagli altri e si sposa perfettamente con tutto ciò che riguarda il Content Marketing: attirare clienti con contenuti di qualità ci permette di catturare l’interesse dell’utente su qualsiasi social, ma su Linkedin è dieci volte più efficace.

Come hai iniziato?

Devo dirti che mi sono resa conto solo poco tempo fa dell’enorme passione che ho per il web. Già durante le superiori mi piaceva stare davanti al pc, mi affascinavano strumenti come Facebook e i blog personali. Durante l’università ho svolto uno stage presso un’azienda che aveva appena aperto un e-commerce. Per me sono stati due mesi davvero utili perché sono entrata ancora di più nel merito della comunicazione online. Dopo la laurea ho trovato lavoro come dipendente part time, ma appena ho potuto mi sono buttata sul mondo freelance, convinta fin da subito che fosse la mia strada.

E così è stato. Il mio sito è nato pochi mesi fa ma ha raggiunto risultati che non avrei mai immaginato, e continua a darmi soddisfazioni enormi. Per questo la mia mission al momento è quella di insegnare ad altri a fare lo stesso, replicando queste valide strategie di comunicazione online.

Meglio freelance o lavorare in team?

Molti a questa domanda rispondono in team, ed è assolutamente vero. Lavorare in gruppo ti permette di contare su più professionalità diverse e realizzare un progetto migliore. Ma di fatto sono una libera professionista, e devo dirti che la mia indipendenza non mi fa paura, mi piace, mi responsabilizza e mi dà modo di spronarmi al meglio ogni giorno. Rimane comunque il fatto che è impossibile fare tutto da soli, quindi ogni volta che ho un nuovo progetto mi rivolgo sempre all’aiuto di professionisti esterni.

Come inizia la tua giornata?

Sveglia alle 7.00 / 7.15 più o meno, colazione molto abbondante e sguardo immediato alle email e ad Analytics, per vedere l’andamento delle visite sul mio sito. Non si tratta di un valore fondamentale, ma rimane sempre una gran bella soddisfazione vedere il grafico salire in picchiata 🙂 Oppure a volte scendere miseramente.

Mi piacerebbe essere una di quelle freelance super organizzate, con la giornata divisa perfettamente in fasce orarie: tempo per il proprio blog, tempo per i clienti, tempo per le email, tempo per le skype call. Il problema è che non ho ancora trovato l’organizzazione perfetta della mia giornata tipo, sto perfezionando il tutto ed è davvero difficile. Per il momento ho imparato a spegnere qualsiasi tipo di notifica durante i momenti produttivi, è già un primo passo.

I social sono importanti per un’azienda?

Oggi la risposta a questa domanda è scontata, almeno, dovrebbe esserlo. Eppure ciò che è scontato per qualcuno non lo è per altri, che ancora non ci credono, non capiscono o più semplicemente non vogliono capire.

Non voglio riferirmi alle statistiche e ai numeri, ma di fatto sappiamo bene che quasi tutti quelli che incontriamo hanno un profilo Facebook o su Twitter. Ma soprattutto quasi tutti prima di fare un acquisto di qualsiasi tipo si informano e cercano consigli online che possano aiutarli a fare la scelta giusta.

Comunicare al mondo che un’azienda è “leader sul mercato” non è più sufficiente, serve uno sforzo maggiore e forse troppo grande per le realtà aziendali italiane. È la qualità del messaggio che esprimi, la bontà delle cose che dici, la curiosità che metti nel lettore, l’accoglienza che sei in grado di trasmettere al cliente, che ti rendono migliore rispetto ai concorrenti.

In questa logica i social sono uno strumento eccellente per arrivare all’attenzione del lettore, facendo emergere le sue emozioni e interessandolo a ciò che hai da offrire. Sia chiaro, sono strumenti, non esistono le bacchette magiche.

Fare blogging è davvero fondamentale?

Senza l’attività di blogging che faccio ogni giorno, non potrei alimentare continuamente quel personal brand su cui tanto ho lavorato negli ultimi mesi. Sono contenta di avere diverse richieste e proposte di lavoro, ma alla fine quello che per me conta davvero è dedicare almeno un’ora al giorno al mio sito, perché senza di esso non sarei mai arrivata dove sono ora.

È a tutti gli effetti il mio strumento di lavoro più importante, rappresenta me stessa in tutto e per tutto. Se cresce lui, posso crescere anche io come persona e come professionista. Perché alla fine, c’è ancora tantissima strada da fare, un post alla volta 🙂

La tua professione in una strategia di web marketing…

Non so se dipenda dal mio modo di essere o da come sono stata educata, ma in qualsiasi progetto che inizio metto al primo posto il rispetto e la fiducia. È vero, lavoro e comunico usando uno schermo e una tastiera, ma è grazie ad essi che ho avuto l’occasione di conoscere persone eccezionali e bravissime.

Sono sempre stata una persona sincera, aperta e gentile. Questo mio modo d’essere lo trasporto sul web senza farmi tanti problemi, e funziona molto bene. Al di là della SEO e di tutto ciò che occorre per avere un sito funzionale e fatto come si deve, al di là di tutte le tecniche migliori di copywriting e delle strategie di comunicazione sui social, se manca l’aspetto personale e sincero, se viene a mancare la credibilità, sarà difficile venire apprezzati per ciò che si può offrire.

Questo non vale soltanto per chi lavora come professionista, perché un’azienda è fatta di persone, dietro un marchio lavorano persone reali con sentimenti, idee e opinioni che possono essere trasmesse anche sul web usando tutti gli strumenti necessari.

L’autenticità del contenuto è messo in pericolo dal native advertising?

Oggi si parla così tanto di Content Marketing e dell’importanza di fornire contenuti di qualità, credo che la Native Advertising possa fare solo del bene. Ciò che conta davvero è la capacità di riuscire a trasmettere credibilità agli occhi degli utenti, attraverso la fruizione di informazioni e contenuti che vadano a rispondere ad un bisogno preciso e concreto.

Il prodotto fisico è una diretta conseguenza di tutto ciò: impara ad interessare davvero l’utente a quello che hai da dire, fornendo soluzioni valide. Chiaramente il prodotto correlato alle informazioni fornite può solo essere un qualcosa in più che va a giovare sull’interesse stesso dell’utente.

L’importante è che non sia invasivo, le persone si sono stufate di vedere grandi cartelloni pubblicitari, online o offline non fa differenza. Più grande non vuol dire più bello e più efficace.

Qual è stato il progetto di maggior successo fino ad oggi?

Ho passato 8 mesi a lavorare in un’azienda seguendo il loro sito web, e solo dopo 8 mesi di lavoro e aggiornamento costante del sito abbiamo visto dei risultati concreti in termini di contatti e richieste di preventivo. Per me è stato un successo, perché era la prima volta che capivo quanto fosse efficace lo strumento “internet”.

Ma di fatto, il mio blog è ciò che mi ha portato le più grandi soddisfazioni in termini di visibilità, di contatti e rapporti instaurati, di crescita personale e professionale che mi danno modo di continuare a crederci sempre di più in quello che faccio.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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