La banda ultra larga in Italia: un sogno che si avvera?

La banda ultra larga in Italia: un sogno che si avvera?
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In questo blog ho più volte indicato la mancanza della banda ultra larga come uno dei motivi del divario digitale (o digital divide, come preferisci) che colpisce l’Italia. Il confronto è quello con i paesi dell’Europa: un’unica comunità con differenze interne senza paragoni.

Partiamo dai dati strutturali: il divario tra nord e sud dell’Europa è sconcertante. Una ricerca pubblicata sull’Indipendent mostra – attraverso la mappa che vedi in basso – le velocità di download della rete. L’Italia è fanalino di coda insieme a Grecia, Balcani e Turchia. Tutti gli altri paesi del nord Europa – ma anche quelli dell’est – hanno velocità superiori.

La banda ultra larga in Italia: un sogno che si avvera?

Quindi il problema è tecnico. C’è anche una componente culturale, una sfumatura che ci vede ancora poco attenti alle nuove tecnologie. E a volte scettici di fronte a tante novità. Ma la banda larga resta decisiva: a causa della sua assenza non si riesce ad attuare in pieno la digitalizzazione del nostro paese.

Più passaggio di dati, maggiori informazioni, diverso uso della rete, possibilità di influenzare la realtà attraverso un uso virtuoso di internet. Uno scenario che rimane pura immaginazione per chi non riesce a cogliere il treno della banda ultra larga. Ma è questo il nostro destino? Non ci sono altre soluzioni? Ma soprattutto: la banda ultra larga è una realtà arretrata in Italia?

I dati sono positivi

In realtà i dati che arrivano dal CorCom – quotidiano online dell’economia digitale e dell’innovazione.- sono incoraggianti. Ecco un estratto dalla newsletter pubblicata in questi giorni anche dal Corriere della Sera:

“Numeri, buoni numeri. 141.000 nuove connessioni alla banda larga e ultralarga nel solo primo trimestre dell’anno: i dati, frutto delle comunicazioni sulle nuove attivazioni da parte degli operatori di telecomunicazioni, mostrano un andamento decisamente al rialzo”.

Una buona notizia arriva anche dalla Toscana: più fibra per tutti, questo è lo slogan portato avanti dalla regione che punta a finire i lavori entro il 31 ottobre 2015. Quindi tra pochi mesi.

Sembra che qualcosa si stia muovendo. Come suggerisce Il Corriere della Sera (link precedente), anche nei mesi estivi del 2014 si è assistito a un cambio di rotta per quando riguarda l’attivazione dei nuovi servizi, e questo lascia intendere previsioni positive per il 2015.

Poi, nello scenario digital italiano è sempre più presente l’attività dell’Enel che vuole imporsi nel settore della banda ultra larga. Un settore che è sempre stato appannaggio delle compagnie di telecomunicazione, e che adesso vede un altro protagonista in campo.

I protagonisti scendono in campo

L’accordo tra i titani di questa battaglia per la banda ultra larga – ovvero Telecom ed Enel – è solo l’ultimo passaggio di una sequenza di fatti che viene ben illustrata da questo grafico interattivo (fonte Wired): basta sfogliare lo storico per ammirare un percorso fatto di continue soste e ripartenze.

Ecco perché Matteo Renzi ha creato una strategia per velocizzare i tempi di realizzazione. C’è una road map da seguire, un’agenda digitale da realizzare. Quindi largo ad altri soggetti per rinvigorire la competizione.

Come suggerisce anche Wired, il ruolo dell’Enel non sarebbe solo quello di condividere le proprie infrastrutture, ma scaverebbe e poserebbe fibra propria per realizzare il progetto “Internet delle cose” basato sui contatori intelligenti già presenti nelle case degli italiani.

Piano B

L’Enel rientra nel progetto della linea ultra veloce. In primo luogo per le infrastrutture, per dare modo agli operatori di stendere un cavo nel modo più semplice possibile. L’Enel è già presente in questo settore ed è disponibile a lavorare in questa direzione. D’altro canto le continue perdite di tempo hanno costretto il premier a prendere in esame un altro concorrente.

E quando c’è concorrenza c’è un buon movimento di risorse. Soprattutto, i tempi si accorciano come per magia. Secondo te con le continue pressioni dell’Enel ci avvicineremo al momento in cui navigheremo sempre, ogni giorno, con la banda ultra larga? Quanto dovremo aspettare?

Ancora. La banda ultra larga è il centro dal quale può partire una rivoluzione digitale in Italia? Non dimentichiamo l’aspetto culturale? La stessa regione Toscana, attraverso le dichiarazioni di Vittorio Bugli, sottolinea l’importanza della formazione e dell’alfabetizzazione della popolazione

Uno strumento potente e perfomante diventa inutile in mano a chi non lo sa sfruttare al massimo. Sei d’accordo? Aspetto le tue riflessioni sul digital divide nei commenti: non mancare.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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