Come e perché gli italiani usano i social network

Come e perché gli italiani usano i social network
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Chi lavora nel mondo del web marketing deve farsi qualche domanda. E deve chiedersi qual è la strada da seguire per pianificare la propria strategia. Questo vale anche nel microcosmo del social media marketing, in quel settore dedicato all’uso delle piattaforme nate per condividere conoscenza.

Sto parlando di Facebook, Twitter, Pinterest, LinkedIn e chi più ne ha più ne metta. Ci sono centinaia di social media specialist che cercano di migliorare e ottimizzare le strategie per i propri clienti. E per ottenere risultati concreti. D’altro canto è parte della logica inbound marketing: i social sono essenziali per farsi trovare nel momento giusto, quando le persone hanno bisogno di te.

Hanno bisogno dei tuoi contenuti e dei tuoi prodotti o servizi. Ma le strategie crescono grazie a visioni ampie, e magari con delle previsioni attendibili. Ovvero indicazioni su cosa succederà in futuro. Tutto questo è interessante, ma è più utile sapere cosa accade qui e ora. Ecco perché ho scelto Blogmeter.

O meglio, ho scelto di condividere i risultati della ricerca Italiani e Social Media, un’indagine – realizzata intervistando un campione rappresentativo di 1.500 persone – che permette di avere un riferimento dell’uso di questi strumenti sul territorio nazionale. Perché una strategia lontana dall’attività quotidiana rischia di diventare un lavoro muto e inutile. Quali sono, quindi, i risultati?

Il mondo degli influencer online

Voglio iniziare proprio dalla parte finale della ricerca, quella dedicata a celebrità e influencer. Quest’ultimo step è importante perché determina un passaggio decisivo per chi lavora a stretto giro con l’influencer marketing: la fan base e la credibilità sono punti non sempre correlati.

Questo significa che avere grandi numeri non sempre è sinonimo di efficacia ed efficienza. Sei ancora convinto che acquistare follower su Instagram sia una buona idea? Niente di più sbagliato, la fama te la conquisti sul campo. Giorno dopo giorno, immagine dopo immagine.

Chi fa blogger outreach deve tener presente questo snodo, così come deve ponderare la selettività delle fasce avanzate d’età: i giovani tendono a seguire un numero maggiore di influencer, collegati a categorie differenti, mentre le persone più avanti con gli anni diventano selettive. Questo significa, soprattutto, ragionare su come scegliere un influencer quando si vuole raggiungere un determinato pubblico.

Da leggere: come diventare influencer

Social di cittadinanza e social funzionali

Uno degli aspetti più interessanti di questa ricerca è la presenza di una distinzione tra social di cittadinanza e funzionali. Da un lato ci sono realtà che identificano la nostra identità online, e che sono una presenza costante nella dieta digitale. Indovina qual è un aspetto decisivo in questi casi?

La frequenza temporale, quante volte accedi a una determinata piattaforma. Ci sono social che vengono visitati più volte al giorno o a settimana, sono una costanza. Mentre altri indirizzi – in linea di massima – li raggiungi solo quando c’è bisogno, per svolgere una funzione specifica. Non per intrattenerti.

Social di cittadinanza e social funzionali

Il social di cittadinanza per eccellenza? Facebook con l’84% delle preferenze. Poi ci sono YouTube e Instagram, mentre nel settore della messaggistica il settore è dominato da Messenger e WhatsApp. Chiuso questo capitolo, ci sono le realtà usate solo per determinati scopi come Skype, Telegram, Google Plus, Twitter e LinkedIn: vengono visitate saltuariamente, solo per motivi specifici.

Quali sono i social abbandonati?

Gli italiani abbandonano i social che non usano più. Questo finale, però, non è condiviso da tutte le piattaforme. Il social che viene lasciato con maggior frequenza è Tinder: 3,5 intervistati su 10 si sono iscritti e poi cancellati. Le altre piattaforme che hanno lo stesso destino sono Snapchat, Pinterest e Twitter. Tutte piattaforme che si ritrovano nel gruppo dei social funzionali.

Il rapporto tra età e social media

Un rapporto come sempre molto interessante. Il primo dato utile è questo: il numero di canali ai quali ci si iscrive è inversamente proporzionale all’età. Questo significa che gli adulti sono presenti su un numero minore di social. Ecco un estratto che può chiarire questa situazione indicando età e numeri concreti:

Nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la media di social e servizi di messaggistica posseduti è superiore a sette, dopo i 45 anni, invece, scende a tre canali.

Le differenze si notano nel tipo di social utilizzati. I giovanissimi – dai 15 ai 17 anni – preferiscono quelli basati sul visual, Instagram e YouTube. Con il passare del tempo Facebook guadagna terreno, conquistando la fascia dai 18 ai 24 anni. Poi un grande ritorno tra gli over 35: la televisione.

social età

Nonostante la grande diffusione dei social, TV e magazine cartacei continuano ad avere un buon seguito. Ma, soprattutto, mantengono una buona credibilità, a differenza di YouTube e Facebook.

Per quanto riguarda la vendita, invece, il focus si sposta sui grandi portali di acquisti online e di recensioni. Quindi gli italiani, in questo caso, si affidano a brand come Amazon, Ebay e Tripadvisor.

Perché gli italiani usano i social?

Per curiosità e interesse. Sembra strano ma queste sono le risposte che hanno dato gli intervistati, coprendo il 21% del campione. Il 17%, invece, si è espresso a favore della creazione di nuove relazioni e un 14% punta sullo svago. Il binomio Facebook/Instagram, insieme a YouTube, domina lo scenario.

Ma l’aspetto più interessante di questi dati riguarda la riflessione intorno ai numeri: c’è qualcuno che si iscrive a Facebook per capire cosa acquistare? No, per questo il tuo compito è chiaro: creare contenuti capaci di veicolare il messaggio intercettando curiosità, interesse, divertimento.

Ecco perché le aziende puntano sullo storytelling, sul native advertising e su un content marketing non più basato sulla promozione ma sulla narrazione di un prodotto. Vuoi qualche caso concreto: ecco gli esempi di Instagram Stories che le grandi aziende mettono in campo per conquistare il pubblico.

La tua opinione sulla ricerca

In questa ricerca si mette al centro questa domanda: perché gli italiani usano i social? E, soprattutto, quali sono le differenze in queste abitudini? Una buona attività di Social Media Marketing non può ignorare le dinamiche che si instaurano in questo settore: il medium è il messaggio, così diceva McLuhan.

Oggi è sempre più giusta quest’affermazione, non credi? È intorno allo strumento che si definisce la Social Media Strategy? Ti ritrovi nelle indicazioni lasciate dalla ricerca? Approfondiamo nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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