Inbound Strategies 2017, il racconto dell’evento di Milano

Inbound Strategies 2017, il racconto dell’evento di Milano
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400 partecipanti, 18 speech e 7 workshop: sono questi alcuni dei numeri principali dell’Inbound Strategies, la due giorni di formazioni tenutasi a Milano lo scorso 10 e 11 marzo.

Media partner dell’evento, MediaBuzz l’ha seguito per voi ed è qui per condividere alcuni dei punti salienti toccati dai relatori. Al centro dell’attenzione le tematiche dell’Inbound Marketing e delle tecniche SEO più avanzate, con un occhio particolare alle loro applicazioni.
Prima edizione dell’iniziativa, ha coinvolto alcuni dei più affermati professionisti in ambito digitale, insieme per raccontare l’evoluzione di una disciplina complessa e in costante crescita.
E allora, ecco per voi alcuni spunti da portare a casa, suddivisi per aree di riferimento.

Seo & Link Building

Tra i primi interventi in programma, quello di Riccardo Mares dedicato alla Keyword Research. Secondo Riccardo, al di là dei tool, ciò che conta sono le persone. Ecco che il primo passaggio dell’analisi riguarda l’identificazione delle buyer personas e degli intenti di ricerca, con cui poi si andrà a sincronizzare la selezione e categorizzazione delle parole chiave. Il processo si chiude con l’ottimizzazione della navigazione e dei testi, e con il monitoraggio dei risultati.

Un approccio condiviso da Massimo Fattoretto, secondo cui un’attività di link building non può essere svolta senza una cura particolare verso l’onsite. Consideriamo, dice Massimo, che Google valuta i siti come noi valutiamo le persone. E, allora, strutturiamo il nostro sito o la landing page in modo tale da ottimizzare il risultato. Tra i contenuti più efficaci: infografiche, materiali multimediali, widget, tool, news e ricerche.

In linea anche lo speech di Simone Righini, incentrato sulla SEO Action Plan. Anche in questo caso i link rappresentano l’ultimo passaggio di una strategia SEO, qui mostrata prendendo spunto da Maslow. In cima alla piramide il Click Through Rate, obiettivo finale.

Piramide di Maslow

 

Social Media Marketing

Ma Inbound Marketing non è solo SEO. Lo sa bene Valentina Turchetti, che chiude la prima giornata di formazione parlando di contenuti che convertono. Il campo d’azione sono i social media e, si sa, la vendita il più delle volte è un obiettivo indiretto. Il primo step della conversione è in questo caso l’engagement. Ecco che Valentina ci elenca le 12 linee guida del web content. In prima posizione, la necessità di andare direttamente al punto, come suggerito dal metodo della Piramide Rovesciata.

Il viaggio nel mondo dei social media prosegue il giorno successivo con Veronica Gentili, protagonista di un panel dedicato alle Social Media Strategies. Focus su Facebook, per chiarire anche in questo caso come obiettivi di vendita siano scarsamente raggiungibili tramite questo canale. Si tratta tuttavia di uno strumento particolarmente affine ad obiettivi di lead generation, a patto di seguire alcune semplici regole. Prima tra tutte, profilare accuratamente il target di riferimento.

È poi la volta di Valentina Vellucci e delle sue Social Media Metrics. Un percorso molto concreto tra gli step di un benchmarking assessment di successo. Con un’incursione molto apprezzata nei tool preferiti da Valentina, tra cui Fanpage Karma e Social Blade.

Valentina Velucci

Content & Copy

E non sono mancati, sul palco dell’Inbound Strategies, anche esempi concreti da cui trarre spunto. Primo tra tutti, quello di Flavia Imperatore, founder di Misya.info. Nato nel 2007 senza alcuna strategia, è oggi sul podio dei siti di cucina più visitati in Italia, secondo solo a Giallo Zafferano. Nel 2011 il primo contatto da parte di un grande editore, che fiutò le potenzialità del progetto. Poi una crescita costante, fino alle 40.000 visite al giorno di oggi. La ricetta del successo di Flavia? 80% Content, 20% Seo.

Molto scorrevole l’intervento di Valentina Falcinelli con il suo Copy Strategico. Un suggestivo viaggio nel modo del Tone of Voice, ovvero nei testi che si fanno personalità. Si, perché secondo Valentina il ToV è la chiave per affermare la propria unicità. Ma con 3 punti da tenere bene a mente: è in linea con il target che si intende raggiungere; si lega a precisi obiettivi di marketing; si esprime attraverso l’uso e l’abolizione di forme, espressioni e parole capaci di rispecchiare personalità e valori del brand.

E come fare a meno di citare Salvatore Aranzulla? Il re del “come”, intervistato da Salvatore Russo, ha condiviso i segreti del successo del suo sito, nato nel 2002 per fornire una risposta alle domande più diffuse nell’ambito dell’informatica. Oggi è tra i più visitati in Italia, grazie a una combinazione vincente di Keyword Research e Content Creation.

Salvatore Aranzulla

Non solo Inbound

Ma quando ricorrere all’Inbound Marketing? Secondo Jacopo Matteuzzi la scelta è particolarmente efficace in caso di prodotti impegnativi, costosi, rischiosi o complessi. Il motivo? Permette di inserir intercettare il Momento Zero della Verità, la nuova fase del processo di acquisto introdotta dal web. È qui che il consumatore decide se passare dallo stimolo allo scaffale, per poi proseguire con l’esperienza.

E poi, tra gli altri, il Semantic Web di Ivano Di Biasi, l’introduzione al Neuromarketing di Andrea Saletti, l’Influencer Marketing di Matteo Pogliani, e il Visual Storytelling di Valentina Tanzillo.

E tu, cosa ne pensi?

Eri anche tu all’Inboound Stretegies? Hai osservazioni particolari da condividere? Raccontaci cosa ne pensi e cosa aggiungeresti a questo nostro racconto.

Annalisa Masi

Annalisa Masi, Press & Media Relations Manager per MediaBuzz. Specializzata in Digital PR, è giornalista dal 2008. Presto conquistata dal mondo digitale, si occupa anche di web writing e social media. Visual arts lover, trascorre il tempo libero tra cinema e fotografia.

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