Inbound marketing: i profili indispensabili per lavorare al meglio

Inbound marketing: i profili indispensabili per lavorare al meglio
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Quali sono le competenze necessarie per fare inbound marketing? Chi conosce bene questo settore sa bene che il percorso per ottenere buoni risultati è molto articolato. Il motivo è semplice (almeno sulla carta): devi poter contare su una varietà di competenze che spesso appartengono a persone differenti.

Persone che possono far parte della stessa agenzia oppure sono freelance al servizio di un cliente, in ogni caso è difficile riassumere tutte le abilità per fare inbound marketing su un’unica presenza. Ma di cosa sto parlando esattamente? Cosa è l’inbound marketing? Si tratta di una metodologia, di un’idea che ti consente di diventare ciò che viene cercano in un determinato momento.

Mentre l’outbound marketing si ritrova nella pubblicità che interrompe, inbound marketing diventa il contenuto grazie a blogging, native advertising e storytelling. Così puoi aggirare i problemi relativi alla banner blindness e ai programmi di AdBlock che impediscono ai siti web di mostrare la pubblicità.

Formazione e inbound marketing

Tutto questo funziona solo se le agenzie e i professionisti riescono a contestualizzare il singolo progetto all’interno di quello che è un funnel ben preciso per trasformare perfetti estranei in promoter, passando dallo status di lettore e lead come puoi ben vedere dal famoso grafico di HubSpot. Il percorso contempla diverse competenze. Approfondiamo insieme?

Attenzione al content marketing

La prima competenza che deve essere sviluppata è quella relativa ai contenuti perché attivano e alimentano il processo di inbound marketing. Il passaggio chiave è questo: attirare verso le proprie pagine web. Questo significa avere un’analisi chiara di quelle che sono le esigenze degli individui nel momento in cui navigano. E usano Google.

Queste esigenze si possono organizzare e mettere in chiaro attraverso un piano editoriale. Qui puoi identificare il target, i competitor e i mezzi di comunicazione per soddisfare il pubblico da raggiungere. Come ben sai, le ricerche informazionali sono superiori (circa 80%) rispetto a quelle navigazionali e transazionali. Le persone cercano informazioni, tutorial, chiarimenti su un argomento.

Il tuo obiettivo? Essere in grado di intercettare queste ricerche informazionali attraverso il miglior contenuto possibile. Un contenuto che può essere un video, una serie di immagini, un testo preparato in ottica native advertising. Oppure può essere l’articolo di un blog. Di conseguenza, per lavorare nel mondo dell’inbound marketing hai bisogno di una competenza completa del content marketing.

Da leggere: cos’è il native advertising? 

Dalla SEO al Social Media Marketing

Altre competenze decisive per chi lavora in questo mondo sono quelle relative a ciò che ruota intorno al contenuto e la sua distribuzione. Vale a dire SEO e Social Media Marketing. Iniziamo dal primo passaggio. Attraverso una buona ottimizzazione SEO puoi creare degli articoli capaci di farsi trovare nel momento giusto. Questa la vera rivoluzione dell’inbound marketing: non interrompere il contenuto, crea ciò che serve. Punta su una strategia SEO per organizzare il calendario editoriale.

Al tempo stesso con il Social Media Marketing migliori i passaggi che permettono al contenuto di distribuirsi nel miglior modo possibile attraverso le piattaforme adeguate a un target. Un target che può essere attivo soprattutto su Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter oppure Google Plus. Tutto questo senza dimenticare l’aspetto legato all’advertising, sia sui social che sui motori di ricerca.

Ora mi dirai: “Ma l’inbound marketing non è contro la pubblicità?”. Sbagliato, la differenza sta nell’attitudine, nell’approccio. Puoi lavorare in questa direzione e pianificare delle campagne di Facebook Advertising o Google AdWords capaci di rispondere alle domande del pubblico. Soprattutto quelle transazionali, che prevedono un’azione specifica dell’utente che può portare a una conversione diretta e misurabile.

Creare una landing page efficace

Vuoi organizzare un processo di inbound marketing? Devi creare delle landing page efficaci, delle pagine create e pensate per un unico scopo. Ovvero trasformare gli utenti in potenziali clienti, il lead, in contatti da sfruttare in modo differente. Tutto dipende dal tipo di business che stai organizzando. La landing page, infatti, può essere utile per vendere un prodotto o un servizio. Oppure per ottenere un contatto da sfruttare attraverso un processo di lead nurturing che prevede passaggi successivi.

Creare una landing page efficace è essenziale per il processo di inbound. In questo caso hai bisogno di un bravo copywriter che sfrutti le leve persuasive per spingere il lettore verso la call to action e il form per lasciare il messaggio. Ma serve anche un web designer capace di piegare tutti gli elementi della pagina verso l’obiettivo ultimo, magari grazie alle competenze sviluppate nel campo del neuromarketing.

Ah, mai dimenticare l’user experience con un approccio specifico verso i flussi interni. Aumentare le visite del blog è utile, creare una buona landing page anche. Ma se non riesci a spostare le visite su quest’ultima risorsa stai perdendo tempo.

Da leggere: l’importanza del neuromarketing, intervista ad Andrea Saletti

Gestisci flussi e contatti email

Siamo arrivati al momento in cui generi profitto. L’utente, da perfetto sconosciuto, diventa cliente per poi trasformarsi in ambassador. Un evangelista. C’è bisogno di un lavoro che contempli l’uso di un CRM, e dei programmi di email marketing. In particolar modo questo punto può fare la differenza: non tutti i contatti sono pronti all’acquisto quindi devi lavorare sul già citato concetto di lead nurturing.

inbound marketing

Questo significa alimentare l’audience con contenuti differenti, pensati per le varie fasi del funnel: iniziale, intermedia, finale. Le risorse possono guidare il contatto dal semplice ebook al white paper fino al codice promo e infine all’acquisto. Proprio come suggerisce il grafico di Moz. Per poi passare alla fase della promozione: l’inbound marketing non si ferma alla vendita, ti aiuta a seguire il contatto anche dopo.

Come? Sempre attraverso la fidelizzazione dei social, del blog e della newsletter. Le persone devono essere seguite, le risposte devono arrivare subito grazie a un buon lavoro di community manager e di monitoring. Scandaglia la rete (magari con strumenti come Mention e Hootsuite), rispondi sempre alle domande che riguardano te e il tuo campo. Devi essere presente, pertinente e utile.

Serve una visione d’insieme

Chiaro, il mio lavoro in questa sede è superficiale. Ho racchiuso le competenze per fare inbound marketing in macro categorie che potrebbero essere descritte in sezioni sempre più piccole e raffinate. Quello che però voglio sottolineare è la necessità di avere una visione d’insieme. Puoi occuparti della SEO, dei social, dei testi. Puoi essere un project manager. In ogni caso hai bisogno di una competenza completa.

Una competenza che puoi trovare con una formazione adeguata. Sto parlando di studio, test e tentativi personali (magari sul proprio blog) ma soprattutto esperienza sul campo. Devi sporcarti le mani in un’agenzia, devi lavorare con un team capace di condividere competenze sempre nuove, dettagliate, complesse. Senza questi ingredienti (studio, esperienza, ricerca personale) è difficile ottenere risultati.

Il nostro consiglio: a Milano, il 10 e l’11 marzo, ti aspetta l’evento Inbound Strategies dedicato proprio a questo tema. Ci saranno i principali esperti del settore e per i lettori di MediaBuzz abbiamo pensato a uno sconto del 25% sul prezzo. Per ottenerlo devi usare il coupon MEDIABUZZ25.

La tua opinione

Sono sicuro che questo spaccato dell’universo inbound marketing può fare la differenza , almeno per iniziare a chiarire le idee per iniziare a lavorare nel modo giusto. E per dare valore alla tua attività online. Sei pronto per fare la migliore formazione possibile? Quali saranno i tuoi prossimi passi? Il mio consiglio è semplice: formazione, esperienza sul campo, ricerca e tentativi. Tu, invece, cosa consigli?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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