Inbound Marketing ambassador: intervista a Jacopo Samo Matteuzzi

Inbound Marketing ambassador: intervista a Jacopo Samo Matteuzzi

Jacopo Samo Matteuzzi

Founder e CEO di Studio Samo, nonché docente di web marketing, esperto SEO/SEM/Social Media. Sono consulente per molte aziende italiane e docente di web marketing presso l’Università di Bologna (Seminario “web marketing strategies and analysis”, facoltà di Scienze Statistiche e facoltà di Economia e Management).

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Founder e CEO di Studio Samo, nonché docente di web marketing, esperto SEO/SEM/Social Media. Ho un’esperienza più che decennale in ambito web marketing e sono consulente per molte aziende italiane. Sono docente di web marketing presso l’Università di Bologna (Seminario “web marketing strategies and analysis”, facoltà di Scienze Statistiche e facoltà di Economia e Management) e co-fondatore del web magazie Blogfactory.it.

In questo blog ho citato più volte il concetto di inbound marketing. Il motivo è semplice: rappresenta la strada da seguire se vuoi lavorare su una crescita concreta e genuina. Alla base c’è un principio intramontabile e sempre valido: il lavoro sui contenuti di qualità.

Attraverso i contenuti attiri l’attenzione delle persone, abbandoni il concetto di interruzione pubblicitaria per diventare una risposta. Un elemento imprescindibile per le persone che potrebbero trasformarsi in clienti. Sembra facile, vero? Spesso tutto parte da un lavoro di blogging, non a caso ci sono diversi plugin WordPress che ti aiutano a ottenere buoni risultati, ma non basta scrivere.

L’errore fondamentale: pensare che l’inbound marketing nasca e finisca con la pubblicazione dei post. Questa è solo la prima parte del funnel, senza dimenticare che i contenuti devono essere affiancati dal social media marketing e dalla SEO. Insomma, c’è tanto da fare. Ecco perché oggi ho deciso di intervistare uno che di inbound marketing se ne intende: Jacopo Samo Matteuzzi.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono fondatore e co-owner di Studio Samo, agenzia di comunicazione e centro di formazione accreditato. Sono anche autore del libro “Inbound Marketing. Le nuove regole dell’era digitale”, il primo libro italiano sull’argomento. Mi occupo di strategie e sistemi basati sull’inbound marketing per vendere attraverso il web.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Come molti, ho iniziato imparando a realizzare siti web. L’ho fatto da autodidatta, leggendo guide e tutorial sul web, sbagliando e riprovando. Fino ad arrivare a un buon livello. Quando mi sono reso conto che il mercato del web design era saturo e, da solo, poco redditizio, ho imparato la SEO. Stessa modalità, leggendo guide e provando. Sbagliando e riprovando.

Dopo 15 anni di esperienza, fatta di errori ma anche successi, ho deciso che ero pronto per insegnare qualcosa agli altri. Così ho cominciato a dedicarmi alla formazione. Non ho mai insegnato nulla senza averlo sperimentato di persona. Per questo sono il primo a essere convinto che i miei corsi siano utili, per evitare che gli altri ripetano gli stessi errori che ho commesso io.

Meglio lavorare in azienda o crearla?

Dipende, ma non dal successo dell’azienda o da quanto riesci a guadagnare. Dipende dalla tua indole. Credo che imprenditori si nasca, o almeno nel mio caso è stato così.

Non avrei mai potuto lavorare per altri.

Creare un’azienda di successo è un’impresa tutt’altro che semplice, per questo mi ritengo una persona fortunata. Faccio quello che mi piace, e con un discreto successo.

Come inizia la tua giornata?

Tardi. E con tanto caffè. Poi però inizio a fare sul serio, e non mi ferma nessuno 😉

Inbound marketing: la soluzione per conquistare il web?

Nì. Prima di tutto non è LA soluzione, è UNA soluzione. Anche se funziona per la maggior parte delle aziende, non è detto che sia la combinazione giusta in tutti i casi e per tutte le realtà.

Sarei un pazzo, o un venditore di fumo, se dicessi di possedere la chiave definitiva per risolvere tutti i problemi delle aziende. Però in molti casi potrebbe fare la differenza per il destino di un’impresa.

In secondo luogo, non ho mai sostenuto (lo dico chiaro e tondo nelle prime pagine del mio libro), che l’inbound marketing sia necessariamente contrapposto all’outbound marketing. Ovvero che per fare inbound marketing si debbano abbandonare le altre attività di marketing.

La chiave del successo è quasi sempre la sinergia: se un’azienda riesce a creare un sistema di vendita (perché in ultima analisi, di questo si tratta) integrando attività inbound (come blog, SEM, social media, email marketing) e outbound (pubblicità online e offline, canali di marketing tradizionali) avrà successo.

Bisogna avere obiettivi chiari e liberarsi dai pregiudizi, piuttosto che fissarsi sui (pre)concetti.

Le aziende credono in queste strategie?

Nota dolente. Oggi più no che sì. La maggior parte delle imprese non ha una strategia di web marketing.

Mi fa piacere che la tua domanda parli di strategie, perché è proprio questo il problema: diverse aziende commissionano alle agenzie web attività come SEO, gestione dei social, realizzazione di e-commerce, senza avere né obiettivi chiari, né un’idea di come si possano raggiungere.

Con i nostri corsi cerchiamo di risolvere questo problema, dare alle aziende una guida alla scelta dei servizi da acquistare o delle competenze da sviluppare al loro interno.

Native advertising e inbound marketing: quale rapporto?

La native advertising è una delle tante armi a disposizione dell’inbonud marketer, ma è importante capire che la prima è uno strumento, mentre il secondo è un metodo. Secondo la mia opinione, il content marketing è un sottoinsieme dell’inbound marketing (pur essendo una parte fondamentale).

L’anno scorso è uscito questo ottimo articolo di Joe Piluzzi, del Content Marketing Institute, che spiega bene la differenza tra content marketing e native advertising. Per Piluzzi la native advertising è solo uno dei modi per distribuire i contenuti, pertanto rientra nel Content Marketing.

La native advertising non interrompe l’esperienza dell’utente e offre informazioni utili in un formato simile a quello dei contenuti redazionali (non pubblicitari) del sito. Per questo gli utenti interagiscono più di quanto farebbero, ad esempio, con un banner pubblicitario.

Questo è un bene per gli inserzionisti, ma anche (a patto che il contenuto sia utile) per i lettori. Quindi, sicuramente, la native advertising fa parte dell’inbound marketing.

Formazione: chi partecipa ai vostri corsi?

C’è un po’ di tutto, pensa che abbiamo avuto anche un allevatore professionale di rettili 🙂

Di solito il nostro pubblico è suddiviso tra responsabili marketing delle aziende o imprenditori, che vogliono capire meglio il web marketing per aumentare le vendite o la notorietà di marca, e i neo-laureati, che cercano possibilità concrete di entrare nel mondo del lavoro con competenze molto richieste.

Abbiamo anche parecchie agenzie di comunicazione, interessate a sviluppare competenze legate ai nuovi media per offrire più servizi ai clienti.

Un consiglio o una scoperta che cambierà la vita del lettore…

Il mio libro è opera di un ghost writer, va bene come scoperta? 🙂 Scherzi a parte, un consiglio pratico che posso dare al lettore è questo: se hai una qualsiasi attività, smettila di copiare quello che fanno i tuoi concorrenti. Cerca invece di fare qualcosa di diverso.

Studia i tuoi concorrenti e fai qualcosa che loro non fanno, o diversamente da come lo fanno loro. Dichiara di essere diverso, senza paura di perdere clienti ed anche – sì, sul serio – a costo di perderne qualcuno. Vedrai, avrai più successo di quanto pensi.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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