Il segreto della condivisione: intervista a Salvatore Russo

Il segreto della condivisione: intervista a Salvatore Russo
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Basta fare un po’ di web surfing per capire che c’è un gran fermento in giro quando si parla di Google Plus. Puoi usarlo come feed reader, come strumento per condividere contenuti di qualità o addirittura come newsletter.

Google Plus è uno strumento fondamentale soprattutto per costruire la propria autorevolezza, e per creare conversazioni virtuose. Qui sul blog MediaBuzz abbiamo già intervistato esperti del fenomeno Google Plus, tra questi voglio ricordare Michaela Matichecchia e Cinzia di Martino.

Oggi voglio chiudere il cerchio (anzi, la cerchia) e presentare un altro pezzo da novanta legato a Google Plus: Salvatore Russo.

Chi sei e di cosa ti occupi?
Sono Salvatore Russo, nato della ridente e solare Manfredonia, vivo a Milano e desidero la pace nel mondo. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro.it di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti.

Pratico spesso il Social GYM, esercizi creativi che tonificano i muscoli del cervello, rivitalizzano e ampliano il networking professionale e danno vita ad iniziative dal forte valore empatico tipo SocialEroi, #catzapproved e #smarmellare per citare quelli più famosi.

Racconta come hai iniziato
L’avventura è iniziata nel ’98 come selvaggio freelance, mi occupavo soprattutto di consulenza aziendale in ambito marketing, programmazione e formazione. La docenza è stata una palestra fondamentale, avevo almeno un corso al giorno con circa 30 partecipanti ed è durata così per 6 anni.

Ho avuto la fortuna di lavorare per importanti brand e sperimentare molteplici modelli organizzativi, ambienti di lavoro, sistemi gestionali, approcci al marketing e customer service.

Nel 2003 all’ennesimo lavoro da freelance ho incrociato lo sguardo con quello di Misco.it e mi sono follemente innamorato del progetto e-commerce all’epoca ancora semplicemente disegnato su una lavagna. E’ stato un lavoro titanico ma ricchissimo di soddisfazioni, un e-commerce che oggi macina diverse decine di milioni di euro. 

Meglio freelance solitario o in team?
Non ho pregiudizi in merito ed ho sperimentato entrambe le forme lavorative. Però c’è questa frase nella mia bio che risponde in pieno alla tua domanda:

Mi piace lavorare in squadra e fare squadra e credo che confrontarsi quotidianamente con la creatività dei collaboratori e dei partner sia una proficua occasione di crescita e arricchimento.

Devo dire che esprimo il massimo in team, riesco a tirare fuori le mie idee, farmi venire l’intuizione vincente nella maggior parte dei casi con il confronto.

Però non credo ciecamente nell’open space… voglio essere libero di decidere io il momento in cui condividere e quando rintanarmi a riflettere. Il mio attuale ufficio rispecchia questa filosofia, lo definirei open space on demand. 

Come inizia la tua giornata? E come continua?
Il tragitto casa-lavoro lo occupo solitamente facendo un giro di telefonate agli scriccioli che compongono il Dream Team di 6sicuro.

Questo scambio continuo di informazioni e idee produce una quantità enorme di buon umore che si traduce in proficue iniziative commerciali e ottimizzazione dei processi aziendali. Almeno questo è quello che penso io, probabilmente loro mi odiano, perché li chiamo mentre famelici addentano bomboloni alla crema.

Ovviamente la giornata tipo non esiste, diciamo che ti posso elencare un po’ di attività che devo svolgere assolutamente tutti i giorni:

  • Controllare che tutte le campagne Adwords, DEM, Display, etc siano in salute ed abbiano il giusto apporto di luce e budget per crescere rigogliose e produrre ottime lead.
  • Content Curation come se fosse già domani! In modo tale da essere sempre sul pezzo e raccogliere le informazioni giuste da dare in pasto ai miei famelici collaboratori.
  • Sbirciatina al piano redazionale per controllare che sia tutto a norma di legge (la mia legge).
  • Conversare amabilmente con le persone. Tutti i giorni modero una quantità infinita di commenti sul blog 6sicuro, ma in realtà è una minima parte di ciò che effettivamente avviene dietro le quinte, mi contattano con ogni mezzo digitale. Si è instaurato un bel rapporto, molto faticoso e delicato, ma estremamente gratificante.

Ti sei specializzato nel settore Google Plus: sarà il futuro del web?
Diciamo che mi sono specializzato nel settore del marketing web e non potevo certo trascurare il social layer di Big G. Google Plus ha colto in pieno quello che cercavo da una piattaforma social, ne ho studiato l’evoluzione e dopodiché ho deciso di parlarne e non ho ancora smesso.

Questo è l’approccio che ho un po’ con tutto, anche con te 😉 Arrivo alla tua domanda, più o meno la stessa che è stata posta a Larry Page il 25 Giugno durante il “Google I/O 2014” e quindi ti faccio rispondere dalla zio:

Farhad Manjoo
Il “social” è tanto importante per voi ora come lo era due anni fa?

Zio Larry
Sì, probabilmente è ancora più importante.  La gente dimentica che siamo in grado di rendere i nostri servizi migliori grazie alla comprensione delle loro identità, relazioni, lavoro, etc. Questo è il vero POTERE POTENTE ed è fondamentale per noi come azienda.

Quando le persone mi chiedono circa le sorti di Google Plus hanno in mente solo lo “Stream”. Per noi, ad esempio, Google Play recensioni sono parte di Google Plus. Vediamo tutte queste integrazioni crescere e sono molto importanti per noi, le chiacchiere stanno a zero.

Diciamo che nella traduzione ho colorito un po’ il linguaggio, ma il succo, assai gustoso, è proprio quello. La versione originale è qui.

Google Plus è la social spine che attiva e rafforza l’intero eco-sistema Google, quindi rispondo alla tua domanda con un bel sì. Riepilogo brevemente alcune caratteristiche che determinano la mia granitica sicurezza:

  • Piattaforma solida e ben congegnata.
  • So.Lo.Mo. (Social Local Mobile). Qualsiasi attività locale dovrà avere una presenza nei social, che sia al tempo stesso geolocalizzata e fruibile da dispositivi mobile. E’ innegabile, in questo specifico settore, lo strapotere di Google: Google Search, Google Maps e Google Places/Google+ Local
  • Collegamento con i prodotti Google sempre più stretto, non ultimo quello con YouTube che registra dopo 9 anni dalla sua nascita una crescita inarrestabile. Un unico account per tutti i servizi, questa è la prima grandissima battaglia vinta da Google Plus. La società di Larry Page e Sergey Brin ha quindi la possibilità di osservare i comportamenti dei suoi utenti e il modo in cui utilizzano i servizi, a prescindere dal loro ritorno sulla piattaforma social. Larry lo ha detto chiaramente, senza nascondersi o giri di parole.

 

Sono gli stessi che senza troppi sentimentalisti hanno chiuso anche Google Reader e Wave! Quindi? La morte di Google Wave è stato come sbarazzarsi di una cravatta un po’… audace, Google Reader come un bel paio di occhiali, Google+ sarebbe come strapparsi il sistema nervoso centrale!

Google Reader, Wave sono degli accessori, belli ma comunque degli accessori, Google+ integrato in profondità con tutti i servizi Google, sostanzialmente è Google stesso. Tutto può succedere eh, però analizzando lo scenario, vedo questo, come diversi anni fa ho immaginato lo sviluppo dell’authorship.

Veggente? No, buon osservatore ed un tantino fortunato. 

Come si integra la tua professione in una digital strategy?
Senza di me non esiste digital strategy!

Il 2014 sarà l’anno del native advertising? e branded content. Quali saranno le implicazioni riguardo all’autenticità del web, dei giornalisti e dei blogger?
Escludo dal ragionamento le versioni di native advertising implementate dai vari social e mi concentro appunto su magazine e blog. Il 2014 è ormai finito… vedremo cosa accadrà nel 2015, noto molti tentativi che spesso sfociano nel pubbliredazionale.

Per me non c’è un problema di autenticità del web, se ci fosse sarebbe per altri motivi e non sarà certo la causa il native advertising. Quello che voglio dire è che se si è costruito un modello conversazionale genuino con i propri lettori si può parlare di qualsiasi argomento, anche promuovendo un prodotto.

In native advertising non ha nei suoi obiettivi quello di celare la pubblicità, ma di renderla fruibile nel contesto e non appiccicato sopra.

Mi sono reso conto che negli ultimi anni ho realizzato e fatto realizzare moltissimi articoli che sarebbero ottimi per il native advertising, perché l’obiettivo principale è stato quello di fornire informazioni utili in modo coinvolgente, indicando anche nomi di brand perché funzionali allo scopo.

La gestione dei social media passa dal Marketing Department a PR e Customer Service: ci sarà un uso effettivo (maggior engagement and ROI) della presenza aziendale sui social media?
Quando è successo? Perché nessuno mi ha avvisato? A parte gli scherzi non ho visto questo netto passaggio, molti lo hanno fatto ma è meno generalizzato di quanto si scriva. A me francamente non piace, per nulla. I social media sono un affare del reparto marketing quanto del customer care.

Vedo molto più proficuo ed interessante un lavoro congiunto in cui, con approcci e KPI differenti, i vari reparti definiscono le proprie aree di intervento sui canali social per instaurare una conversazione efficace e funzionale con le persone. Raggiunto questo primo obiettivo, bisognerà ragionare su quali binari convogliare quella conversazione oppure se è il caso di avere più binari e stazioni di arrivo e partenze 😉

Attenzione a vedere i canali social solo come il nostro centro assistenza, sarebbe una comunicazione mono tono e probabilmente terribilmente noiosa.

Qual è stato il progetto di maggior successo fino ad oggi? Perché?
Sono un ragazzo fortunato. Ho avuto modo di lavorare a tantissimi progetti di rilievo nazionale con team meravigliosi e la conseguenza è stato una scorpacciata di successi.

Se mi costringi con la forza bruta a sceglierne uno, ti dico senza dubbio 6sicuro.it e nello specifico tutta l’attività di inbound marketing che trova la sua massima espressione nel blog e nella newsletter.

Un progetto in continua evoluzione e lontano dall’essere terminato, anzi a breve ci saranno importanti novità. Devo ringraziare il CEO che mi ha permesso di concretizzare la mia idea di conversazione online che si tramuta in conversione tramite un processo naturale di accrescimento della fiducia degli utenti.

Un buon contenuto è il profumo aziendale che ti rende maledettamente irresistibile!

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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