Il futuro della formazione: intervista a Sebastiano Zanolli

Il futuro della formazione: intervista a Sebastiano Zanolli

Sebastiano Zanolli

Nato nel 1964 a Bassano del Grappa, laureato in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha lavorato nel settore marketing occupando i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel.

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La formazione è uno dei settori in crescita perché, ormai, un punto è chiaro: il sistema scolastico non è sufficiente, non riesce a dare le soluzioni ai nostri problemi. E il mondo del lavoro è sempre più esigente. C’è una netta differenza tra chi è in possesso delle informazioni e chi le sta ancora cercando.

Questa differenza deve essere colmata, deve essere definita da persone capaci di individuare qualcosa di speciale in te. E di alimentare quel fuoco sacro che ti permette di cambiare, di volgere verso il miglioramento. Insomma, oggi abbiamo bisogno di esperienza sul campo. Ma anche di tanta formazione. Ecco perché oggi su MediaBuzz voglio intervistare una persona che ammiro e stimo, voglio intervistare Sebastiano Zanolli.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Sebastiano Zanolli, nato nel 1964 e laureato in Economia alla Ca’ Foscari di Venezia. Sono stato Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, ho lavorato in aziende come Adidas e Diesel. Poi insieme a Francesca Gazzola ho fondato due anni fa La Grande differenza, una società interessata a fornire – a privati o ad aziende – gli strumenti, le conoscenze e le metodologie per farla davvero questa grande differenza nella vita professionale e personale.

Un progetto ambizioso, certo, ma che lascia spazio ai partner – sì, preferiamo chiamarli così e non “clienti” – di definire gli obiettivi. Noi forniamo gli attrezzi e le mappe, il resto è tutto impegno dei singoli.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Dopo il successo inaspettato del mio primo libro La grande differenza, una mappa utile per raggiungere le proprie mete ho incontrato Francesca, una persona eccezionale e una bravissima psicologa del lavoro che si dedicava alla progettazione di percorsi formativi per Confindustria.

Io, lavorando come amministratore delegato in una società di abbigliamento e avendo questa passione per la formazione, avevo necessità di una compagna di viaggio competente e focalizzata.
Da questo punto a fondare la società il passo è stato breve.

Come inizia la tua giornata?

Come quelle di chi fa l’imprenditore oggi. Non ha un inizio e non ha una fine. È un continuo. Questo fatto va accettato, è la regola del gioco. Comunque controllo spesso email e feedback dai social media. Inoltro le mail da archiviare o da ritrovare su Evernote e le schedulo. Diciamo un’ora di programmazione, dopo inizio il lavoro di qualità sui materiali.

Il digitale influenzato il tuo modo di fare business?

Certo. Il sito web è stata la piattaforma che ci ha permesso di creare una base solida su cui operare e ora i social media hanno dato ulteriore forza al messaggio. Facendolo arrivare lontano a costi accessibili. Anche in questo caso però, per quanto riguarda “La Grande Differenza”, la tecnologia digitale funziona solo se il digitale è costantemente monitorato e interfacciato con la sensibilità umana.

La strategia di comunicazione aziendale nel mercato online?

Le persone che ci seguono e che noi seguiamo non amano la pressione commerciale tipica di questi tempi. Ne hanno le tasche piene di offerte speciali, che speciali non sono, di promesse miracolose che non garantiscono mai nulla. La nostra strategia è quella di preparare un buffet con tutto quello che siamo sicuri di cucinare bene e poi invitare. Se qualcuno si alza e si serve allora siamo felici.

L’economia digitale può aiutare gli imprenditori a emergere?

Credo che, a parte qualche raro caso di nicchia, non ci sia una reale alternativa. L’economia digitale è qui per restare a lungo. Come la ruota. Sono quelle invenzioni che non si cancellano. Credo che sia l’atra faccia di una sola moneta. Non è semplice creare valore solo con il digitale, deve esistere una controparte fisica del business. Qualcosa di tangibile. A meno che non si parli di nicchie, appunto.

La tua azienda fra 10 anni?

Difficile fare previsioni così lunghe al giorno d’oggi. Una impresa che ha saputo mantenere le promesse verso i partner. Circondata da persone felici e serene. Dentro e fuori. Preferisco questo a tutto il resto. Un consiglio ai futuri imprenditori digitali? Dare consigli è sempre un po’ da presuntuosi, ma uno sì, lo voglio dare: anche nel digitale ciò che paga è metterci la faccia.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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