Il cliente al centro della storia: Foot Locker sceglie Youtube

Il cliente al centro della storia: Foot Locker sceglie Youtube
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Interessante parlare di contenuti, vero? Soprattutto quando questi contenuti devono essere utilizzati per raccontare un brand, per far scoprire ai potenziali acquirenti le qualità di un bene o un servizio. Ma la narrazione del brand (brand storytelling) non si limita a questo.

 

Nella maggior parte dei casi il discorso storytelling viene utilizzato per veicolare valori, per raccontare ai clienti qual è la vision dell’azienda. Uno degli esempi più significativi lo puoi trovare in questo articolo dedicato al video Starbucks. Oggi invece l’attenzione è dedicata a un’altra grande azienda che ha scelto Youtube per raccontarsi.

Sto parlando della Foot Locker e di quel video che forse hai visto anche tu negli spot pubblicitari che precedono i contenuti. Protagonista dello spot: Converse.

In cosa consiste esattamente?

Il video è enigmatico. Ci sono dei ragazzi che mettono a punto una sorta di macchina millepiedi in legno. Ogni estremità ha una Converse, ma il messaggio pubblicitario in realtà manca del tutto: si intravede un amplificatore minaccioso, e il video finisce con un pannello che ti permette di scegliere 3 tipi di musica: Slow Jam, Rock, Speed Metal.

Si tratta di un test di qualità per le scarpe. L’elemento interessante è il collegamento (attraverso le annotazioni di Youtube) ad altri video che permettono all’utente di scegliere il genere musicale che dovrà essere utilizzato per testare le Converse.

Sì perché lo spot sembra che (opinione personale) imiti in chiave ironica le aziende che mostrano sistemi ultramoderni per testare i prodotti. In realtà il prodotto in questione sono le Converse, scarpe che veicolano valori vicini al mondo giovanile.

Di conseguenza i test di qualità che il brand introduce sono gestiti da ragazzi che non capiscono assolutamente niente di ergonomia o materiali, ma cercano di comprendere la resistenza della scarpa durante una festa o un concerto rock. O durante il lancio di pizza e Kebab.

Perché questa narrazione piace

In primo luogo perché mette in primo piano l’utente. Non confeziona una storia prestabilita, non costringe il lettore o lo spettatore a fruire un contenuto già definito: lo invita a scegliere, gli dà la possibilità di ritagliare la storia in base ai suoi gusti.

Vuoi testare la scarpa durante un concerto metal o con il lancio del falafel? Vuoi metterle alla prova durante un party animato? Sei tu che decidi. Sei tu che crei la storia e nel frattempo ti lasci coinvolgere nel mondo Foot Locker.

Il principio supera la classica narrazione e introduce l’utente come parte attiva dello storytelling. Prima c’era l’interruption marketing, la pubblicità che interrompeva il flusso di contenuti, poi si è data importanza allo storytelling. Ovvero alla narrzione del brand, e ora l’untente crea la sua storia grazie agli strumenti del social web.

Tutto questo coronato da una sapiente comunicazione dei valori del band Converse. I risultati sono interessanti: basta dare uno sguardo ai numeri delle visualizzazioni. Sarebbe interessante fare una lista dei principali video interattivi, non credi?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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  1. 6 video interattivi per raccontare il tuo brand | MediaBuzz - […] articolo ho citato Foot Locker come esempio virtuoso di narrazione del brand che mette in primo piano l’utente, che…

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