I link sono indispensabili sui social?

I link sono indispensabili sui social?

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Domanda fondamentale. La arricchisco con un altro interrogativo: perché hai aperto i tuoi canali social? Per condividere link? Bene, allora la risposta è chiara: sì, i link sono indispensabili. Ogni articolo deve avere il suo link, ogni post deve sponsorizzare un contenuto.

Ma stai ignorando un piccolo dettaglio: i social non sono semplice condivisione dei link. Pensaci bene, cosa rappresenta lo share di un collegamento ipertestuale? Da un lato lo vedo come un endorsement nei confronti dell’autore, dall’altro come una risorsa per chi segue: io appoggio questo contenuto, e te lo propongo perché credo che sia utile ai tuoi scopi.

L’importanza dei link

La situazione può essere mitizzata da una buona content curation. Hai il tuo feed reader e le tue fonti, scegli i contenuti migliori e li condividi con un’audience più o meno segmentata. Nel caso di Twitter hai poco da indirizzare (se non con delle mention specifiche) mentre su Google Plus hai delle soluzioni specifiche grazie alle cerchie.

Sai come funziona Google Plus? ti permette di creare delle cerchie di contatti e tu puoi condividere gli aggiornamenti solo con quelle persone. Poi c’è Facebook che ti permette di partecipare a conversazioni di qualsiasi tipo, soprattutto nei gruppi dedicati ai singoli argomenti.

Condividere link utili, quindi, può essere una buona attività per guadagnarti la fiducia dei follower e dei fan. Il valore di una risorsa utile può essere decisivo. Ma non è l’unico modo che puoi usare per ottenere seguito e per fidelizzare i seguaci. Tutti i social, infatti, ti danno la possibilità di creare aggiornamenti privi di link. Lo sai, vero? E perché non li usi mai?

Condividere senza link

Tono inquisitorio a parte, spesso l’aggiornamento privo di link viene visto come una perdita di tempo. Questo è vero soprattutto in ambiente corporate: tutti puntano al risultato misurabile, al click, alla visita che si accumula sul grafico di Google Analytics. Questa è l’idea condivisa, giusto? Usare i social per portare click al sito.

Grande errore. Certo, questo è uno degli usi più comuni e immediati. Ma c’è tanto altro dietro la tua attività social. Attraverso la condivisione di un aggiornamento privo di link puoi ottenere diversi risultati, e puoi proporti agli occhi di chi ti segue con un contenuto non commerciale. Non ci sono link, non ci sono offerte, non ci sono beni o servizi da acquistare. C’è solo il messaggio.

Due esempi

Un messaggio che può essere utilizzato per lavorare su due fronti: emozione e informazione. Il primo esempio, quello delle emozioni, me lo fornisce Cinzia Di Martino. Ogni giorno Cinzia pubblica sui canali social una grafica motivazionale che combina visual e testo.

Qui tutto punta sull’emozione, sul significato soggettivo che ogni fan/follower può dare al messaggio. Questa attività non porta click al sito, ma permette di rafforzare il proprio brand: fidelizza le persone che riconoscono anche il motivo grafico e permette al nome “Cinzia Di Martino” di muoversi viralmente sul web grazie alle numerose condivisioni.

Un altro esempio ce lo suggerisce SEMrush, un noto brand legato al mondo SEO/SEM. Sui social aziendali SEMrush condivide delle liste puntate con suggerimenti legati al mondo del web marketing. Sono degli spot, dei consigli semplici e facili da ricordare, ripostati su un tema ricorrente. In questo caso, quindi, l’obiettivo è legato all’informazione: SEMrush usa le immagini per comunicare sapere.

Il risultato è simile a quello ottenuto da Cinzia: condivisioni, diffusione del brand, fidelizzazione, coinvolgimento dei follower. Anche quando si punta sull’informazione i risultati sono interessanti. Anche quando vuoi posizionare il tuo brand in un settore professionale, legato a una determinata cerchia, la tua attività social può essere priva di link. In alcuni casi deve essere così per essere accettata.

Non hai (sempre) bisogno dei link

Per fare brand awareness non hai bisogno di link diretti al sito. Per far conoscere il tuo nome hai bisogno di un buon calendario editoriale basato sui contenuti e una robusta attività all’interno della community. Social vuol dire condivisione e creazione del sapere, non solo link. Sei d’accordo?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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2 Comments

  1. Giustissimo, condivido pienamente. Il social network permette di creare una community, non va utilizzato come un banale social bookmarking (che, tra l’altro, può essere fatto con gli strumenti opportuni). Tra l’altro, mi pare (ma potrei sbagliarmi) che Facebook “penalizzi” molto i post che contengono link, o almeno questa è stata la mia esperienza.

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    • Ciao Alessia, la mia esperienza personale (avvalorata anche da fonti tipo questa http://socialblog.giorgiotave.it/facebook-no-click-baiting/3986) mi portano a dire che i link sono svantaggiati quando sono poco chiari nella loro essenza. In altre parole, quando fai click baiting, quando cerchi di attirare l’attenzione in modo poco cristallino.

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