Google Plus: quel dettaglio che fa la differenza

Google Plus: quel dettaglio che fa la differenza
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Ormai hai capito come si muove il mondo, e hai colto l’importanza di Google Plus: non un semplice social ma una piattaforma che rappresenta la tua persona attraverso Google.

Un concetto complicato, ma che trova massima esplicazione attraverso l’authorship. Un tempo i contenuti erano anonimi. Cioè, potevano essere firmati o meno (magari portavano quella triste etichetta della redazione), ma agli occhi di Google la differenza era inesistente.

Oggi, invece, Mountain View ti dà la possibilità di attribuire un tassello importante al contenuto per decretarne la qualità: la tua persona.

google plus

E poi c’è la possibilità di inserire l’avatar nella serp, vicino ai propri risultati. Sfoglio la pagina e vedo il mio autore preferito: mi lancio con un clic veloce come una freccia perché spicca graficamente nella lista dei risultati.

Ma, soprattutto, perché mi fido di quel nome e voglio leggere i suoi contenuti.

Certo, lo so che John Mueller ha detto che si stanno muovendo nella direzione opposta e che vogliono togliere le foto dalle serp. Ma il valore dell’authorship non viene messo in discussione e comunque Google Plus non è solo questo.

La tua domanda: come posso migliorare la mia presenza su Google Plus? Te lo dico io: partendo dai dettagli. Sono sempre i dettagli che fanno la differenza.

Attenzione al motto

Sai qual è? Quella stringa che si trova nella pagina informazioni, nella colonna dedicata alla storia. Nella maggior parte dei casi inseriamo la prima frase ridicola che ci passa per la testa, ma è un errore. Un grave errore.

Motivo? Quella stringa verrà visualizzata nella hovercard, ovvero l’anteprima del tuo profilo che appare quando qualcuno ti cita nei post o nei commenti.

Quindi riveste un’importanza fondamentale per presentarti nel migliore dei modi. Io ho usato il motto per inserire lo slogan che mia ccompagna ovunque, anche sul blog e su altri social.

Informazioni complete

Sempre nella pagina informazioni hai la possibilità di inserire un buon numero di informazioni legate alla tua attività. Puoi suggerire gli studi che hai affrontato e i lavori che hai svolto.

Il mio consiglio: completa ogni campo e descrivi i punti con una stringa di testo. Le persone usano Google Plus anche per raccogliere informazioni sul tuo conto, e il primo modo per sfruttare i social per trovare lavoro/clienti è dare un minimo di notizie sulle attività svolte.

Da notare che nell’area descrittiva puoi inserire anche testo formattato con link e achor text personalizzati: usali ma non esagerare.

L’arte dell’immagine

Inutile anticipare i tempi: c’è stata una dichiarazione relativa all’authorship ma le procedure per metterla in pratica sono ancora valide. Quindi lavoriamo in questa direzione. Quando scegli l’immagine avatar, l’immagine del profilo Google Plus, stai muovendo un passo importante.

Perché quell’immagine diventerà automaticamente la veste pubblica dell’authorship. E apparirà al fianco dei tuoi risultati nella serp. E non solo dei tuoi.

Puoi inserire l’authorship anche nei post che hai scritto per altri blog, per portali con i quali collabori. Io, ad esempio, ho inserito l’authorship nei blog dei miei clienti (ovviamente con il consenso) in modo da dare subito un riferimento ai miei lettori.

Cosa significa tutto questo? Devi scegliere con cura l’immagine che diventerà authorship.

Quindi devi lavorare sulla qualità, devi scegliere un’immagine che ti rappresenti professionale ma non inamidato come in una fototessera. Come sostiene anche Moz, non esiste la foto ideale ma può dipendere molto dal tipo di audience a cui ti rivolgi.

Voglio dire… se scrivi per un sito di fitness dovresti evitare la tua immagine con sigaretta.

Formattazione speciale dei post

Ok, sappiamo tutti come si formattano i post. Inutile ritornare sul discorso ma già che ci siamo: con gli asterischi si inserisce il grassetto, con il trattino basso il corsivo e con il trattino alto il sottolineato. Bene così.

Ma poi? Come puoi sfruttare al massimo questa combinazione e inserire qualche elemento speciale? Io seguo questi semplici consigli:

  • Il titolo in grassetto (che poi diventa il tag title del post)
  • In sottotitolo in corsivo.
  • Eventuali titoli di paragrafi sempre in grassetto.
  • Per le liste puntate uso i dot dei caratteri speciali.
  • Anche per evidenziare i link uso le frecce dei caratteri speciali
  • I link li accorcio con bitly.

 

Un dettaglio importante: quando scrivi un post lungo, Google Plus inserisce automaticamente un tag more. Questo significa che accorcerà il post e metterà in preview solo le prime due o tre stringhe di testo. Ecco perché nel sottotitolo (in corsivo) inserisco una sintesi del post e un motivo per continuare a leggere.

Schede visibili

Google Plus offre una serie di schede (foto, video, recensioni, +1) ma tu non usi tutti questi servizi. Non hai video, non hai recensioni, non vuoi far vedere le foto: perché costringere il tuo bel profilo a mostrare schede inutili? Niente paura, si possono eliminare. Basta andare nelle impostazioni personali e spuntare le pagine che non vuoi mostrare.

google plus

Schermata Google Plus delle Impostazioni generali

E come puoi vedere da questa immagine puoi anche evitare di pubblicare sul tuo profilo i post che lasci nelle community. Così nessuno vedrà tutto lo spam che stai facendo in giro. Scherzo ovviamente, eh!

Chiudo con un consiglio: se vuoi iniziare a usare Google Plus al massimo ti consiglio di dare una mano a queste risorse che ho pubblicato su Mediabuzz qualche mese fa. Sono sempre valide, non temere.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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